The Boys – Stagione 2

Ho come la vaga impressione che The Boys subisca l’effetto “Sesso alla Trono di Spade”, che è ottimo come riempitivo… ma basterà?

 

The Boys è una serie basata su un’idea fantastica: i supereroi esistono realmente nel nostro mondo e sono molto più corrotti e dissoluti di come vengono rappresentati in pubblico. Grazie ad una società pubblicitaria che gestisce i loro interessi economici, i beniamini del mondo vengono rappresentati come eroi senza macchia. In realtà dietro la loro figura pubblica si nascondono spesso depravazione e dissolutezza ad altissimi livelli.

Nella prima stagione di The Boys abbiamo alzato il velo della menzogna e ci siamo fatti trasportare da Buch ed i suoi ragazzi nel lato oscuro di un mondo estremamente falso e perverso. Abbiamo seguito il giovane Hughie, che ha perso la ragazza a causa di un supereroe drogato, nella sua folle idea di vendetta. Ora, in questa seconda stagione, le cose sono cambiate: Buch è sempre più solitario, proprio come un cane da caccia che pensa solo ed unicamente a raggiungere la sua agognata preda. La sua parte di storia è decisamente affascinante e Karl Urban interpreta il personaggio in maniera efficacissima: con i suoi sbalzi d’umore e le sue maniere brusche, brilla su tutto il resto della compagnia. Indubbiamente Buch è il personaggio più interessante e complesso, visto che la sua storia ha più strati da dover scoprire. Tutt’ora non ne conosciamo tutti i diversi aspetti anche se ci sono stati accennati da lui stesso o dai ragazzi che lavorano con lui da tanto tempo.

 

 

Hughie, interpretato da Jack Quaid, ha perso un po’ di brillantezza: non che prima fosse energia pura, ma almeno il ragazzo aveva dei grandi momenti in cui usciva dalla strana apatia che sembra essergli cucita addosso come un vestito elegante. La stessa relazione con Annie/Starlight, la super eroina interpretata dalla bella Erin Moriarty, non permette al personaggio di Quaid di distinguersi come in passato, anzi sembra quasi che Hughie abbia del tutto dimenticato le vere cause per cui si è unito al gruppo dei Boys. Il resto della combriccola mantiene le sue posizioni senza però emergere più di tanto, anche a causa della mastodontica ascesa in scena di alcuni nuovi supereroi e di Patriota, che ha prepotentemente rubato la scena a tutti.

Il supereroe biondo, interpretato da Antony Starr e chiaramente ispirato all’incrocio tra Superman e Capitan America, è sicuramente la figura più in ascesa della serie. Nonostante mantenga una posizione predominante nella cerchia dei Sette, i supereroi più famosi e potenti, è anche estremamente manipolabile dalle persone che lo circondano ed ha un costante complesso d’inferiorità che lo porta spesso a comportarsi come un bambino viziato: uccidere per rabbia o frustrazione diviene quasi naturale per un essere che vede il resto del mondo come piccoli insetti indegni di leccargli le scarpe. Nella prima stagione gli impulsi di Patriota erano stati sedati da Madelyn Stillwell amante e direttrice della Vaught, la società che gestisce i profili pubblici dei super. Con la sua improvvisa scomparsa, Patriota diviene ingestibile e le espressioni che Antony Starr ci regala interpretando il biondo supereroe sono impareggiabili.

 

 

L’introduzione poi di Stormfront, grande manipolatrice e personaggio cardine per scoprire scottanti verità sulle origini dei superpoteri, renderà la narrazione estremamente sbilanciata e ricca di una connotazione che io chiamo: “Sesso alla Trono di Spade”. A mio avviso, le scene di sesso gratuito, che sono evidentemente usate per evidenziare una morbosità crescente, è meglio che siano impiegate con moderazione per mantenere il giusto rapporto di credibilità. Purtroppo, in questa seconda stagione, ce le hanno vendute un tanto al kilo, cosa che mi ha dato la sensazione di riempitivo. Stormfront è un personaggio molto particolare, non accennerò altro su di lei perchè è chiaramente l’architrave portante di questa stagione, ma la sua interprete, Aya Cash, non mi ha particolarmente colpito.

Ci sono alcune trame, come quella della Chiesa del Collettivo, che non riesco proprio a capire. Spero che proseguano in qualche modo, altrimenti che scopo hanno avuto se si sono chiuse così di botto, senza senso? Detto questo, il prodotto rimane di buon livello, forse è un po’ scemata l’euforia iniziale, forse l’abbondanza di sesso gratuito non è stata una mossa del tutto vincente, ma di certo la serie merita ancora di essere seguita. Il mio giudizio rimane costate e quindi non posso fare altro che confermare il mio voto anche per questa seconda stagione di The Boys!

 

The Boys – Stagione 2, 2020
Voto: 7