Doom Patrol – Stagione 1: la recensione

Una strana, stranissima serie TV targata DC.

 

 

Ci sono volte che t’imbatti in qualcosa di strano, cominci a vederlo non del tutto convinto, ma ti ricredi dopo poco e ti appassioni. Non tutti ti capiscono, ma tu vai avanti per la tua strada e guardi tutta la stagione di un fiato. Non capita spesso di prendere una sbandata del genere, ma quando ti capita, è bello perché torni bambino e ti appassioni senza rendertene conto.

Ammetto di essere facile da conquistare; tra manga, fumetti, serie TV, film e giochi, mi ritrovo sempre a partire in quarta. Purtroppo il mio entusiasmo sciama velocemente perché è difficile che le promesse iniziali di cui m’innamora, siano poi mantenute sul lungo periodo. Spesso bastano pochi numeri, qualche episodio, o addirittura una manciata di minuti sbagliati, per ridimensionare le attese.

Doom Patrol, spin off di Titans, mi ha conquistato quasi subito. Al pari di Legion, serie che ho recensito per intero e che mi ha regalato due belle stagioni prima di colare a picco miseramente, Doom Patrol è qualcosa di totalmente illogico e spiazzante. Il fatto di dare libero sfogo alla fantasia degli autori, infrangendo qualsiasi tipo di legge fisica e di struttura narrativa, crea una fitta rete d’interazione tra i personaggi, che già di se hanno una base di partenza molto complessa.

 

 

Sovrapporre una complessa narrazione ad una complicata realizzazione dei personaggi di solito rende tutto difficile da capire. Eppure Doom Patrol scorre come un coltello caldo nel burro. Tutti i personaggi hanno uno o più problemi irrisolti, ed uno o più misteri mai svelati; già questo basterebbe a dare tanti spunti e tanta carne sul fuoco, ma non è questo che conduce la stagione. Con una voce narrante e delle improbabili apparizioni totalmente estemporanee, il grande burattinaio di tutta la storia è Mr. Nobody! Il Signor Nessuno! L’uomo astratto! Quest’adorabile personaggio della DC è veramente un cattivo ragazzo oppure è semplicemente un folle?

Difficile a dirlo dopo solo una stagione. Mr. Nobody è pura follia ma anche pura genialità, i suoi obiettivi sono sempre fuori dalla portata di un qualsiasi ragionamento, anche se tutto quello che fa porta sempre ad un risultato assurdo ma veramente semplice da capire. Con un personaggio del genere che imposta la storia, è molto facile rimanere a bocca aperta e non capire subito il perché di tante piccole cose che accadono e che sembrano assolutamente folli, se prese singolarmente.

Solo con Mr. Nobody abbiamo tanta carne al fuoco, ma questo non basta perché esistono anche i protagonisti in questa storia. Iniziamo con Crazy Jane e le sue 64 personalità. 64 sfaccettature che emergono volontariamente, o spesso involontariamente, a difesa della psiche primaria. 64 personalità, ognuna con il suo carattere, con i suoi tratti somatici e con altrettanti poteri meta-umani. La complessa storia di Crazy Jane e la sua complicata coesistenza con il resto del mondo, rendono questo personaggio un mistero tutto da scoprire.

 

 

Se Crazy Jane è complicata e complessa da capire, Rita Farr non è da meno. Ex attrice degli anni ’20, Rita si ritrova a dover gestire la quotidiana lotta emotiva con la sua maledizione. Un gas tossico ha reso il suo corpo un ammasso informe, che si può allunare ed allargare come se fosse una specie di slime informe. Con un grande sforzo di volontà, Rita riesce a mantenere la sua forma originale, ma basta un po’ di stress o un’emozione improvvisa a farla tornare ad un ammasso informe di carne. Questa maledizione non ha agevolato a stabilizzare la sua personalità che è particolarmente umorale e capricciosa come quella di una grande artista.

La psiche non è la sola a farla da padrona in questa serie. Larry Trainor, ex pilota di aerei sperimentali, convive con una sorta di energia spaziale che si è annidata nel suo corpo dopo un disastroso incidente aereo. Larry è rimasto sfigurato in modo irreparabile, quindi gira bendato dalla testa ai piedi, ma questo è il suo problema minore. Fino a che l’alieno è all’interno di Larry, l’ex pilota è in grado di vivere normalmente, ma quando l’energia si manifesta in forma fluttuante, uscendo dal corpo di Larry, lui cade a terra come una marionetta cui sono stati tagliati i fili e rimane in uno stato di morte apparente.

Il mitico Brendan Fraser interpreta Clifford Steele, un ex pilota di macchine da corsa che è rimasto vittima di un incidente stradale. L’unica cosa che si è salvata è il suo cervello. Grazie all’intervento di Chief uno scienziato che ha dedicato la sua vita ad aiutare le persone in situazioni impossibili, riceve un corpo meccanico e diventa una sorta di “Uomo di latta robotico”.

 

 

Insieme a tutti questi personaggi, è stato aggiunto anche un vero supereroe della DC, un volto famoso ormai approdato al cinema, il buon vecchio Cyborg. In questa serie Victor Stone è però un ragazzo alle prime armi, la cui carriera da supereroe è ancora tutta da costruire e la Justice League non esiste. Il giovane Cyborg deve ancora capire l’entità dei suoi poteri e l’influenza che suo padre ha sul suo sistema operativo.

In un modo o nell’altro, tutti questi personaggi sono legati all’enigmatico Chief, interpretato dal famoso Timothy Dalton, che si propone come mentore e guida di tutti i nostri protagonisti. Ma non è oro tutto quello che luccica, visto che il passato di Chief è avvolto nel mistero e stranamente legato al supercriminale Mr. Nobody.

La caratteristica più marcata di tutta la storia è comunque l’assurda vena comico/drammatica in cui tutto è immerso. Non mancherete di ridere, sorridere e strabuzzare gli occhi per assurdità di tutti i tipi. Sappiate solo che quello che vi ho descritto è solo la punta di un Iceberg, quindi gustatevi la scoperta di tutto il mondo che ruota intorno a Doom Patrol, poiché di cose strane e assurde ne vedrete a secchiate!

Doom Patrol – Stagione, 2019
Voto: 7.5
Per condividere questo articolo: