25 anni dopo: dalle Torri Gemelle al dominio islamico in Europa

Le Twin Towers, gli attentati in Europa, l’esaltazione di Hamas nei cortei Pro-Pal e i fiancheggiatori occidentali dimostrano la debolezza della nostra civiltà.

 

 

Lo ammetto: faccio fatica a scrivere questo editoriale. Ho tante, tantissime cose in testa e non è facile metterle in ordine e a renderle presentabili e digeribili per una società, quella italiana, ormai succube del “questo non si può dire”, “questo è troppo diretto”. Onestamente non ci riesco.
E non ci riesco per un motivo ben preciso: perchè è ridicolo dover spiegare al prossimo come il mondo islamico sta aggredendo quello occidentale: si tratta di una cosa evidente e palese, di un attacco in corso dal settembre 2001 e che, pur avendo mutato forma, non accenna a smettere.

In questi venticinque anni abbiamo assistito ai peggiori ed efferati comportamenti da parte degli islamici nei confronti di chi musulmano non è, e il tutto nel torpore di una larga fetta di occidentali che neppure di fronte all’evidenza sono in grado di ammettere che le loro amicizie ideologiche sono pericolose anche per loro stessi. Si deve nascondere la nazionalità dei criminali, per non far capire agli italiani che se le strade non sono più sicure è colpa principalmente degli immigrati; si accetta che gli islamici stuprino o segreghino le donne, perchè fa parte della loro cultura; si difende Hamas e la Palestina, chiamando follemente “genocidio” la risposta di Israele all’efferato attacco a freddo del 7 ottobre 2023 contro inermi civili e festeggiato da buona parte della poplazione palestinese; si grida all’inclusione mentre si cancellano i simboli storici e cristiani e si consente a chi arriva da fuori di imporre una cultura violenta ed incompatibile con la nostra. E come ciliegina sulla torta, i sindaci islamici cancellano la parola “terrorismo” dalle stragi effettuate dai loro correligionari.
Stragi che nel frattempo sono sparite, almeno come attentati di massa: oggi lo schema è cambiato, e gli islamici preferiscono agire da soli, cani sciolti che in Europa aggrediscono e uccidono all’improvviso gli occidentali al grido di “Allahu akhbar”.

 

Caccia all’ebreo ad Amsterdam, novembre 2024

 

È assurdo come di fronte a fatti evidenti, lampanti e incontrovertibili ci sia ancora chi, sia più attento alla forma che al contenuto; a quale parola si usi; a essere più tollerante e inclusivo che pratico e pragmatico. La verità è che gli islamici non sono compatibili con la civiltà e la cultura europea. La loro religione è la loro cultura sono basate su violenza e sopraffazione, sulla sottomissione di chi non si lascia assimilare e sulla vessazione delle donne, trattate come esseri di serie B privi di diritti e dignità.
E mentre agli islamici ed ai loro simpatizzanti viene concesso di manifestare anche violentemente a supporto dei terroristi, per un certo mondo chi si oppone viene definito fascista e razzista.

 

Il terrorista Yahya Sinwar commemorato in un corteo Pro-Pal a Milano, novembre 2024

 

Parliamo di Hamas e dei Pro-Pal? È inconcepibile che un’ampia minoranza rumorosa parteggi, senza farsi domande, per un gruppo terrorista figlio di quei palestinesi che negli anni ’70 e ’80 portavano la morte in giro per il mondo con bombe e dirottamenti; e che siano schierati per quell’approccio tutto arabo-islamico di sopraffazione e integralismo tipico della religione più violenta al mondo. Come se le stragi delle torri gemelle, a Londra, nella metro di Madrid, nella redazione di Charlie Hebdo, nel supermercato Kosher di Parigi, al Bataclan, sul lungomare di Nizza, sulla rambla di Barcellona, all’aeroporto di Bruxelles, al mercatino di Natale di Berlino, al concerto di Ariana Grande a Manchester, solo per citarne alcuni, non siano mai successi; come se in Europa non ci fosse stato oltre un migliaio di morti per stragi di massa e attentati di “lupi solitari”, ogni volta indicati come radicalizzati, come cellule isolate, come pazzi. Mai come rappresentazione di ciò che la religione islamica afferma nel suo testo sacro: che l’infedele deve essere convertito o ucciso.

 

Nizza, 2016

 

Il supporto che gli islamici stanno ottenendo da parte dell’elettorato progressista evidenzia due cose.
La prima è che nel caso migliore questi occidentali non hanno assolutamente idea di cosa stiano parlando. Prive del dettaglio e del contesto storico, intransigenti ed incapaci di ascoltare chi abbia un punto di vista diverso, incoraggiate da un circolo vizioso di autoconvincimento chiuso su se stesso, costoro sono la perfetta quinta colonna che punta a distruggere la cultura e le tradizioni europee, senza nessuno scopo se non quello dell’autolesionismo e dell’autodistruzione.
La seconda è che la tanto sbandierata teoria delle risorse, dei nuovi italiani (europei) di Boldriniana memoria ha finalmente dato i suoi frutti; quei frutti che su queste pagine anticipavo anni fa non perchè sia un genio (tutt’altro), ma perchè sarebbe bastato usare la logica e unire effetti e conseguenze. Oggi gli islamici hanno raggiunto una massa critica in Italia ed in Europa tale da potersi permettere azioni contrastanti con la nostra civiltà e la nostra cultura basata sul dialogo e sul rispetto; si sentono in grado di imporre la loro cultura aggressiva e violenta, complici la passività e la debolezza imposte dal politically correct e dall’integrazione a tutti i costi; e arrivano ad affermare che l’Europa sia la Loro casa che deve seguire le Loro regole. E noi, indigeni e nativi, che l’Europa l’abbiamo ereditata dal sangue e dalle sofferenze dei nostri avi, siamo semplicemente un fastidio che va prima o poi normalizzato, neutralizzato, eliminato.

 

Barcellona, 2017

 

Lo scrivevo nel 2018: gli islamici vanno cacciati dall’Europa, e va fatto subito. Non servono altre dimostrazioni, altre evidenze: sono un cancro, una malattia mortale che ci portiamo dentro e che usa il Cavallo di Troia dei benpensanti per svilupparsi e radicarsi.
Non c’è più tempo da perdere; siamo già oltre il tempo massimo. La debolezza intrinseca delle democrazie occidentali ci ha portato sull’orlo di un baratro che, se non si prendono misure drastiche, immedate e – assolutamente si – che se ne infischino dei diritti usati come scudo dagli ultimi arrivati, dai “passaportati”, dai maranza di seconda o terza generazione per fare i loro comodi, ci vedrà precipitare nel vuoto: popolo perdente perchè debole e cieco di fronte al pericolo.

 

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Batacla, Parigi, 2015

 

Fuori gli islamici dall’Europa; fuori subito. La loro violenza è figlia di una religione intollerante ed incompatibile con nessuna altra cultura al mondo. O noi, o loro. Non ci sono vie di mezzo, purtroppo; la guerra iniziata nel 2001 non l’abbiamo voluta noi, ma se non ci difendiamo con le unghie e con i denti, finiremo col soccombere.