Il titolo di Po Kolu propone la rodata formula di raccolta ed estrazione in un coop angosciante capacissimo di mettere tensione già in early access.

Per rendere intrigante un videogioco non servono necessariamente particolari effetti speciali o chissà quali diavolerie; lo ha capito in pieno Po Kolu, lo sviluppatore di Mycelium.
Il gioco riprende le ormai classiche dinamiche cooperative ad estrazione, dove in questo caso ci viene chiesto di raccogliere una sostanza ottenibile principalmente da funghi (e, come scopriremo ben presto, anche da altre fonti) per soddisfare le necessità della missione.
Mycelium ci cala con premesse piuttosto fantasiose in un ambiente di gioco decisamente sui generis, che passa dalla fantascienza all’horror in pochi momenti. Se infatti i preliminari della missione vengono compiuti in un ambiente futuristico al limite dell’asettico, all’atto pratico le nostre esplorazioni si svolgono in foreste dense ed estremamente buie in cui non si vede praticamente nulla se non accendendo la torcia elettrica di cui siamo dotati o osservando il rilievo del terreno evidenziato dalla fioca luce notturna.
Ad aspettarci trovremo non solo una pletora di mostri animaleschi tratti dalle più diverse culture e fantasie tipicamente europee, ma anche trappole e luoghi da esplorare e con cui interagire.

Una cosa balza immediatamente all’occhio: Mycelium spaventa. È uno di quei pochi videogame in grado di saper trasmettere quella (in)sana dose di terrore e adrenalina che ci si aspetta di provare giocando ad un titolo di questo tipo: attraversare una foresta buia con un coltello e poco altro, sapendo che da un momento all’altro potrebbe succedere qualcosa, è un’esperienza “pesante”. L’atmosfera è eccezionale, ed anche se le animazioni dei nemici non sono sempre all’altezza come il loro comportamento scarno e basilare, l’effetto risultante è quello di un gioco che mette paura e che non è sicuramente adatto ai deboli di cuore. E non si tratta solo di un aspetto visivo: i suoni sono azzeccatissimi, capaci di mettere agitazione e di rendere il mondo di gioco freddo e ostile anche senza doversi mettere le cuffie. Grazie ai suoi bassi ed alla buonissima direzionalità del suono, anche solo le classiche casse stereo sono in grado di trasmettere sensazioni di inquietudine e disagio.
Insomma, sotto questo aspetto Po Kolu ha fatto centro: Mycelium non è un gioco che passa inosservato.

Mycelium è comunque un gioco indie nel vero senso del termine e, come spesso accade quando alle spalle c’è uno studio di sviluppo striminzito, ci sono diversi aspetti grezzi e che necessiterebbero di essere raffinati.
Ad esempio la resistenza del personaggio è davvero troppo bassa e mal tarata, visto che con appena due affondi di coltello siamo praticamente senza fiato, e forse anche la lentezza di camminata andrebbe rivista (anche se esiste un oggetto che ci permette di andare più veloci). Sicuramente il sistema di controllo degli oggetti che maneggiamo non è né intuitivo né pratico, e necessità di un minimo di rodaggio: dover tenere premuto il tasto destro del mouse per preparare il coltello e poi premere il sinistro per colpire è molto scomodo… considerando poi che il funzionamento è lo stesso per tutti gli altri oggetti, ma usando la combinazione di tasti del mouse opposta!
Ci sono anche altri aspetti minori legati all’aspetto grafico, all’usabilità del terminale di inizio missione e ad una certa mancanza di spiegazioni nell’uso del gioco, ma si tratta complessivamente di elementi aggirabili o che, nel contesto di Mycelium, nonostante siano palesemente rivedibili, possono comunque essere tollerabili.

Il gioco è pensato per essere giocato in gruppo, con sessioni piuttosto stabili ed una chat vocale perfetta non solo per calarci in un ambiente in cui se siamo a distanza non ci sentiamo più, ma anche per consentire ai nostri nemici di attivarsi in base alle nostre azioni: se parliamo, corriamo, camminiamo su qualcosa di rumoroso o accendiamo a lungo la torcia elettrica, presto o tardi verremo inseguiti da qualcosa che vedremo solo all’ultimo momento.
Mycelium è comunque giocabile da solo, ovviamente con un tasso di difficoltà potenzialmente accresciuto (anche se non dovendo parlare, i nemici hanno un’arma in meno).

Il titolo di Po Kolu è uno di quelli che potrebbe davvero fare il botto. Nonostante una certa spartanità sotto il comparto grafico/tecnico, Mycelium porta benissimo a termine il suo obiettivo: mettere agitazione nei giocatori. Durante le esplorazioni la tensione è palpabile, e portare a casa la pellaccia non è la cosa più facile del mondo. Anche con i suoi innegabili spigoli, Mycelium è uno di quei titoli adattissimi a chi cerchi un’esperienza densa di pathos e insicurezza, qualcosa per certi versi analogo a Phasmophobia.
Resta solo da vedere come evolverà lo sviluppo prima dell’uscita dall’early access, prevista entro il 2027: Mycelium vuole essere un gioco “senza fine” ma anche con una storia che si sviluppa durante le nostre missioni, e considerando che per portare comunqe a termine i 30 “cicli” richiesti per concludere la sfida si parla di un centinaio di sortite, se mancasse abbastanza varietà si presenterebbe il rischio vivere una certa ripetitività: un danno per un titolo potenzialmente ottimo. Po Kolu assicura che, se la struttura di gioco è già a buon punto, il contenuto che aggiungerà nel corso dei mesi sarà notevole. Staremo a vedere.









