Il Monologo Della Speziale – Stagione 1: la recensione

Vi innamorerete di Maomao: una Jessica Fletcher in versione speziale, brillante nel risolvere misteri, ma con una passione per i veleni e ingredienti rari.

 

 

Il Monologo Della Speziale è tratto dalla light novel di Natsu Hyuuga con illustrazioni di Touko Shino, e ha ispirato anche una trasposizione manga. In questa serie animata, Maomao è una giovane speziale (una farmacista esperta nell’uso di erbe e composti naturali) dalla mente brillante che viene rapita e venduta come serva nel palazzo imperiale. Renshi, un giovane e funzionario della corte, riconosce le sue capacità e la sfrutta per risolvere intrighi e misteri di corte. In un ambiente ricco di segreti e potere, Maomao è costretta a destreggiarsi tra politiche imperiali, complotti sotterranei e il suo stesso ruolo in questa idilliaca casta chiusa.

Maomao è una protagonista unica, con una vasta conoscenza dei rimedi medicinali e una naturale inclinazione per il ragionamento. La sua capacità di destreggiarsi tra i misteri della corte imperiale la rende la guida ideale per lo spettatore. Un po’ come Jessica Fletcher di La Signora In Giallo, ma in versione speziale, Maomao affronta con determinazione e astuzia ogni enigma e intrigo che si presenta. La sua intelligenza affilata e il carisma particolare creano un mix irresistibile che mantiene alta l’attenzione dello spettatore, tenendolo sempre sulle spine.

Renshi riconosce le doti di Maomao e la prende sotto la sua ala protettrice, affidandole incarichi a seguito delle consorti dell’imperatore per poter indagare più facilmente su intrighi e misteri. Il passato di Renshi, però, è avvolto nel mistero e il suo ruolo all’interno della corte non è mai del tutto chiarito. Piccoli indizi disseminati lungo la narrazione stimolano la curiosità dello spettatore, rendendo il suo personaggio ancora più intrigante.

 

 

Il rapporto tra Maomao e Renshi è il fulcro della storia. La ragazza sembra non accorgersi, o forse non vuole riconoscere, le attenzioni particolari che Renshi le riserva; questo porta a momenti di umorismo, soprattutto quando il giovane funzionario manifesta sbalzi d’umore che divertono lo spettatore.
I servitori di lunga data di Renshi suggeriscono che il loro padrone, una volta fissato su un “giocattolo”, non se ne stanca facilmente, diventando irascibile quando non può averlo. Questo lascia aperta l’interpretazione: si tratta di semplice capriccio o dietro il suo atteggiamento potrebbero nascondere sentimenti più profondi? Solo il prosieguo della storia potrà chiarire questo punto.
Accanto al duo principale, un cast di personaggi secondari ben caratterizzati arricchisce la narrazione, contribuendo alla costruzione di un mondo credibile e affascinante.

Un aspetto peculiare del racconto è il modo in cui Maomao svela le sue deduzioni: spesso, infatti, non le spiga del tutto, lasciando agli alti funzionari di corte – e anche agli spettatori – il compito di trarne le conclusioni. La motivazione è quasi sempre la stessa: una giovane ragazza come lei deve mantenere un profilo basso per non attirare attenzioni indesiderate, e di conseguenza non può permettersi di apparire più intelligente di un nobile o di un funzionario di alto rango. Questa scelta narrativa rende la storia più coinvolgente e stimolante, mantenendo alta l’attenzione e aggiungendo anche un tocco di ironia.

Il passato di Maomao, legato al Padiglione Verde Rame nel Quartiere del Piacere, introduce tematiche legate al sesso trattate con discrezione e allusività. Cresciuta accanto a donne che hanno fatto dell’intrattenimento e del piacere la loro professione, ha acquisito una conoscenza approfondita, seppur principalmente teorica, sull’argomento: il suo interesse è infatti rivolto soprattutto alla cura delle malattie, ma per condurre una buona anamnesi è necessario anche conoscere certi dettagli più piccanti. Questo elemento aggiunge una sfumatura maliziosa alla narrazione, senza mai scadere nell’esplicito, creando anche un efficace contrasto con i momenti più seri legati all’analisi di delitti e misteri.

 

 

L’ambientazione, ispirata all’antica Cina e in particolare al periodo della dinastia Tang (618–907 d.C.), rappresenta uno dei punti di forza della serie, grazie alla cura meticolosa riservata ai dettagli architettonici e agli abiti. La narrazione si sviluppa soprattutto all’interno e nei dintorni della Corte Interna (l’area riservata alle concubine dell’imperatore) e del Quartiere del Piacere, dove misere catapecchie si alternano a edifici sontuosi. Questa contrapposizione visiva sottolinea le profonde disparità sociali tra ricchi e poveri, un tema centrale fin dai primi episodi. L’esperienza di Maomao, rapita e venduta come serva, riflette con chiarezza come le classi meno abbienti fossero prive di diritti e facilmente manipolabili dai più potenti.

La prima stagione dell’anime si compone di 24 episodi, caratterizzati da un ritmo ben bilanciato che mantiene alto l’interesse dello spettatore. La Toho Animation Studio utilizza un classico stile giapponese per la realizzazione dell’anime, con una stupenda gestione dei colori ed una cura, in particolare negli abiti, nelle piante e negli occhi dei personaggi, che stupisce. Pur non essendoci molte scene d’azione, l’animazione risulta molto valida, con picchi di qualità nelle sequenze più intense.
La sigla di apertura è piacevole da vedere, accompagnata da una musica accattivante; quella di chiusura, invece, colpisce più per la componente visiva che per quella musicale. Il resto della colonna sonora, sebbene funzionale, non sempre riesce a mantenere lo stesso livello qualitativo e risulta a volte un po’ anonima.

La prima stagione di Il Monologo Della Speziale si rivela un viaggio intrigante e coinvolgente, che lascia ampio spazio per ulteriori sviluppi nella prossima stagione già in corso di rilascio.

 

Il Monologo Della Speziale – Stagione 1, 2023
Voto: 8
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