Fallout 76: quando l’apocalisse è reale

Fallout 76 non è solo uno dei peggiori videogiochi degli ultimi anni, ma è un chiaro esempio di come un’azienda non debba muoversi. Un disastro su tutti i fronti, dal marketing al trattamento dei clienti… una vicenda apocalittica.

 

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All’E3 2018 la Bethesda annunciava Fallout 76: un vero sogno, finalmente un Fallout multiplayer da giocare insieme agli amici. Come ad ogni annuncio di un titolo della saga l’hype dei giocatori è subito schizzato alle stelle. Tutti ne hanno parlato, anche chi non ha mai giocato un solo titolo ha comunque avuto per la testa la soundtrack del trailer di lancio. Chi può dire di non aver mai canticchiato “Take Me Home, Country Roads”?
Sarebbe stato bello poter concludere la storia a questo punto, perché dall’annuncio in poi nulla è più andato per il verso giusto. La campagna marketing, il merchandise, il rapporto coi clienti e soprattutto il gioco stesso, tutto quel che poteva andare male è andato malissimo. Un assoluto disastro su tutti i fronti. Siamo ai livelli del noto gioco di E.T. che fu tra le cause della “grande crisi dei videogiochi dell’83″; beh forse non siamo così in la, ma ci siamo quasi… di certo è stato uno dei passi falsi che ha portato la Bethesda a farsi acquisire recentemente da Microsoft, per la modica somma di 7,5 miliardi di dollari.

 

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Una volta sul mercato, il gioco si è presentato nella sua forma peggiore. L’esperienza dei videogiocatori è stata tempestata da ogni genere di bug: dalla versione day one del gioco fino alle ultime patch si potrebbe stendere un’approfondita enciclopedia universale dei bug, e non ne mancherebbe all’appello nessuno. Quello peggiore – o migliore, dipende dai punti di vista – portava i giocatori a loggare non col proprio account, ma con quello di un altro giocatore a caso, perdendo tutti i rispettivi progressi. Un giocatore ha ottenuto casualmente la vita infinita; per quanto ci provasse, gli era impossibile morire dovendo contattare l’assistenza per il suicidio assistito del PG.
Lo stato inaccettabile del gioco ha portato gli acquirenti a chiedere alla software house il rimborso. Le richieste, inizialmente accettate, sono diventate in breve così tante da spingere la Bethesda a rifiutarle tutte categoricamente scatenando la furia dei giocatori che hanno giustamente risposto legalmente con una class action.
Le recensioni al vetriolo uscite nei primi giorni sono state sufficientemente convincenti da spingere i videogiocatori a stare alla larga dal titolo. Le vendite ai minimi hanno portato un calo dei prezzi della metà già nella prima settimana, e poi sempre più in basso. Pur di liberarsi dei milioni di copie invendute, Fallout 76 in certi negozi è stato REGALATO insieme a dei gommini per controller.

 

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Al di là dei bug, com’è il gioco? Non si tratta d’altro che di un titolo raffazzonato, messo su riciclando tutti gli asset e le meccaniche di Fallout 4. Creato tanto in fretta che in fase di sviluppo hanno pensato di non inserirci nemmeno degli NPC umani per risparmiare tempo, non proprio un’ottima mossa considerando che stiamo giocando ad un GDR: tutte le nostre interazioni avvengono principalmente con dei robot e pezzi di carta sparsi qua e la per il mondo di gioco… ecco, forse si devono proprio essere scordati di avere tra le mani un GDR: al contrario dei giochi del genere, ad inizio partita non potremo stabilire le caratteristiche del personaggio, ma ogni volta che saliremo di livello avremo delle carte abilità casuali, da spacchettare, che potremo assegnare. Si potrebbe dire che la creazione del personaggio è lasciata al caso, ma chi è che veramente vorrebbe questo?
Per il resto il gioco è noiosissimo. La storia principale è banale a dir poco, missioni e obiettivi sono ripetitivi e noiosi, nulla riesce a trattenere il giocatore sulla tastiera. E a proposito di tastiera, il gioco su PC è uno dei peggiori port mai visti; non tanto dal punto di vista tecnico (i bug sono stati importati bene) ma dal punto di vista dei controlli. Non hanno pensato ai comandi per tastiera, ma hanno convertito quelli del controller. Mi spiego: nella navigazione sui menu, in particolare nel mitico Pip-Boy, per muoverci tra le varie categorie e sezioni dovremo usare sia WASD, che le freccette che il mouse. Il tasto ESC apre la mappa e TAB è per andare indietro nelle sezioni. Inoltre a dispetto della quantità di tasti a disposizione su tastiera molti comandi condividono lo stesso tasto, per esempio ALT è sia per tirare granate che per il melee. Un caos che mi ha spinto a giocarci col controller, visto che nelle impostazioni non possiamo correggere più di tanto.

 

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Nello stato in cui è uscito il gioco, i giocatori hanno da subito trovato il modo per sfruttare tutte le sue imperfezioni e bug per ottenere risorse infinite, rompendo tutta l’economia di gioco. Inoltre è presente una Dev Room, ovvero una stanza, teoricamente inaccessibile, dove è riposto tutto il loot di gioco, TUTTO. Non c’è voluto molto affinché i giocatori trovassero il modo di accedervi; il bottino saccheggiato è stato perfino rivenduto in un vero mercato nero su Reddit, in particolare le armi ed equipaggiamenti ancora non rilasciati.
La Bethesda, non riuscendo a chiudere la stanza, ha incominciato a bannare i giocatori che vi entravano; una mossa inutile visto che i giocatori hanno incominciato a creare account secondari giusto per trasferire sul principale il bottino.
Un’altra misura presa dalla Bethesda è stata quella di bannare per cheating tutti i giocatori col loot troppo alto, colpendo di conseguenza i fedelissimi del gioco, ovvero quelli che onestamente ci hanno investito tempo e danaro. Ne è un esempio un giocatore bannato con oltre 900 ore alle spalle, la cui unica colpa è l’aver giocato troppo (al gioco sbagliato).

 

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Un gioco tanto atteso come Fallout 76 non poteva che meritarsi una collection d’eccezione. Per l’occasione la Bethesda ha prodotto un modello di elmo per armatura atomica indossabile in scala 1:1, accessori vari ed una maledetta borsa di canapa. Maledetta perché una volta arrivata nelle case degli appassionati la borsa non era che una busta di plasticaccia. In risposta alle lamentele, il servizio clienti alle prime ha risposto esplicitamente affermando che la borsa di canapa costava troppo ed hanno optato per altro; i fan, ancor più inferociti, hanno nuovamente messo a ferro e fuoco i social della Bethesda. Per evitare un’altra azione legale, si è offerto a chi lo richiedeva 4,99$ nella valuta di gioco, al fronte di una spesa di 200$. Dopo sei mesi si è arrivati finalmente alla produzione della borsa. Per ottenerla, la Bethesda ha richiesto di compilare un modulo completo con ogni genere di dato personale. Inutile dire che i dati inseriti, per un errore del sito, sono risultati visibili anche ad altri utenti, mettendo a serio rischio la privacy delle persone e costringendo i gestori a mettere offline il sito.

 

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Come si intuisce il merchandise è stato tanto problematico quanto il gioco, non ne hanno azzeccata una. In seguito all’uscita hanno prodotto altri 20.000 elmi d’armatura atomica “esclusivi” di cui solo 32 sono potuti arrivare nei negozi, perché contaminati dalla muffa… un vero disastro anche questo.
Ma i problemi non finiscono qui. Sullo store di Bethesda, nel Settembre 2019 era iniziata la prenotazione per la bottiglia di rum della marca di fantasia più nota della saga, la Nuka Cola. Nonostante la cifra di 80$, la bottiglia arriva nelle case degli acquirenti con sei mesi di ritardo, ma soprattutto, quel che sarebbe stata una semplice bottiglia ma dalla bellissima estetica, non è che un mero involucro di plastica che circonda una vera bottiglia di rum. Gli acquirenti vengono così beffati due volte: è vero che da nessuna parte era scritto che la bottiglia sarebbe stata di vetro, ma nemmeno che sarebbe stata di plastica. Per di più nel versarlo, il rum cola all’interno dell’involucro risultando inservibile… ed è pure un rum scadente…

 

 

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Alla Bethesda sembra le abbiano provate tutte per far fallire il progetto, ma forse non tutto è ancora detto. L’uscita del nuovo aggiornamento Westlanders sembra aver ridato vita al mondo di gioco e migliorato nettamente l’esperienza dei giocatori. Munito di tanto coraggio ed un amico disposto al sacrificio saremo a breve pronti per la recensione aggiornata all’ultima versione.

Ma intanto cantate con me in memoria di quel che fu la saga di Fallout:

 





 

Almost rendered.
West Virginia.
Buggy servers.
No texture on the rivers.
Life is glitchy there.
2D paper trees.
Younger than their engine.
Here comes another freeze.
See-through roads.
T-pose me home.
To the lies.
That I know.
At Bethesda.
Howard Papa.
Glitch me home.
See-through roads.
All my memories can’t build up here.
Stuck Mole Miners, standing on the water.
Dark and dusty, glitching from the sky.
Misty taste of Skyrim, from the .ini.
See-Through roads.
T-pose me home.
To the lies.
That I know.
At Bethesda.
Howard Papa.
Glitch me home.
See-through roads.
I hear his voice.
Every time when he lies to me.
The conference reminds me of old titles in my day.
And listening to him talk I get a feeling.
That I shouldn’t have paid him yesterday, yesterday.
See-Through roads.
T-pose me home.
To the lies.
That I know.
At Bethesda.
Howard Papa.
Glitch me home.
See-through roads.
Take me home, Todd Howard.
Take me home, Todd Howard.
(Versione riveduta da Airster della canzone “Take Me Home, Country Roads”)