Lo sviluppo di Roma: un AAR di Old World – 3

L’ultima parte del nostro AAR: Roma è alle prese con un vicino minaccioso. Riuscirà a sopravvivere o sparirà fra le nebbie del tempo?

 

 

È un momento di cambi al vertice degli imperi confinanti. Seti abdica in Egitto, sostituito dalla regina Benerib, una donna dallo sguardo folle con la quale si genera un immediato incidente diplomatico: è evidente la sua voglia di creare tensioni fra le nostre nazioni nonostante i nostri sforzi di mantenere la pace. Se queste sono le premesse, tanto vale blandirla con l’invio di schiavi… malati: la città di Zau subirà la malattia trasmessa dal nostro “regalo”.

 

 

Anche per gli ittiti è tempo di cambiamenti: il pericoloso Zidanta muore durante un incidente di caccia organizzato dal nostro sicario, le cui trame fortunatamente non vengono scoperte. Gli succede l’odioso Tusuratta, che muore a sua volta poco dopo; a sedere sul trono è Urhi-Teshub, col quale avremo presto a che vedere.

A sud catturiamo gli insediamenti vandali e li trasformiamo in moderne cittadine, mentre greci ed egiziani dichiarano guerra ai traci, l’unica tribù con la quale siamo in pace, ed i babilonesi attaccano gli scizi.
Urhi-Teshub ci mette in un angolo: una sua delegazione ci chiede di abbracciare lo zoroastrismo come religione di stato, ma Roma non vuole essere legata ad una religione particolare. Servilia tiene il punto, e in men che non si dica si giunge alle armi: è guerra!

 

 

Le truppe ittite si avvicinano all’insediamento romano più a nord-ovest, Sirmione; impreparate, le nostre truppe subiscono forti danni e sono costrette alla difensiva.
Il grosso delle nostre truppe è a sud, e non perdiamo tempo per scatenare un’inarrestabile offensiva contro le città ittite del settore, quasi completamente isolate dal resto della madre patria dalla catena montagnosa del Ponto. Samuha e Kanesh cadono rapidamente, e possiamo iniziare a spostare quelle truppe, numerose e pressoché illese, a nord.

 

 

Ma Servilia non è fortunata abbastanza da vedere il frutto delle sue pianificazioni. La giovane regina si ammala gravemente, e muore durante il pieno delle operazioni militari. Come ultimo atto, ha la forza di rifiutare il supporto greco nella nostra guerra contro gli ittiti; in cambio i greci chiedevano importanti concessioni territoriali.
A Servilia succede Decimo, che ancora minorenne prende in mano le redini dell’esercito e guida le truppe all’assalto di Hupisna; ma la realtà è che entrambi gli schieramenti stanno ammassando in quel settore la maggior parte delle loro unità. Il risultato è un lunghissimo e sanguinoso scontro dove il fronte si avvicina pericolosamente a Sirmione, salvo poi estendersi con una strana e fluida conformazione ovest-est, tanto da toccare entrambe le città.

 

 

Mentre nell’estremo nord competiamo (perdendo) con i babilonesi per fondare altre due città, i rinforzi romani ed ittiti convergono sul fronte, costringendo le unità a manovrare ed a combattere sull’ampio fronte.

La follia della regina Benerib si mostra nuovamente quando ci chiede di donarle delle pregiate porcellane o ci dichiarerà guerra; la scelta è ovvia, visto che non siamo pronti ad affrontare una guerra su due fronti e l’esercito egiziano ad est sembra essere massiccio. Ed a dimostrare lo spirito violento di Benerib le truppe egizie entrano nel nostro territorio ma lasciano indisturbati i nostri insediamenti, procedendo indisturbate nell’entroterra ittita ed attaccando le città interne, più sguarnite; per una volta non siamo noi a doverci preoccupare su ogni lato.

 

 

Nel frattempo i combattimenti intorno ad Hupisna si fanno più cruenti; da entrambi i lati i soldati cadono come mosche, ma cominciamo ad avere la meglio anche grazie ad un attacco da sud degli egiziani sulle truppe ittite in avvicinamento. Una volta eliminata ogni resistenza in zona accerchiamo la città.

Ora è solo questione di tempo: con una salda amicizia con i greci e gli ittiti ridotti a semplici comparse, dovremo preoccuparci solo degli egiziani. Ma ormai la strada per la gloria è là di fronte a noi: Roma vincerà!

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