Revenge Of The Savage Planet: la recensione

Pur non raggiungendo le vette del primo capitolo, Revenge Of The Savage Planet è un titolo di azione ed esplorazione che si lascia giocare volentieri.

 

 

Uscito qualche anno fa, Journey To the Savage Planet è uno di quei titoli passati ingiustamente in secondo piano nonostante le loro qualità. Ne tessevamo le lodi nella nostra recensione, e siamo rimasti piacevolmente colpiti al momento dell’annuncio della realizzazione di un seguito.
Revenge Of The Savage Planet utilizza complessivamente la stessa formula del titolo da cui trae origine, inserendo qualche piccolo cambiamento che però non va a incidere troppo sul gameplay.
Il gioco ci vede impegnati nell’esplorazione di nuovi pianeti nel tentativo di ottenere un veicolo che ci permetta di tornare alla civiltà dopo un viaggio a dir poco disastroso che ci ha lasciato isolati nel mezzo del nulla.

 

 

Revenge Of The Savage Planet è un titolo puramente d’azione e di esplorazione, ed il suo taglio è adatto per un pubblico di giocatori che vogliano svagarsi senza troppo stress. Nei panni dello stesso protagonista del primo episodio della serie, ci troveremo a correre e saltare nel ricco ambiente di gioco, dovendo superare ostacoli naturali e attaccando, difendendoci o evitando la fauna locale (sicuri di poter riapparire senza particolari penalità in caso di morte).

 

 

La principale novità di questo secondo capitolo la visuale, spostata dalla prima alla terza persona. Per chi ha giocato (e apprezzato) Journey To The Savage Planet questo può essere inizialmente un motivo per storcere il naso; per una volta, però, occorre ammettere che questo tipo di visuale funziona ed è tutto sommato valida. Non si ha né quell’effetto di decentramento in mira o in corsa e che alla lunga la visuale in terza persona sembra ben integrarsi col gioco, e nemmeno qualche sensazione di “sbagliato” in merito alla prospettiva.
Altra cosa che si nota subito in Revenge Of The Savage Planet è la cura con cui è stato ricreato un mondo di gioco dettagliato e variopinto. Aggirarsi nelle varie zone che ci mette a disposizione il gioco può facilmente regalare momenti di inebriante bellezza, similmente a quanto succedeva in Journey To The Savage Planet o nello spettacolare Outward.
Il bestiario comprende animali caratteristici e discretamente vari, anche se certe ripetizioni o “aggiornamenti delle versioni precedenti” sono evidenti e avrebbero dovuto essere evitate.

 

 

 

Il nostro girovagare ci permetterà pian piano di accedere ad armi e strumenti più efficaci ed in grado di farci largo su terreni precedentemente inaccessibili, sia in termini di nemici che di ostacoli fisici; per questo motivo, in Revenge Of The Savage Planet ripercorrere numerose volte lo stesso percorso non sarà certo una rarità. Si tratta di un elemento di gioco che potrebbe alla lunga far sopraggiungere una certa stanchezza ed un senso di noia, considerando anche il fatto che non è sempre chiarissimo capire come completare la missione in corso: in effetti questo è il principale difetto del gioco, che potrebbe portare i giocatori meno pazienti a gettare la spugna anzitempo.

 

 

Lo stesso approccio vale per la fauna ostile che ci si para di fronte: in taluni casi questa sembra imbattibile, lasciandoci basiti sul fatto che l’unico modo per affrontarla sia… non affrontarla. Poi, pian piano, il gioco ci concede gli strumenti utili per affrontare ogni nemico; si tratta anche di sperimentare con quello che abbiamo a disposizione, visto che contrariamente alla maggior parte dei giochi, in Revenge Of The Savage Planet capire come agire fa parte dell’esperienza (ma anche qui, sembra mancare un po’ della necessaria immediatezza).
I combattimenti sono tutto sommato ben realizzati, considerando che il gioco vuole avere un approccio leggero e non punitivo verso il giocatore.

 

 

 

Come per il primo capitolo, Revenge Of The Savage Planet non ha alcun punto di contatto con il genere survival; dal titolo di Raccoon Logic Studios sono assenti tutte le dinamiche legate al nutrirsi, al dormire o alla costruzione di una base nel senso più classico del termine. Tutto questo consente un approccio più rilassato alla nostra avventura, considerando che le poche tipologie di risorse vengono automaticamente raccolte quando ci passiamo vicino e che le stesse servono unicamente per sbloccare migliorie quando siamo nel nostro accampamento.
Lo stesso si amplia automaticamente man mano che avanziamo nella storia; il gioco ci fornisce anche uno spazio da personalizzare con i mobili che più gradiamo, ma si tratta di un elemento che lascia il tempo che trova e che non ha alcun impatto sulla partita.

 

 

C’è  da notare che le aree esplorabili dei vari pianeti che ci vengono via via messe a disposizioni sono paradossalmente piuttosto ristrette rispetto a quanto ci si potrebbe inizialmente aspettare; viste le dimensioni delle aree esplorabili e le transizioni tra un pianeta e l’altro, sembra che in Revenge Of The Savage Planet si sia voluto riutilizzare lo stesso schema di Journey To The Savage Planet camuffandolo sotto altre vesti. Il sistema di per sé non ha nulla che non vada, ma il gioco crea delle false aspettative con i suoi “pianeti esplorabili”: i livelli sono ampi ma non così tanto da soddisfare quanto paventato.

Come per il primo capitolo, Revenge Of The Savage Planet vuole fare ampio ricorso a battute anche poco sottili e alla satira sul mondo aziendale e sulla nostra società. Il risultato è discreto, ma lontano anni luce da quanto visto in precedenza. Si ha una sensazione di già visto, e le pubblicità che ci accolgono dagli schermi giganti del nostro quartier generale sono prevalentemente superflue e abbastanza anonime.

 

 

Revenge Of The Savage Planet è complessivamente un buon gioco, che però soffre di una certa ripetitività nelle fasi esplorative e di una non brillantissima ispirazione dell’evoluzione della storia e dei corollari che raccontano la vicenda. Il senso di progressione è presente ed innegabile, ma troppo spesso sembra di girare a vuoto anche quando si vuole seguire la trama principale. Il risultato finale è sicuramente più che positivo, ma occorre avvicinarsi al gioco col giusto piglio per non rimanere delusi.

 

Revenge Of The Savage Planet, 2025
Voto: 7
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