Codex Naturalis: la recensione

Codex Naturalis è un gioco da tavolo che trasporta i giocatori in un’ambientazione fatta di biblioteche e studiosi intenti a classificare le specie naturali.

 

 

Siete pronti a riunire tutte le pagine del Codex Naturalis, il manoscritto segreto che enumera le specie dei quattro regni? Detta così potrebbe sembrare un lavoro lungo e faticoso, ma in realtà il gioco dura al massimo una mezz’oretta ed ha una meccanica piuttosto semplice da apprendere. Come per Azul, anche il gioco da tavolo di Thomas Dupont ha una meccanica asettica in cui l’ambientazione è fondamentalmente un’aggiunta che prova a migliorare il coinvolgimento dei giocatori al tavolo.

Il primo impatto con Codex Naturalis è molto positivo. La confezione di latta è compatta, molto colorata e riporta sul tappo della scatola dei fregi dorati in rilievo; già solo questo indica un livello qualitativo molto alto che i collezionisti di giochi apprezzano molto. Anche la componentistica è piuttosto buona: oltre al piccolo manualetto pieno di illustrazioni esplicative, possiamo trovare tanti mazzetti di carte, una piccola plancia pieghevole che serve a contare i punti e dei segnalini colorati in legno.

Le carte e la plancia segnapunti sono illustrate con delle miniature che richiamano i tomi medievali decorati a mano dai frati amanuensi. Le immagini usate sono stilisticamente molto curate e composte dai quattro colori basilari del gioco (rosso, verde, viola e azzurro); alcune carte sono adornate anche da bellissimi inserti in color oro che risaltano magnificamente. La componente visiva è quindi molto affascinante e, una volta disposta a dovere sul tavolo, riesce a dare al giocatore la netta impressione di avere di fronte un intricato e splendido diagramma che classifica le specie naturali.

Il gioco si intavola velocemente, mischiando i vari mazzi e distribuendo ad ogni giocatore il numero di carte così come descritto nel manuale. Ogni giocatore poi sceglie il colore dei propri segnalini, che non ha nulla a che fare con il colore delle carte, e così si può dare inizio alla partita scegliendo il primo giocatore a cui viene assegnato d’ufficio l’unico segnalino di colore nero. Ogni giocatore dovrà scegliere una Carta Iniziale tra quelle che gli sono state fornite e dovrà posizionarla orizzontalmente sul tavolo davanti a sé. La carta così selezionata sarà il punto di partenza per realizzare il manoscritto segreto e per ottenere gli agognati punti vittoria.

Tutte le carte, ad eccezione di quelle Obiettivo, hanno una forma ben stabilita con uno o più angoli delimitati sia sul fronte che sul retro. Grazie a questa conformazione molto particolare i giocatori possono scegliere quale lato della carta posizionare sul tavolo. Questi spazi sono stati realizzati appositamente per sovrapporre un angolo di un’altra carta, andando così a creare uno schema intrecciato che, una volta completato, formerà il nostro manoscritto. Su tutte le carte sono presenti delle figure colorate facili da riconoscere come lupi, funghi, foglie e farfalle, ma anche delle figure in oro come piume, beute, rotoli e gagliardetti numerati. Tutti questi simboli possono essere trovati sia al centro della carta che sugli angoli.

 

 

L’obiettivo del gioco è semplice: accumulare più punti degli avversari. Ma come si fa? Presto detto: basta giocare le carte Oro o le carte Risorsa che riportano i gagliardetti con i numeri impressi sopra. Quel valore verrà aggiunto al cumulo dei punti guadagnati durante la partita e segnato sulla plancia segnapunti. Attenzione però, perché alcune di queste carte possono essere giocate solo a condizione di soddisfare i requisiti riportati sulla carta stessa.

Il gioco quindi procede a turni fino a che uno dei giocatori arriva ad ottenere venti punti; il turno di gioco si conclude e si inizia il conteggio finale. Ogni giocatore rivela quante carte Obiettivo è riuscito a soddisfare e ne ottiene i punti messi in palio. Una cosa interessante è che è possibile completare più volte lo stesso obiettivo e quindi accumulare più punti.

Le immagini sulle carte sono molto belle, ma sono anche tante, come sono molte le icone che provano ad indicare in che modo ottenere i punti vittoria e come giocare le carte che hanno un costo. Indubbiamente tutta questa iconografia può inizialmente confondere i giocatori inesperti, ma grazie ad un flusso di gioco che è composto sempre dalle stesse due azioni, giocare una carta e pescare una carta, ci si può concentrare e memorizzare più facilmente il significato delle immagini.

Codex Naturalis è quindi un gioco che all’apparenza può sembrare piuttosto semplice, eppure non è così scontato come sembra. Per ottimizzare al meglio il posizionamento delle carte può capitare di sacrificare qualche simbolo utile a fare punti in favore di una nuova combinazione che permette di ottenerne di più. C’è quindi una certa profondità strategica che probabilmente non si intuisce con la prima partita, ma si percepisce perfettamente una volta che si scoprono le carte Obiettivo ed i giocatori più esperti guadagnano decine di punti in un sol colpo. Questo però non deve scoraggiare i giocatori alle prime armi, visto che basta pochissimo per mettere in piedi una nuova partita.

 

Codex Naturalis, 2021
Voto: 7
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