Grazie ad un approccio minimalista che ricorda molto i giochi retrò, Ultimate Racing 2D 2 riesce a offrire un gameplay semplice ma tutto sommato efficace.

Nell’epoca 8 e 16bit, i giochi di auto erano quasi tutti realizzati con una visuale dall’alto a causa delle limitazioni tecniche dei computer e delle console chiamate a gestire velocità e profondità di campo limitate. Questa “scelta non scelta” restringeva di certo le possibilità di design, ma consentiva agli sviluppatori di dedicarsi sulla sostanza dei loro giochi, più che sull’aspetto esteriore.
Non è un caso se Ultimate Racing 2D 2 ricorda immediatamente uno dei tanti giochi belli ma poco noti degli anni ’90: quel Warm Up della italianissima Genias, gioco di Formula 1 difficilissimo ma verso il quale non era possibile non provare un profondo senso di ammirazione per la sua completezza.
Applimazing, lo studio di sviluppo dietro Ultimate Racing 2D 2, ha realizzato un titolo che unisce il meglio dei giochi di auto dall’alto, unendo semplicità a modularità, ottenendo un prodotto finale di validissimo livello (considerandone anche il prezzo a cui è messo in vendita). Quello che sembra a prima vista un classico giochino da poco, si rivela presto ben più profondo di quel che ci si aspetti ed in grado di offrire modalità e sfide diverse, tanto da stupire per la sua potenziale longevità.
L’approccio con Ultimate Racing 2D 2 non è dei più semplici: manca completamente un tutorial o perlomeno una piccola guida che spieghi le dinamiche dei dettagli che vadano oltre l’accelera/frena/sterza. Capire il gioco è un fatto di esperienza, e quindi occorre giocare, sbagliare e infine capire prima di poter sfruttare appieno il gioco; ovviamente non stiamo parlando di concetti da laurea in fisica nucleare, ma spiegare come funzionino le varie modalità e in che modo si possa limitare il consumo delle gomme sarebbe stato il minimo.
Dal punto di vista del sistema di guida, Ultimate Racing 2D 2 offre un modello decisamente apprezzabile e sicuramente realistico: è impensabile affrontare le curve ad una velocità troppo elevata, come accade nei giochi più arcade, visto che uscire di pista comporta il piantarsi nel terreno e farsi rapidamente raggiungere dai concorrenti che ci seguono.
Anche la frenata deve essere gestita: inizialmente si ha la sensazione che le vetture del gioco abbiano un sistema frenante poco performante, ma poi si capisce che il freno e la decelerazione sono due strumenti da utilizzare con precisione, e che per certi versi l’approccio deve intendersi più simulativo di quanto potrebbe sembrare.

C’è un’altissimo grado di personalizzazione nel modo in cui possiamo impostare le singole gare ed i campionati, permettendo non solo di regolare la bravura dell’AI ma anche il consumo e la performance velocistica delle gomme, il danno ricevuto negli urti, la lunghezza della gara, il meteo, l’effetto scia ed una quantità di altri parametri che consentono al giocatore di ritagliarsi una sfida su misura.
Altro aspetto lodevole di Ultimate Racing 2D 2 è la sua apertura al mondo delle mod. Il titolo è fra i pochi ad offrire un editor di tracciati nativo e, vista la relativa semplicità con cui è possibile realizzare i propri circuiti, di tracciati aggiuntivi liberamente scaricabili ce ne sono più di un migliaio. Gli appassionati hanno anche dato vita a tantissime categorie di veicoli, incluse le moto, ed ogni categoria ha i suoi parametri di manovrabilità, aderenza e velocità.
Quello che manca sono le gare non a circuito; insomma le classiche “tappe” con un arrivo diverso dal punto di partenza che abbiamo avuto modo di affrontare in giochi analoghi come Star Drift Evolution o Super Woden GP. Si tratta però di una non-mancanza, vista la natura e la filosofia del gioco.
Le gare sono ben articolate, con la possibilità di avere un meteo dinamico in grado di scombinare le strategie e la scelta delle diverse mescole di gomme. L’AI è in grado di offrire una ottima sfida pur commettendo errori (e quindi rendendola più umana) e la presenza della componente multiplayer permette di dar vita a singole gare o campionati anche con perfetti sconosciuti.

Quello che in Ultimate Racing 2D 2 è piuttosto rivedibile, è l’interfaccia grafica. In gara le informazioni sono piazzate principalmente in alto nello schermo in maniera piuttosto ravvicinata, e che diventano difficili da leggere e motivo di deconcentrazione durante le gare: non è raro mancare il punto di staccata e commettere un errore anche grave solo per voler sbirciare il livello di consumo delle gomme.
Quando non sono in alto, appaiono in sovraimpressione al centro dello schermo, andando talvolta addirittura a coprire la visuale della nostra vettura ed impedendoci di avere una visione sulla pista libera da impedimenti. Considerando che le gare sono frenetiche e che i momenti che abbiamo a disposizione per cercare sullo schermo l’informazione che ci serve sono estremamente ridotti, questo è oggettivamente un problema.
La stessa presenza dei nomi dei piloti avversari, necessari per aumentare l’immersione nella gara, vanno a saturare lo schermo specialmente nelle fasi di partenza, portando di tanto in tanto a non capire bene dove siame esattamente e come affrontare la prossima curva.
Ci sono poi degli elementi realizzati solo parzialmente: un esempio pratico è quello dell’effetto scia, valido solo per i giocatori umani ma che non viene applicato all’AI; un altro, di tutt’altro genere, è il fatto che il senso di progressione è limitato, non essendoci una vera e propria carriera ma una semplice limitazione delle classi disponibili per la stagione seguente.
Complessivamente però Ultimate Racing 2D 2 è un gioco sicuramente azzeccato, che nonostante le sue basse pretese (e il basso costo) è in grado di offrire decine di ore di intrattenimento. Riuscire a diventare competitivi ai livelli più alti non è affatto semplice, e la possibilità di gareggiare su circuiti reali in gare frenetiche e coinvolgenti è sicuramente appagante. Purtroppo gli aspetti legati all’interfaccia e il poco senso di progressione impediscono ad Ultimate Racing 2D 2 di entrare nel ristretto novero dei giochi che ci sentiamo di consigliare a mani basse.









