Le mascherine sotto al naso: la stupidità italiana al suo apice

Nemmeno le terapie intensive che stanno nuovamente saturando i posti letto riescono a fargli aprire gli occhi; ma rispettare le regole sul distanziamento è fondamentale per tutti.

 

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Sarà sicuramente successo a tutti voi. Basta entrare in un supermercato, o passare lungo una strada piena di negozi, e non potete mancarli. Individui o coppie che girano per gli scaffali con la mascherina sotto al naso, che manipolano la verdura senza guanti, o che conversano in gruppo sul marciapiede fumando con la mascherina sul mento; e se ti azzardi a chiedere di mettere la mascherina in modo corretto rischi pure di ricevere una risposta aggressiva (o di essere picchiata e mandata al pronto soccorso come successo a Settembre a Foggia. Cosa passa per le menti di queste persone?

 

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Sin dai primi giorni della chiusura generalizzata a Marzo ci sono state rimostranze da parte di alcuni, privati a loro dire della libertà personale di ammalarsi e girare per le strade come più gli aggradasse; ragionamenti folli che dimostrano come l’irrazionalità si sia impadronita delle menti in modo trasversale al pensiero politico che dovrebbe indicare una tendenza ben chiara. Ed invece, paradossalmente, le “grida di dolore” vengono soprattutto da persone riconducibili alla destra, quella destra che storicamente chiede ordine e sicurezza. Incredibile: non una voce dissonante a sinistra, da parte dei soliti riottosi, mentre le proteste montano da parte di chi avrebbe dovuto apprezzare le misure (certo, non perfette) di tutela della cittadinanza. Quasi non si tratti di una emergenza medica ma dell’ennesima battaglia politica combattuta coi peggiori mezzucci che abbiamo tristemente imparato a riconoscere negli ultimi quindici anni.

 

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E’ piuttosto evidente: quello che è successo in primavera non se lo ricorda nessuno. Una buona parte di italiani sono evidentemente privi di memoria, di capacità di analisi e di buon senso. I camion militari pieni di bare da portare rapidamente ai crematori, le strade deserte, la sofferenza, i pianti disperati dei familiari che non potevano vedere nemmeno per l’ultima volta i loro cari prima che morissero.
Ed oggi ci stiamo avviando ad una situazione non troppo differente; siamo tutti più preparati psicologicamente ma i posti letto non sono assolutamente quelli previsti e annunciati dal governo (di questo parleremo in altra sede) e quelli dedicati ai malati di Covid stanno già – nuovamente – sottraendo spazio a quelli per le altre patologie.

 

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Sembra assurdo, ma occorre nuovamente ribadirlo: non solo il Covid è estremamente contagioso ed ha un tasso di mortalità non indifferente, ma toglie risorse ai malati di altre patologie che non ricevendo cure adeguate rischiano grosso. Il punto è tutto qui: si sta per la seconda volta andando verso il collasso delle strutture ospedaliere, questa volta sull’intero territorio nazionale, e questo comporterà un indice di mortalità più elevato di quello che abbiamo già visto.

Non credo di smuovere alcuna coscienza, sinceramente. Se la gente non lo ha capito fino adesso forse solo un morto in famiglia può fargli capire quanto sia pericolosa la situazione (e che sia chiaro: non lo auguro a nessuno).
Evidentemente gli italiani hanno sviluppato una impermeabilità al ragionamento, indottrinati da quasi cento anni di becero scontro politico; quello che stiamo vedendo sono i succosi frutti della stupidità e dell’incapacità di mettersi in discussione. Solo che i risultati finali sono disastrosi e colpiscono tutti.

Mala tempora currunt.

 

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