L’ambizioso titolo di Play Of Battle mira in alto con il suo potenziale, ma deve migliorare sul lato della facilità di approccio e gestione.

Nell’ultimo periodo, gli RTS ragionati ambientati nelle guerre moderne si stanno moltiplicando. Dopo Warno, Regiments e Broken Arrow, lo studio polacco Play Of Battle ha recentemente presentato Systemic War, un titolo dedicato alla crisi russo-ucraina che mette in scena un attacco russo al cuore dell’Europa dopo una vittoriosa invasione dell’Ucraina, e che per certi versi può ricordare il vecchio Storm: Frontline Nation.
Quello che rende unico Systemic War in questo contesto è un sistema di gioco che va oltre l’aspetto dedicato allo scontro tattico, presentando un aspetto strategico ancora in fase di sviluppo che comprende elementi di economia, di produzione industriale e militare, di relazioni internazionali (comunque indirizzate) e la necessità di gestire un fronte molto ampio sul quale dislocare le nostre divisioni. Da questo punto di vista di sono discreti punti di contatto con Medieval: Total War, tenendo ovviamente conto delle differenze di scenario.

Quando si scende sul campo di battaglia, le somiglianze coi titoli prima menzionati sono piuttosto simili, ma va menzionata l’interessante possibilità di lasciare all’AI la gestione delle truppe e soffermarsi su un controllo a più alto livello, impostando priorità diverse ad ogni settore, arrivando ad una granularità su quali tipi di unità vogliamo vedere zona per zona. Si tratta di una felice intuizione che alleggerisce il carico di microgestione sulle spalle del giocatore, visto anche il numero di unità che potrebbero essere presenti contemporaneamente sulle vaste mappe di gioco; qualcosa di cui avrebbe bisogno il rivale Broken Arrow.

I concetti alla base di Systemic War sono molto accattivanti e nascondono un buon potenziale, ma il gioco in via di sviluppo necessita ancora di molte migliorie, anche importanti, per poter essere davvero apprezzabile in un panorama che vede dei concorrenti agguerriti.
Se è comprensibile che la versione fornitaci sia ancora molto acerba e manchino quasi tutte le informazioni che servono al giocatore per gestire al meglio la parte strategica, meno è l’approccio piuttosto complesso a determinate parti dell’interfaccia proprio su questo livello. Su tutte possiamo menzionare l’approntamento di nuove divisioni, l’aggiunta di reggimenti alle brigate o l’accorpamento di unità diverse, ma l’elenco sarebbe lunghissimo (a partire dalla difficoltà in fase di produzione di capire quali caratteristiche hanno le unità, o l’evidenza a quale gruppo di combattimento appartenga l’unità selezionata passando per come impattino sul gioco le varie installazioni industriali dislocate sulla mappa).
Sempre nella fase strategica poi, inizialmente il gioco si limita quasi esclusivamente a migliorare le relazioni con i nostri alleati, per averli poi vicino all’inizio della guerra; la cosa ricorda molto la fase iniziale di Terra Invicta, che similarmente si rivela poco avvicente.
Su ricerca e gestione economica non possiamo esprimerci: le sezioni non sono al momento giocabili.

Quando si passa al combattimento vero e proprio le carenze diminuiscono, e Systemic War sembra vivere di luci e solo qualche ombra.
La gestione della battaglia è piuttosto intuitiva per chiunque abbia esperienza di RTS ragionati, e le molteplici abilità speciali delle varie unità rendono il combattimento vario e intenso. Le mappe di gioco possono essere molto vaste, e anche se forse la velocità di gioco normale è fin troppo frenetica e lascia poco spazio alla reazione umana, fortunatamente si può rallentare o dare ordini durante la pausa.
Non convince però la menzionata opzione di lasciare all’AI la gestione delle truppe mentre noi ci occupiamo di definire gli obiettivi principali; che si tratti di affinare il codice o di rendere più fruibile la granularità dei comandi, il risultato di questo stile di battaglia (che non può essere cambiato a scontro in corso) è spesso disastroso e non comparabile al totale controllo manuale. Inoltre, la preparazione allo scontro è piuttosto farraginosa, e non risulta chiara la corrispondenza tra la totalità delle unità disponibili e quelle realmente schierabili.
Infine, sarebbe gradita un’opzione per l’autorisoluzione degli scontri, vista la scala molto ampia del teatro di gioco.

Systemic War ha diverse frecce al suo arco, ma deve assolutamente migliorare tutto il comparto informativo nei confronti del giocatore e possibilmente snellire qualche dinamica inutilmente complessa. Per emergere sui rivali presenti sul mercato, non basterà semplicemente completare le sezioni al momento ora assenti; ma il rilascio di Systemic War è previsto addirittura tra un anno. Di tempo per raffinare il suo gioco, Play Of Battle ne ha.









