Timeline: la recensione

Timeline è un 4X che tenta di variare il genere ottenendo alterni risultati; diversi comunque gli spunti interessati presentati dal gioco di Taueon.

 

 

Il mondo dei 4X è piuttosto ricco di offerte, che si tratti di ambientazioni storiche, fantasy o fantascientifiche. Se la parte del padrone spetta ovviamente alla serie Civilization, col quarto capitolo che esprime il meglio in assoluto (qui la recensione del sesto capitolo), è anche vero che ogni tanto si affacciano nuovi titoli che tentano la sorte in un mercato già affollato.

Timeline tenta qualcosa di diverso, ed in questo sta il suo principale merito. Abbandonando le classiche mappe esagonali o quadrate, presenta una suddivisione in settori che ricorda più i giochi da tavolo; ognuno di questi settori presenta delle caratteristiche morfologiche del terreno che possono essere sfruttate dalle unità specializzate o sulle quali è possibile costruire edifici di varia natura.

 

 

Qui entra in ballo una delle principali caratteristiche di Timeline: la produzione non è centralizzata nelle città, ma sono molti gli edifici stessi che possono produrre unità di tipo diverso. Le città in realtà possono quasi esclusivamente addestrare lavoratori e contadini.
Contestualmente, sia le unità che gli edifici richiedono materiale diverso non solo per la produzione, ma anche per il loro mantenimento; questo produce un interessante effetto a catena, con la produzione che richiede altri materiali per funzionare, creando quindi la spinta per mantenere sempre in attivo la raccolta di materiale. Considerando che ci sono 25 materiali diversi che possono essere raccolti o prodotti in fasi diverse del gioco, ci si rende facilmente conto di come la gestione delle unità e degli edifici, che solitamente richiedono più di una risorsa differente per il mantenimento, richieda pianificazione, attenzione e cura.

 

 

L’enfasi di Timeline è principalmente posta sulla gestione economica dell’impero; come in ogni 4X che si rispetti, la ricerca ci permetterà di sbloccare tecnologie ed edifici che portano bonus aggiuntivi e, come descritto sopra, richiedono maggiori e differenti risorse. È sulla gestione di questo aspetto che passeremo la maggior parte del nostro tempo, spostando le unità civili sulla mappa per costruire edifici o raccogliere materiali.

La guerra è presente, ma piuttosto negletta. In due partite non abbiamo mai avuto un vero scontro con il nemico, che sembra in effetti abbastanza passivo o meglio chiuso su se stesso nella ricerca della vittoria tecnologica. Questo purtroppo lede il divertimento che si può ricavare da Timeline, rendendolo un gioco che rischia di offrire un’esperienza tutto sommato monodimensionale.

 

 

La colonna sonora è decisamente piacevole, così come la grafica cartoonesca e talvolta volutamente infantile. Meno azzeccata è invece l’interfaccia: tralasciando i problemi che si possono avere rimappando i tasti (non sempre funzionanti e che comunque vanno risettati ad ogni riavvio del gioco), manca lo spostamento della schermata sulle unità nemiche in movimento (ed in combattimento), cosa che impedisce di capire chiaramente cosa succeda; anche il pannello riassuntivo del territorio selezionato non restituisce le informazioni in modo immediatamente chiaro ed intuitivo, specialmente se sono presenti unità ed edifici.

Timeline può essere considerato un buon esperimento per sviluppare un gioco più completo ed appassionante. Oggi, in assenza di patch o aggiornamenti che rendano il tasso di sfida più elevato, è però un titolo adatto solo a chi apprezza esperienze 4X meno indirizzate alla guerra e che sappia accettare di gestire un impero in modo quasi casual e senza avere molti pannelli rapidi riassuntivi, comunque forse non necessari vista la semplicità del gioco, il cui vero perno è il saper bilanciare la produzione ed il consumo delle risorse.

Il voto finale è da intendersi con quest’ottica.

 

Timeline, 2022
Voto: 6
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