Graveyard Keeper

Avete mai provato a gestire un cimitero? Graveyard Keeper vi mette nei panni del becchino!

 

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Graveyard Keeper è un gioco indie gestionale, farming, simulativo, rpg prodotto dalla Lazy Bears e pubblicizzato dalla Tiny Build. Il protagonista di questo titolo è un uomo qualunque che viene investito sulla strada di casa e si ritrova trasportato in una regione medievale per coprire il ruolo di gestore del cimitero locale, senza troppe spiegazioni a corredo. La linea narrativa principale ci vede dunque impegnati nel tentativo di tornare a casa, ma per farlo dobbiamo occuparci necessariamente di svolgere il nostro ruolo, affibbiato a forza al protagonista: quello di becchino e custode della chiesa del villaggio, compito quanto mai gravoso e complesso.

 

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A illustrarvi il gameplay verranno in soccorso alcuni personaggi del luogo e specifichiamo subito che uno dei punti forti di Graveyard Keeper è costituito dai testi. In tutto il gioco si respira un’aria di surreale umorismo che spesso vira verso lo humor nero e che non manca mai di sorprendere e strappare sorrisi. I dialoghi sono rari e le relazioni con i personaggi estremamente semplici: le conversazioni procedono semplicemente portando a termine le quest assegnate, che richiedono sempre di fornire certi oggetti in certe quantità.

 

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La meccanica principale di Graveyard Keeper è quindi legata a un grinding furioso per risorse, punti-conoscenza e avanzamenti. Ci sono sette alberi tecnologici legati ad altrettanti campi del sapere in cui si sbloccano oggetti, progetti e macchinari. Vi basti sapere che farete un po’ di tutto: i fabbri, gli agricoltori, i carpentieri, i cuochi, gli scrittori, gli esperti di occulto e, ovviamente, i sotterratori di cadaveri…

La maggior parte delle risorse grezze si ottengono dalla natura, ma c’è poi un complicato sistema di tecnologie interconnesse che vi permetterà di accedere a nuovi progetti e nuovi oggetti che, a loro volta, saranno il più delle volte solo un passaggio intermedio verso un altro elemento.

 

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Oltre alla produzione di risorse, Graveyard Keeper ha un sistema di combattimento piuttosto semplice: brandeggiate la spada e tutto quello che vi si para davanti viene danneggiato, ma, così facendo, si consuma anche energia che è ciò che si spende in qualsiasi attività legata al crafting. Finita l’energia si va a dormire o si ingurgitano cibi più o meno energetici.

A livello tecnico la grafica di Graveyard Keeper è un’ottima pixel art. Le locazioni sono ben dettagliate, colorate e piacevoli da attraversare; oggetti e personaggi seguono lo stesso livello qualitativo. Gli effetti sonori sono nella norma e il parlato è un biascicare incomprensibile simpatico e personalizzato per ogni personaggio. La musica è di quelle estremamente orecchiabili, non annoia mai e vi ritroverete a canticchiarla anche lontano dallo schermo.

 

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Graveyard Keeper è un gioco lento, in senso positivo; se cercate frenesia e tensione non è per voi. Vedere il proprio lavoro prendere forma nel tempo è davvero gratificante: le nostre tombe diventeranno sempre più belle, il nostro cimitero sarà curato nei minimi dettagli… Tetro, ma bello!

E’ doveroso fare due critiche a questo titolo videoludico: la prima consiste nel fatto che il 25% del tempo speso lo si perde nel viaggiare da un luogo all’altro in cerca di risorse utilizzate per sbloccare nuovi rami della ricerca; la seconda è da individuare nella mancanza di consigli o indizi su come e dove recuperare le risorse che ci permettono di proseguire nel gioco. Quindi se non si è meticolosi, determinati e pazienti questo modo di giocare potrebbe risultare frustrante.

 

Graveyard Keeper, 2018
Voto: 7