Fra scandali e scissioni: il punto sulla barcollante sinistra italiana

Lo scandalo Qatargate ha travolto alcuni componenti della sinistra italiana, ma le vicende delle ultime settimane sono solo l’ennesima goccia in un vaso già colmo.

 

 

Il PD ha da poco sospeso Andrea Cozzolino, l’europarlamentare coinvolto nelle vicende del Qatargate, escludendolo dal Partito e da tutti i suoi organi; Cozzolino tuttavia non è l’unico nome della sinistra legato a questo scandolo.

All’interno delle carte dell’indagine della polizia belga compare anche il nome di Antonio Panzeri, ex europarlamentare del gruppo dei Socialisti e democratici ed ex politico del PD prima del sua abbandono a causa della scissione con i renziani in occasione del referendum costituzionale.

A distanza di poco tempo dal caso del deputato Soumahoro Aboubakar un’altra inchiesta ha colpito il panorama della sinistra italiana, e ciò che rattrista di più di tutte queste vicende è che i presunti reati sembrano essere tutti finalizzati al mero arricchimento personale; praticamente uno schiaffo al concetto stesso di ciò che dovrebbe rappresentare la sinistra.

Le recenti elezioni hanno dipinto un quadro piuttosto tragico della situazione politica della sinistra italiana, con il partito di riferimento che non va oltre il 20% e l’insidia di una “terza via” perpetrata dagli storici ex arcinemici Matteo Renzi e Carlo Calenda, ideologicamente lontana dalla matrice più conservatrice del partito ma forse per questo più apprezzata dai giovani.

 

 

In una decade il partito di riferimento della sinistra italiana ha visto al suo interno il verificarsi di dieci scissioni, sintomo evidente della mancanza di un dialogo prolifico e della presenza di interessi fra loro divergenti, magari non a causa della visione politica ma in relazione alla spartizione del potere all’interno del partito stesso, come nel caso di Roberto Speranza con Articolo Uno.

Negli ultimi anni è probabilmente mancata innanzitutto una figura di vertice in grado di coalizzare le forze politiche di quella galassia ideologica. In secondo luogo è mancata la capacità di occuparsi di tematiche più vicine alle reali necessità del Paese e realmente in linea con la filosofia di questa corrente politica: la sicurezza sul lavoro; la riduzione della disparità sociale attraverso manovre meno ammiccanti al neoliberismo; una gestione dell’immigrazione che parta da una revisione concettuale e strutturale del sistema d’integrazione, e non dal mero riempimento di strutture in molti casi al limite dell’agibilità e della capienza.

Gli ultimi vent’anni di politica italiana sono stati caratterizzati da fibrillazioni continue, e l’instabilità ha minato il percorso di tutte le forze in campo segnando politicamente una generazione con l’immagine di una rappresentanza politica mutevole, ambigua e vagamente tendente al promiscuo se in ballo c’è una piccola fetta di potere.

 

 

A fare da eco agli scandali di queste settimane c’è poi un moralismo un po’ snob che ha contraddistinto gli ambienti più progressisti della politica. La sinistra da dieci anni a questa parte è sempre stata in grado di occupare politicamente posizione di vantaggio, attestandosi in molti casi come parte della maggioranza, e quindi del governo; forse questo l’ha fatta sentire in condizione di poter giudicare senza prima analizzarsi e giudicarsi, quasi nutrendosi politicamente degli scandali della destra come unico oggetto di dialogo.

L’opposizione totale potrebbe giocare un ruolo a favore degli ambienti politici di sinistra e del Partito Democratico poi particolare: potrebbe essere infatti un’occasione per fare un passo indietro rispetto al potere in funzione di una restaurazione comunicativa e strutturale, delineando obbiettivi applicabili e concreti, magari ritornando a dialogare effettivamente con il suo bacino elettorale.

 

 

In Italia ultimamente la politica si fa e si muove con il sentimento e in particolar modo con la rabbia, un periodo storico certamente propizio per muovere le urne sfruttando il malumore di intere classi sociali ingurgitate da un vortice di lockdown, casse integrazioni, green pass si green pass no, inflazione, caro bollette e guerra; l’Italia ha bisogno di una politica che sappia interrompere un meccanismo di interessi, cospirazioni e velleità, e la sinistra in questo momento è tristemente lontana da questo obbiettivo.

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