L’aggiornamento previsto per il 22 ottobre dovrebbe portare interessanti cambiamenti soprattutto dal punto di vista del nostro personaggio.

Gray Zone Warfare non smette di migliorare. Per l’FPS PvPvE sembra essere in dirittura d’arrivo un aggiornamento piuttosto sostanzioso, che se dovesse confermare le aspettative potrebbe cambiare drasticamente l’esperienza di gioco.
Madfinger Games vuole fornire ai giocatori la possibilità di crearsi dei propri rifugi dove realizzare laboratori e dedicarsi al crafting grazie ai materiali ottenuti in gioco. I giocatori potranno anche realizzare oggetti di contrabbando da vendere a caro prezzo (probabilmente ai mercanti). Si parla di narcotici; qualcosa di assolutamente immorale e che da sempre contestiamo nei videogiochi, ma che nel mondo di Gray Zone Warfare non stona vista la storia di fondo della zona del sud-est asiatico in cui combattiamo.
Con la versione 0.5, Gray Zone Warfare si arricchirà anche di nuove zone esplorabili all’interno delle quali potremo scoprire qualcosa in più sulla storia che propone il gioco, oltre che combattere nemici che si preannunciano davvero ostici.

Madfinger Games sarà costretta a un “soft swipe”, come lo ha definito; verranno persi ogni oggetto ed i soldi accumulati, ma il rank e le missioni compiute rimarranno intatte (ma forse sarà meglio ricominciare da zero).
Ad ogni modo, dalla versione 0.5 in poi avremo a disposizione quattro slot per poter vivere le missioni delle diverse fazioni del gioco senza dover cancellare il nostro personaggio principale. Inoltre, finalmente i personaggi creati in PvE non potranno partecipare alle partite PvPvE e viceversa; si tratta di un cambio atteso e di buon senso.
A questo si aggiungeranno nuovi suoni e dialoghi legati alle armi ed ai nuovi luoghi esplorabili, ma soprattutto nuovi comportamenti da parte dei bot: ora si cureranno (prima era fin troppo facile ferirli e lasciarli morire per sanguinamento) e alcuni saranno dotati di granate.
A proposito del sistema di salute, ci saranno cambiamenti anche sotto questo aspetto: lo scopo è quello di rendere la gestione più lineare, anche se il rischio è che Gray Zone Warfare si appiattisca in uno dei suoi punti di forza: ad esempio alcuni oggetti saranno in grado di curare più ferite o fratture allo stesso tempo, cosa che oggettivamente semplifica le cose forse troppo; al tempo stesso, Madfinger Games spinge sul realismo, raffinando il modo in cui gli oggetti medici vengono usati e consumati, evitando abusi (come i lacci emostatici applicati alla testa…) e una conservazione migliore del materiale in eccesso.
Infine, in modalità PvP sono stati esclusi alcuni avamposti dalla possibilità di essere catturati per rendere più stabile il fronte di guerra.
L’aggiornamento 0.5 si annuncia insomma parecchio corposo, e sarà probabilmente un bel boccone per chi voglia tornare a sparare nella semi-abbandonata zona asiatica del Lamang. Già oggi Gray Zone Warfare è davvero piacevole da giocare, come ha confermato il nostro recente test.









