Re:Turn 2 riprende l’avventura interrotta col primo capitolo

Il seguito di Re:Turn ci porta ad affrontare nuove esperienze sovrannaturali con la sua grafica ad 8-bit ed un approccio molto orientale.

 

 

Re:Turn è un’avventura grafica uscita nel 2020 con dei toni di horror asiatico. È appena uscito il seguito, Re:Turn 2 Runaway, che riprende le stesse dinamiche e lo stesso approccio.

Nonostante il modo in cui si propone al giocatore, Re:Turn 2 non è un titolo da salti sulla sedia; è infatti più indirizzato verso un pubblico meno esigente ed interessato soprattutto all’esplorazione ed alla risoluzione degli enigmi – oppure più ingenuo, come il pubblico asiatico. Esiste sicuramente una componente legata all’azione ed all’adrenalina, ma è più contestualizzata ai momenti in cui saremo in compagnia di qualche nemico e dovremo nasconderci o scappare via, essendo totalmente disarmati ed indifesi.

 

 

Abbiamo provato il gioco, e se da una parte la storia è sicuramente interessante, al tempo stesso ci sono alcune cose che non ci hanno convinto pienamente. Alcuni enigmi sono risolvibili più seguendo l’approccio “prova e sbaglia” piuttosto che usando la logica, ed in certe occasioni se non ci si ferma su di un punto preciso non si attiva la sequenza di gioco successiva.
Scappare dal mostro richiede un tempismo maniacale, portando magari alla frustrazione quando si torna per la decima volta a ripetere lo stesso tentativo di fuga: il mostro sembra vederci anche una volta che ci siamo nascosti e normalmente ci appare quasi in faccia – quindi o si riesce a correre verso un’uscita (ma siamo più lenti di lui), o ci si nasconde preventivamente aspettando che si materializzi e poi lo si sfila via, o ci si prende il rischio di camminare finendo il più delle volte a ricaricare il salvataggio.
I tasti non sono rimappabili, ed anche se non ce ne sono troppi da usare il layout per i mancini non è perfetto (perlomeno i tasti freccia funzionano). Consigliato l’uso del controller (anche qui, niente rimappabilità).
Infine una nota per il doppiaggio inglese, sicuramente ben pronunciato ma un po’ cantilenato e probabilmente fin troppo enfatico, sulla falsa riga degli cartoni animati giapponesi che ci credono troppo.

 

 

Complessivamente il gioco ha delle potenzialità, specialmente se siete appassionati delle avventure d’azione, e considerando il prezzo budget a cui viene messo in vendita (piuttosto adeguato anche rispetto alla sua brevità) potreste volergli dare un’occhiata.

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