Blue Period – Stagione 1: la recensione

Un modo nuovo per avvicinare tutti all’arte della pittura. Sicuramente un mondo che inaspettatamente è molto più complesso e competitivo di quello che possiamo immaginare.

 

 

Quanti di voi si sono mai realmente appassionati all’arte della pittura? Sicuramente tutti noi abbiamo, in un modo o nell’altro, avuto a che fare con l’arte a livello scolastico, ma quanti poi hanno continuato ad approfondire la materia? Candidamente ammetto che con l’arte non ho un rapporto idilliaco, ma ho un mio gusto personale che spesso mi porta a discutere di arte con chi ne capisce di più. Pur restando abbastanza fermo sulle mie posizioni, ho sempre provato a capire il perché di alcune correnti artistiche che non ho mai compreso.

Scartabellando tra le proposte in streaming, mi sono ritrovato tra le mani alcuni prodotti sottotitolati che mi hanno incuriosito. C’è voluto un po’ per convincermi a seguire queste serie, principalmente perché leggere i sottotitoli è stancante, ma in passato ho tratto grande soddisfazione da alcuni prodotti non ancora doppiati e alla fine ho ceduto.

Blue Period è un anime tratto dall’omonimo manga di Tsubasa Yamaguchi. La storia ruota intorno a Yatora Yaguchi, uno studente al suo penultimo anno di liceo. Il ragazzo è un tipo popolare ed eccelle a scuola; il suo carattere lo porta ad essere un perfezionista. Che sia con gli amici o nello studio tende sempre a fare le scelte che lo mettono in buona luce con tutti. Purtroppo questo suo modo di fare ha creato in lui un profondo vuoto interiore ed una crescente frustrazione perché non è riuscito ancora a capire cosa fare della sua vita.

 

 

Per puro caso si ritrova ad ammirare un lavoro di una studentessa del corso d’arte e ne rimane totalmente stregato. Decide impulsivamente di voler dipingere e s’impegna anima e corpo per recuperare tutto il tempo che ha di ritardo rispetto ai suoi compagni. Yatora è un tipo diligente e non ci mette molto ad appropriarsi delle tecniche artistiche che gli vengono insegnate, ma tutto questo non basta. Il ragazzo si rende subito conto che in molte delle sue opere manca qualcosa.

Dubbi e incertezze si accumulano, pesanti come macigni, sulle povere spalle del nostro protagonista che fatica a trovare delle risposte. Il suo percorso di studi, le sue esperienze di vita, i rapporti di amicizia o di rivalità con i suoi nuovi compagni cominciano a tessere una ragnatela di sentimenti, sensazioni ed emozioni che diventeranno la base di partenza per la sua arte.

Il mondo che Yatora comincia a scoprire è molto diverso da quello che lui o noi possiamo immaginare. Tutto si ambienta in Giappone che, per via della sua importante ed ingombrante cultura civica e sociale, è la terra in cui è quasi vitale trovare una strada universitaria che possa concedere una prospettiva futura degna ed onorevole. Quindi non mi stupisco che lo stress e le fatiche degli esami siano esasperate in maniera terrificante, ma al tempo stesso non credo che qui da noi le cose siano poi così diverse da quelle descritte in Blue Period.

La primissima cosa che colpisce di quest’opera è la semplicità con cui viene raccontata l’arte, sia in modo didattico, che in modo visivo. Yatora è una perfetta tavola bianca ed offre all’autore l’opportunità di presentare una vasta gamma di temi a livello artistico, concettuale e psicologico. Tsubasa Yamaguchi riesce magistralmente a raccontare il mondo dell’arte in maniera facile e diretta attraverso gli occhi, i dubbi, i sentimenti e le emozioni del suo protagonista.

 

 

I disegni sono molto interessanti ed hanno una qualità differente a seconda del momento. Quando viene descritta la normale vita di Yatora, la qualità dei disegni non è eccelsa, e anche l’animazione ha delle lacune tangibili. Mentre quando il ragazzo è alle prese con l’arte, sia l’animazione che i disegni acquistano una qualità maggiore. Infine ci sono momenti in cui l’arte è in divenire, in cui le immagini proposte sono solo abbozzi e ombre non definite che servono a mantenere l’attesa sul reale risultato dell’opera.

La sigla è accattivante e ben ritmata e le musiche, in generale, accompagnano bene i momenti importanti della storia.

Sono rimasto davvero soddisfatto di quest’opera che mi ha pazientemente condotto in un territorio a me poco noto; avrei preferito un doppiaggio all’altezza, ma anche l’opera con le voci originali non è poi così male. Ora attendo con grande impazienza che arrivi la seconda stagione che aprirà le porte a qualcosa di più complesso e complicato. Ve lo consiglio? Indubbiamente è un’opera che aiuta tutti coloro che non hanno dimestichezza con l’arte ad avvicinarcisi in modo semplice e diretto.

 

Blue Period – Stagione 1, 2021
Voto: 8
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