Drive To Survive – Stagione 6: la recensione

La nuova stagione della docu-serie Netflix sulla Formula 1 è arrivata in Italia; sarà riuscita a rendere interessante un campionato piatto come quello dell’anno scorso?

 

 

Nel 2023 il campionato mondiale di Formula 1 è stato dominato in lungo e in largo dalla Red Bull di Max Verstappen, che non ha lasciato praticamente nemmeno le briciole agli altri piloti; l’olandese infatti si è portato a casa bene 19 vittorie sulle 22 disponibili, vincendo il titolo iridato con ben 6 Gran Premi d’anticipo.
All’alba della sesta stagione di Drive To Survive, la preoccupazione era che con un mondiale così monotono dal punto di vista sportivo potesse generare un prodotto televisivo altrettanto monotono, soprattutto se paragonato alla stagione 5 e a quell’ultima puntata con lo scontro finale fra Hamilton e Verstappen che racchiude l’essenza stessa dell’automobilismo.

La produzione, probabilmente conscia dei rischi, ha perciò avuto la brillante idea di lasciare all’interno della serie maggiore spazio alle lotte fra le scuderie nelle retrovie, concentrandosi sui dilemmi e sui drammi sportivi che queste vivono Gran Premio dopo Gran Premio, e non sullo sfarzo tecnologico e ingegneristico della Red Bull, della Ferrari o della Mercedes.
Il risultato è una serie che sembra avere l’intenzione di mostrare un’altra faccia della Formula 1, più operaia rispetto al lusso tecnico-manageriale delle tre scuderie dominanti e sempre tesa fra i limiti tecnici delle realtà automobilistiche minori e la costante necessità di fare punti per restare a galla.

 

 

Le triste parabola della Haas e del suo manager (ormai ex) Gunther Steiner, il brillante percorso della Williams tornata in auge dopo anni di ultimi posti e le lotte intestine in Alpha Tauri sono alcune delle tematiche principali di questa stagione di Drive To Survive, tematiche attorno alle quali si sviluppano gran parte dei 10 episodi della serie.
L’intento era probabilmente proprio quello di mostrare il mondo della Formula 1 nella sua più brutale essenza competitiva, e per farlo la produzione ha ottimamente scelto di puntare sulle storie di quelle scuderie che devono conquistarsi ogni singolo metro in pista contando solo sulle proprie forze e sul proprio estro tecnologico per battere anche solo di un millesimo i diretti avversari e poter dire “non sono ultimo, il prossimo anno sarò ancora qua”.

La serie alla sesta stagione sembra però aver perso quella veridicità che trapelava dalla prime stagioni; all’inizio di questo progetto infatti i piloti e gli addetti del paddock non erano abituati alla presenza di Netflix, motivo per cui spesso si comportavano in maniera più naturale. Ora invece la sensazione è che siano tutti calati maggiormente nel ruolo di attori, danneggiando in parte quell’aura di realtà che probabilmente voleva essere il nocciolo anche di questa stagione.

 

 

La Formula 1 sta rinascendo grazie a Drive To Survive e i numeri lo dimostrano, ma per continuare così forse sarebbe il caso che tutti smettano di sentirsi su di un set cinematografico: la griglia di partenza non premierà mai un attore, ma solo un pilota.

 

Drive to Survive – Stagione 6, 2024
Voto: 7
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