L’ambientazione glaciale e le dinamiche di Stay Away! tendono a ricreare il film La Cosa tramite un gioco di carte per gruppi numerosi di amici.

Se c’è un film horror degno di rispetto è La Cosa. Il film capolavoro di John Carpenter, uscito nel 1982 e che ha visto un remake non all’altezza venire proposto nel 2011, ha segnato intere generazioni grazie ad una storia ottima e ad una gestione della tensione di altissimo livello.
Stay Away! è una proposta tutta italiana che omaggia il film originale cambiandone per ovvi motivi la storia di fondo pur mantenendo inalterata la minaccia.
Piuttosto che utilizzare un tabellone e dei dadi, Stay Away! prova a far calare i giocatori nel clima gelido ma di vero terrore del film attraverso un mazzo di carte che prevede ruoli e azioni da poter compiere. Il grosso della suspance si ottiene grazie al fatto che non si sa quale giocatore impersoni “la cosa”, e nemmeno chi sia infetto o sia ancora umano.
Lo scopo del gioco è quello di eliminare il gruppo avversario; elemento protagonista di Stay Away! è il fatto che si tengono costantemente coperte le carte e non si è obbligati a rivelarsi per ciò che si è (o si pretende di essere). Questo consente ad un gruppo di giocatori che sappiano calarsi nella parte di vivere momenti di pathos e incertezza, e dove occorre cercare di capire chi ci è amico, ostile o è una minaccia solamente possibile attraverso dialoghi, tentativi di convincimento o ingannando gli altri.

Ci sono due aspetti di Stay Away! che possono non convincere immediatamente.
Il primo riguarda il livello di complessità delle regole: sebbene si tratti di un party game (ci si può giocare da 4 a 12), ed il manualetto si legge in pochissimi minuti, riuscire a capire i meccanismi del gioco richiede un minimo di rodaggio. È pur vero che una volta entrati in partita, il flusso principale delle azioni scorre in modo piuttosto omogeneo; solo in certi casi serve ricorrere a qualche spiegazione aggiuntiva o, visto il segreto che ammanta le nostre carte, al breve manuale.
Il secondo aspetto è legato al primo: per ottenere delle partite avvicenti di Stay Away!, i giocatori devono avere dimestichezza con le sue dinamiche e, soprattutto, essere onesti. Ci sono carte e situazioni in cui un giocatore che voglia barare può farla franca, quindi (purtroppo) non si può definire un titolo per tutte le platee. Se avete un gruppo del quale non vi fidate, meglio ripiegare su qualcosa che obblighi i giocatori a non uscire dal seminato.

L’esperienza con Stay Away! è tutto sommato positiva: si tratta di un gioco atipico, perchè costringe i giocatori a muoversi attorno al tavolo ma non sempre con tutte le loro carte, e fa ampio uso di quell’atmosfera di sfiducia che aleggia e va alla grande in molti videogiochi degli ultimi anni, quelli definiti di deduzione sociale (Project Winter, Among Us o Castle Of Blackwaters sono perfetti esempi).
Il materiale (sostanzialmente 109 carte numerate e un piccolo regolamento) è di valida qualità, e gli effetti delle carte, che presentano un piacevole stile fumettoso, sono quasi sempre di facile comprensione.
Il gioco realizzato da Antonio Ferrara e Sebastiano Fiorillo, prodotto da Escape Studios e distribuito da Asmodee, è una possibile opzione per chi abbia degli amici fidati con cui condividere un’esperienza cooperativa a squadre; se poi sanno interpretare il personaggio, ancora meglio.
Va tenuto conto che Stay Away! dà il meglio di sé quando è giocato in tanti: con pochi giocatori il rischio che venga presto meno l’effetto suspance è abbastanza certo. Allo stesso tempo però il gioco prevede delle eliminazioni: cosa realistica, visto il contesto, ma che potrebbe costringere qualcuno del nostro gruppo a rimanere a guardarci con null’altro da fare se non bere una bibita e sgranocchiare noccioline.
Dare un giudizio complessivo a Stay Away! non è facilissimo: non può dirsi un gioco per tutti, richiede un alto numero di giocatori per dare il meglio, rischia di mettere qualcuno nell’angolo per tutta la durata della partita e le sue dinamiche possono portare a qualche balbettamento. D’altro canto, Stay Away! può riservare una sana dose di tensione, mette in scena uno stile molto accattivante che non vede molte alternative nel mondo dei giochi da tavolo (e tantomeno di carte) e consente di calarci nell’iconico film La Cosa.
La nostra esperienza è stata tutto sommato positiva, anche se il gioco va preso sapendo quali possono essere le sue potenziali lacune.









