Flashpoint Campaigns: Southern Storm – La recensione

Il nuovo capitolo del wargame edito da Slitherine conferma l’ottima implementazione della formula wego applicata alla potenziale invasione russa in Europa.

 

 

Nel 2013, Slitherine rilasciava Flashpoint Campaigns: Red Storm, un innovativo wargame che faceva della contemporaneità di esecuzione e del controllo ad alto livello i suoi punti di forza. Uscito da pochi giorni, Southern Storm mantiene lo stesso approccio fornendo alcune piccole innovazioni.

Flashpoint Campaigns: Southern Storm ci cala in piena guerra fredda e ci mette nei panni del comandante  del teatro operativo delineato all’interno dello scenario selezionato. La particolarità del gioco è che non controlleremo direttamente le unità sullo schermo: assegneremo loro degli ordini da eseguire, per lasciare poi ai comandanti di reparto il compito di mettere in pratica le istruzioni ricevute.

 

 

Questo approccio è completamente differente rispetto ai wargames classici, tanto che per chi si avvicina a Flashpoint Campaigns può essere necessario un piccolo periodo di adattamento. Non è facile sapere di aver impartito un ordine di movimento e vedere le proprie unità restare ferme o spostarsi in punti diversi prima di raggiungere la zona predestinata; la realtà è che il gioco tiene in considerazione innumerevoli fattori quando si tratta di gestire le unità sul campo di battaglia, e la gestione automatizzata demandata all’AI decide per il bene e la sopravvivenza dell’unità.

Non è infatti raro vedere gruppi di cingolati o squadre di fanteria arretrare al contatto col nemico per prendere posizioni difensive migliori o semplicemente perché incapaci di reggere l’impatto; così come le unità di artiglieria sparare autonomamente sui bersagli segnalati dalle unità in contatto, in base a priorità magari diverse da quello che abbiamo in mente.

Il nostro compito principale è quello di concepire un piano di battaglia adeguato a raggiungere gli scopi suggeriti durante il briefing, ma al tempo stesso flessibile a sufficienza per reagire nel caso in cui un imprevisto dovesse far saltare la nostra pianificazione iniziale.
È proprio prima dello scontro che il nostro ruolo e le nostre decisioni possono fare tutta la differenza: dove schierare le truppe, che tipo di atteggiamento debbano tenere durante gli spostamenti, in che modo ci si aspetta reagiscano al contatto col nemico. Ed è fondamentale essere il più accurati e meticolosi possibile: durante la battaglia infatti potremo impartire ordini soltanto ogni tot minuti, con la tendenza a diradare queste finestre con l’aumento del caos sul campo di battaglia e la distruzione dei centri di comando operativi.

 

 

Questo elemento amplifica quella sensazione che si prova nella maggior parte dei giochi wego: quel terrore di aver sbagliato manovra, l’ansia di sapere se le nostre unità avranno la meglio, la soddisfazione nel vedere un’imboscata riuscire bene, il panico nel vedere una forza nemica arrivare da una direttrice completamente inaspettata.
Da questo punto di vista, Flashpoint Campaigns: Southern Front fa un lavoro eccezionale nel creare atmosfera e tensione durante gli scontri; nei minuti in cui la battaglia prosegue senza che sia possibile interagire, rimarremo con gli occhi sbarrati sullo schermo come durante le scene più intense dei film di guerra.

Quello che Flashpoint Campaigns: Southern Front fa meno bene è presentare le informazioni. Pur tenendo a mente che in un gioco del genere i parametri da tenere in considerazione sono tantissimi, andare a reperire il dato necessario è spesso poco diretto ed intuitivo (dal capire che tipo di efficacia offensiva e difensiva possa avere una unità o capire verso quali zone saremo in grado di sparare una volta spostatici in un determinato esagono). Anche l’interfaccia non è il massimo della funzionalità: pur essendo complessivamente adatta, con la possibilità di impartire tutti gli ordini accedendo al menu aperto dal tasto destro del mouse, ci sono situazioni dove la gestione è scomoda (ad esempio quando si tratta di selezionare un’unità fra quelle presenti in uno stesso esagono).

 

 

D’altro canto il titolo di Slitherine è facilmente padroneggiabile, cosa non sempre scontata nel mondo dei wargame: basta una letta veloce al regolamento per cominciare a capire come gestirlo, e magari una partita di test per rodare l’apprendimento; dopo di ciò saremo pronti ad affrontare qualsiasi scenario. Ci sono sicuramente una serie di nozioni avanzate che non sono di facilmente comprensione o intuizione, ma sono tutti elementi per una gestione più che avanzata del gioco; Flashpoint Campaigns: Southern Storm, come il suo predecessore Red Storm, è assolutamente apprezzabile anche senza doversi spappolare il cervello tenendo a mente mille regole e particolarità diverse come invece accade per altri titoli.

 

 

Dal punto di vista della rigiocabilità, ci sono numerosi scenari e diverse campagne, tutti giocabili, come NATO o Patto di Varsavia; inoltre un potente editor permette di creare nuovi scontri dove possiamo creare diversi piani di battaglia per l’AI, così da rendere sempre imprevedibile il comportamento delle unità gestite dal computer.

Flashpoint Campaigns: Southern Storm unisce facilità di apprendimento, un gameplay appassionante ed una lunghissima longevità; è assolutamente un titolo consigliato per qualsiasi wargamer, considerando anche l’attenzione ai dettagli che il motore di gioco gestisce durante la risoluzione degli scontri (dal tipo di veicolo a quello di munizione, dalla preparazione dei soldati alla conformazione del terreno).

 

Flashpoint Campaigns: Southern Storm, 2022
Voto: 8
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