Sword Art Online Alicization – War Of Underworld: la recensione

Pensare che all’inizio della saga si riusciva a sconfiggere un boss solo in gruppo; ora un attacco squarcia la terra… Povero Underworld!

 

 

La saga di SAO (Sword Art Online) è enorme e nel tempo ha avuto certamente dei momenti molto alti, ma anche delle parabole negative pericolosamente imbarazzanti. La prima parte di Sword Art Online Alicization, che a me non aveva fatto impazzire, aveva il merito di aver proposto qualcosa di diverso. Sicuramente si è discostato dalla solita routine del MMORPG, mantenendo però entrambi i piedi in una struttura parzialmente videoludica.

L’evoluzione dei personaggi di Sword Art Online Alicization, che altro non sono che le AI contenute in un esperimento, è stata esponenziale e si è conclusa con un picco di potere fuori scala. Proprio quando gli eventi ambientati nella vita “reale” si stavano sviluppando in maniera molto interessante, la stagione è finita. Ora si riparte da un gruppo di soldati mercenari che si sono infiltrati nel laboratorio segreto per sottrarre le scoperte fatte attraverso le AI.

Ho subito esultato pensando ad importanti risvolti di trama al di fuori del mondo virtuale, ma la mia è stata solo una misera illusione. Nel giro di poche scene l’assalto è diventato un imbarazzante stallo alla messicana. Asuka e gli scienziati a capo dell’esperimento, quindi gente normalissima, si sono barricati in una sezione antintrusione costringendo gli invasori a studiare un modo alternativo per estrarre dal sistema l’unica AI che si è dimostrata senziente.

 

 

Nel mentre, il povero Kirito è sempre collegato al sistema virtuale. La sua coscienza ha subìto un terribile trauma alla fine della prima serie, tanto da aver creato un forte blocco mentale che lo rende quasi un vegetale. Non può essere staccato dalla macchina perché il suo cervello non è del tutto guarito dai danni ricevuti durante il tentativo di omicidio avvenuto all’inizio della storia. Alla fine l’unico modo per salvare Kirito, ed estrarre la coscienza della AI di nome Alice, è quello di entrare nel mondo virtuale e “giocare” alla guerra di Underworld.

Così tutti i protagonisti e gli antagonisti si sono infilati in Underworld. I loro avatar sono di un livello infinitamente fuori scala: basta un fendente per squarciare la terra ed il cielo. In pratica i personaggi di SAO sono diventati pari ai Super Saiyan God Super Saiyan di Dragon Ball. Questo però non è stato sufficiente: gli ideatori malati di questa serie hanno deciso di far arrivare tutti i giocatori di MMORPG europei e americani, chiamati a raccolta dai mercenari, dando loro avatar di soldati oscuri.

Speravo di evitare la solita massa di gente insignificante che serve solo come riempitivo, visto che il mondo di Underworld è già pieno di AI, ma pare che il contratto preveda di far apparire masse di gente stupida proveniente da ogni dove. Sinceramente sono rimasto deluso dalla gestione di questa trama: si poteva fare molto di più. O forse anche qualcosa di meno, visti i risvolti finali.

 

 

I buoni vincono sempre: Alice, l’AI che è stata a fianco di Kirito per tutto il tempo dentro ad Underworld, è riuscita ad uscire dalla parte giusta; Kirito ovviamente si è ripreso e ha salvato la situazione; i cattivi, ancora legati ai vecchi player killer della prima serie, sono stati tutti eliminati.
La buffa forzatura che mi ha fatto cascare letteralmente le braccia, è stata la presentazione di Alice al mondo: un corpo artificiale perfettamente rifatto sull’immagine digitale, si presenta al mondo. Adesso l’uomo non è più l’unico essere dotato di coscienza che cammina su questa terra.

Sinceramente questo è stato proprio un passaggio che non ho molto digerito. Posso comprendere la coscienza digitale, alla fine ci può stare, visti i presupposti della serie, ma addirittura i perfetti corpi robotici artificiali sono un’aggiunta che non ha nessun riscontro con il passato.
Per fortuna la A-1 Pictures, lo studio che ha sviluppato il progetto a livello di animazione, mantiene alta la qualità del prodotto. Le musiche sono interessanti e nel complesso il lavoro creativo è di buona fattura.

La storia non mi ha convinto e non mi ha convinto neanche la scelta di aumentare i poteri dei protagonisti a livelli estremi. Il tentativo di “furto” è stato una buona pensata, ma non è stato gestito in modo efficace. Nel complesso questa seconda parte di Sword Art Online Alicization ha una trama molto più semplice e lineare, niente di complicato come nella prima parte, ma non ha comunque saputo recuperare una storia potenzialmente interessante.

 

Sword Art Online Alicization – War Of Underworld, 2019
Voto: 5
Per condividere questo articolo: