Il gioco motociclistico italiano procede molto lentamente nel suo sviluppo; ne abbiamo valutato i progressi in un nuovo test.

Quando nel febbraio del 2021 ci avvicinammo per la prima volta a TrackDayR, fummo colpiti dalla passione e dall’attenzione al dettagli che gli sviluppatori di Mad Cow stavano mettendo nel loro gioco. TrackDayR puntava ad una simulazione quasi senza compromessi, ed effettivamente approcciarsi al circuito richiedeva una bella dose di allenamento.
Cinque anni dopo, TrackDayR sembra essere un altro gioco sotto quasi tutti gli aspetti.
Il primo, quello che salta agli occhi immediatamente, è come la grafica sia cambiata radicalmente sia nei menu di gioco che in pista. Dal punto di vista della navigazione delle varie pagine e schermate di gioco, ora TrackDayR ha abbandonato quello stile troppo amatoriale che oggettivamente non era all’altezza di un gioco di questo tipo; tutto è ora più chiaro e soprattutto immediato. In pista, lo stile colorato e “rotondo” che contraddistingueva il titolo nelle sue prime versioni è stato sostituito con un’approccio sicuramente più professionale e dettagliato, ma che in noi ha suscitato meno trasporto; forse la palette impiegata utilizza dei toni più spenti rispetto al passato.

Il motore grafico è stato sicuramente rivisto anche “sotto il cofano”: ora il gioco supporta pienamente anche moto e tracciati fuori strada, addirittura con l’inserimento di tracce da motocross o da downhill (è stata creata anche una biciletta).
La fisica è decente ma mostra i suoi limiti quando si finisce fuori pista, sia su asfalto che su terra: la sensazione di galleggiamento e di essere tenuti in piedi da un filo invisibile è talmente forte, specie se si è attivata la funzione di gestione automatica del peso del pilota, da interrompere la magia che ci permette di immergerci pienamente in TrackDayR. Sembra quasi che i passi fatti in avanti in determinate direzioni siano stati parallelamente fatti indietro in altre. TrackDayR è sicuramente diverso, ma non necessariamente migliore (limitatamente alla fase della permanenza in pista) rispetto a qualche anno fa.

Dopo un periodo di qualche anno sono stati reintrodotti i piloti gestiti dal computer. La funzionalità, inizialmente introdotta sul finire del 2021, era stata rimossa a causa proprio della revisione profonda del gioco, ma aveva creato non pochi malumori fra i giocatori, impossibilitati a giocare da soli contro rivali digitali. Ora l’opzione è nuovamente disponibile, anche se manca la possibilità di selezionare veramente il livello di competenza dei bot: già venti anni fa in Race 07 c’era la possibilità di scegliere la percentuale di bravura dei nostri avversari, mentre al momento in TrackDayR possiamo solo scegliere fra tre livelli di competitività. Oggettivamente, non è abbastanza.
Interessante il sistema di penalità legato all’uscita di pista: vengono segnati secondi aggiuntivi ogni volta che si apre il gas fuori dal tracciato, ma non riuscendo a discernere tra un taglio di una curva e un lungo, si penalizza due volte chi sbaglia. Si tratta di un elemento su cui lavorare il prima possibile.

Avevamo parlato di difficoltà che notammo anni addietro nel tenere in piedi la moto; un’importante novità è quella che vede il gioco ora sicuramente più avvicinabile dal pilota della domenica. Grazie a tutta una serie di parametri e facilitazioni che rendono TrackDayR masticabile anche da utenti meno smaliziati o meno tecnici, entrare in pista è più immediato. Questo ovviamente rischia di rendere l’esperienza con il gioco meno soddisfacente di quel che potrebbe essere; il suggerimento è di prendere confidenza con i mezzi e rimuovere gli aiuti piano piano, per ottenere progressivamente il loro controllo completo ed evitare di vedere reazioni impossibili delle moto, che stanno in piedi in modo improbabile solo perché glielo abbiamo chiesto noi.
Il titolo di MadCow è cambiato sotto tutti gli aspetti, ma è ancora lontano dal potersi dire raffinato. Sgrezzato è forse il termine più adatto: ci sono molti elementi ancora ruvidi con cui ci si confronta, a partire dal tempo necessario per collegarsi ad una partita online o all’impossibilità di rimappare i tasti durante una sessione in pista, o ancora al non poter cambiare moto una volta entrati in una lobby, tanto per citarne un paio piuttosto eclatanti oltre alla già citata fisica di gioco, che convince solo in parte specialmente con gli aiuti alla guida attivi.
È pur vero che TrackDayR è un progetto nato dalla passione di un gruppo di sviluppatori che non ha il tempo e le risorse tipici dei titoli AAA; le imperfezioni perdurano quindi comprensibilmente più a lungo della media, anche se dal punto di vista del giocatore determinate problematiche sarebbero dovute essere risolte da tempo.

Ora che le fondamenta del gioco sono presenti, sarebbe bello vedere un’evoluzione più rapida rispetto al passato. Purtroppo il 2 giugno uno dei principali sviluppatori è stato coinvolto in un drammatico incidente motociclistico. Ovviamente il nostro augurio è di vedere presto Gianluca uscire dalla fase più difficile di questa brutta storia e tornare, non solo a collaborare alla realizzazione del gioco, ma soprattutto a salire nuovamente su di una moto e macinare chilometri come solo i veri motociclisti sanno fare.









