NGSW – le armi del futuro: i vincitori dell’appalto dell’US Army

Ultima parte dell’approfondimento sul Next Generation Squad Weapons (NGSW) Program dove andiamo a svelare i vincitori dell’ambito appalto dell’esercito americano.

 

 

Mentre nella prima parte abbiamo parlato di calibri, nella seconda parte abbiamo abbondantemente illustrato le varie armi presentate per l’NGSW; abbiamo forse tralasciato l’aspetto più interessante del programma, ovvero le ottiche. In gara vi sono Vortex Optics e L3HARRIS Technologies, ma le informazioni diffuse al pubblico sono state molto contenute.
L3HARRIS ha consegnato all’esercito ben 115 suoi prototipi di ottiche passabili alla produzione effettiva, tra questi spicca lo Squad Fire Control (SFC).
A fine gennaio 2022 l’esercito ha concluso un contratto di dieci anni con Vortex, vincitrice dell’appalto con la sua ottica XM157, poi rinominata M157. L’M157 dispone di una vasta gamma di funzionalità tra cui: ottica variabile, reticolo di backup, telemetro laser, calcolatore balistico, sensore atmosferico, bussola, laser visibili e ad infrarossi e display digitale in sovrimpressione. Vortex ha ricevuto 20 milioni di dollari per fornire entro la fine dell’anno le sue prime ottiche smart, ma il contratto prevede la fornitura di totali 250.000 ottiche entro i prossimi dieci anni per una spesa totale di 2.7 miliardi di dollari.

 

 

Tornando alle armi, tra i cinque contendenti nelle categorie AR ed R, le prime aziende ad essere scartate alle prove condotte tra settembre e novembre 2019, sono Desert Tech e PCP Tactical con il loro fucile Desert Tech MDR: l’arma è un gioiello tecnico ma – essendo l’evoluzione di un’altra arma adattata per rispettare i requisiti dell’NGSW-AR – le aziende non sono riuscite a consegnarla nei limiti di tempo imposti per partecipare alle prove. Nella prima metà del 2020 si conducono le prime prove diagnostiche per consentire agli stessi venditori di valutare eventuali modifiche da apportare, prove che Textron Systems, con le sue CT e LSAT, non supera per seri problemi riscontrati sia sulle armi che sulle munizioni.
Nel 2021 viene condotta un’altra prova che vede la fuoriuscita dal programma di FN America con le sue XLAR ed EVOLYS, lasciando in gara le sole General Dynamics/Beretta USA/LoneStar Future Weapons e SIG Sauer.
Ecco che, il 19 aprile, dopo oltre dieci anni di ricerche e 27 mesi di test nel corso dell’NGSW, l’esercito ha annunciato la vincita dell’appalto da parte di SIG Sauer con le sue XM5 Spear ed XM250 (ai cui nomi verrà rimossa la “X”). Le due armi scelte sono le meno esotiche tra quelle candidate per l’appalto, mantenendo forme e meccaniche già familiari ai militari statunitensi, ma applicando tutti i nuovi standard e requisiti.

 

 

Per l’US Army è una data storica: tengono infatti a ricordare che, per la prima volta in 65 anni, entrambe le due armi d’ordinanza vengono cambiate contemporaneamente, da quando nel corso della guerra in Vietnam vennero acquisiti l’M16 e l’M60.
La vincita dell’appalto concreta un accordo di dieci anni tra SIG Sauer e l’US Army. SIG deve ora ingranare la produzione ed è ha ricevuto 10 milioni di dollari per fornire le prime armi entro la fine dell’anno: 25 fucili, 10 mitragliatrici ed una cospicua quantità di munizioni. Nel corso del prossimo anno verranno stanziati altri 150 milioni di dollari, solo una piccola parte dei soldi che spenderà l’esercito nel corso di questi dieci anni: l’ordine totale infatti è di 107.000 fucili e 13.000 mitragliatrici per una spesa di 4.7 miliardi di dollari. I fucili saranno a sufficienza per armare gli uomini in prima linea nei vari fronti, mentre il restante delle truppe continuerà ad equipaggiare regolarmente M4 ed M249.
Restano per ora diversi interrogativi: la munizione SIG FURY, in particolare nella versione Elite, non è per niente economica (per scelta di materiali quali l’acciaio, diversa polvere e per maggior costo di produzione) ed usura molto di più l’arma. Per queste ragioni l’esercito ha scelto di fornire le munizioni da combattimento alle prime linee, mentre in addestramento verrà usata la meno performante munizione civile. Una scelta che non sembra vincente dal punto di vista logistico (mai diversificare il proprio magazzino); inoltre, a prima vista, è illogico abituare i propri uomini a sparare una munizione dalla balistica differente da quella che avranno sul campo. Per quanto riguarda la maggior usura, usando le munizioni Elite bisogna tener conto che l’usura non preoccupa particolarmente in quanto la vita operativa di un’arma in combattimento è in ogni caso molto breve; il problema principale riguarda quante munizioni ed in quali numeri riuscirà SIG a disporre nel breve periodo. È questo per ora il vero ago della bilancia. Di certo l’US Army ha ben fatto i suoi conti ed attendiamo i prossimi sviluppi.

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