House Of M, si poteva osare di più?

Sarebbe bello se i desideri più profondi diventassero realtà. Ma se invece si trattasse solo di una trappola mentale? Uscirne o perdersi… tu cosa sceglieresti?

 

 

Dopo aver visto WandaVision ed aver letto parecchi commenti, sia positivi che negativi, ho deciso di leggere House Of M per capire da dove proveniva lo spunto della serie TV. Sinceramente, se escludiamo che Wanda cambi la realtà, le due storie hanno praticamente zero in comune. Quindi com’è House Of M?

Sicuramente è un importante snodo nel mondo Marvel con ampie ripercussioni sulla razza mutante. La storia principale di questo crossover che unisce molti supereroi, pubblicata in America tra il giugno 2005 e il gennaio 2006, si può trovare facilmente anche in un unico volume.

Anche se non influiscono sulla trama principale, quasi tutte le testate Marvel dell’epoca hanno pubblicato una o più storie che narrano degli effetti di questo evento sulla vita dei supereroi. La produzione quindi è consistente, ma per capire bene le cause e gli effetti di questa storia è sufficiente leggere solo House Of M.

Wanda si è smarrita ed ha costruito nella sua mente la vita perfetta con Visione e con i suoi due figli. Il Professor Xavier, il telepate più potente al mondo, prova a ricondurre la potente mutante alla normalità, purtroppo senza successo. Decide quindi di radunare i Vendicatori e gli X-Men per decidere il futuro della donna.

 

 

Quicksilver, il fratello di Wanda, avverte il padre, il potente Magneto, della situazione che coinvolge la sorella. I supereroi discutono sul da farsi: alcuni vogliono eliminare la minaccia rappresentata dai poteri di Wanda, altri invece vogliono solo contenere il problema. Si arriva ad uno stallo e il gruppo decide di raggiungere Genosha dove risiede tutta la famiglia Maximoff.

Appena i più potenti supereroi del mondo giungono a destinazione, il modo si riempie di luce e la realtà cambia all’improvviso. Immaginate ora un mondo dove i mutanti sono la razza dominante e i sapiens sono messi in secondo piano. Un mondo dove tutti i supereroi hanno una vita diversa dalla precedente, ma più felice e soddisfacente. La realtà è stata manipolata proprio per realizzare i desideri più intimi di tutti i supereroi ed in particolare di tutti i mutanti; una realtà generata dal potere combinato di Wanda e Xavier.

Solo Wolverine si rende conto di quello che è successo, forse per la sua caratteristica mutante di rigenerazione, o forse perché è vissuto talmente tanto tempo che è difficile riscrivere tutta la sua vita. Comunque con lui inizia il percorso che riunirà i supereroi per rimettere a posto la realtà. Ci riusciranno? Domanda sciocca, sono i supereroi più potenti al mondo… eppure non tutto si può sistemare.

 

 

In fin dei conti House Of M è una storia abbastanza semplice e lineare con una buona carica emotiva che avvolge i supereroi. Trovarsi in una vita perfetta e scoprire che è tutto falso può essere insostenibile anche per le menti più forti. Il passaggio più interessante è però racchiuso nel dialogo per decidere come sistemare le cose.

Kitty Pryde fa notare che la missione non è come al solito: non bisogna evitare che la “bomba esploda, perché la bomba è già esplosa”. Una giustissima osservazione che, se sfruttata a dovere, poteva aprire scenari davvero interessanti. Purtroppo invece è caduta nel vuoto e tutto è tornato quasi nello stesso solco di prima.

Credo che questa parentesi alternativa sia durata troppo poco: sei mesi appena hanno concesso uno spaccato molto interessante e decisamente poco sfruttato dalle testate Marvel. Qualcuno potrebbe obiettare che le conseguenze sui mutanti sono state davvero impressionanti. Vero, ma il resto del mondo non ha praticamente avuto sentore di quello che è successo.

La storia narrata in House Of M è bella, semplice ed efficacie. La gestione di questa parentesi è stata forse poco lungimirante, si poteva osare di più e sicuramente più a lungo. Per fortuna il mondo Marvel, e quello in generale dei fumetti americani, è in continua evoluzione grazie a sempre nuovi autori e a nuovi spunti, quindi non ci si annoia di certo. Non mi sento di dare un voto a questa saga, perché non ho ancora letto tutti i tie-in generati nelle varie testate dell’epoca, ma la storia principale vale la pena di leggerla.

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