Mercenario: Dal Congo Alle Seychelles – la recensione

In Mercenario la vita di Tullio Moneta: mercenario in Congo negli anni ’60 e tra i protagonisti del colpo di stato nelle Seychelles nel 1981.

 

 

Sanguinario terrorista o salvatore di innocenti? Soldato di ventura, imprenditore, atleta o attore di cinema? Chi è Tullio Moneta? Ecco la vita articolata che gli autori Giorgio Rapanelli ed Ippolito Edmondo Ferrario hanno cercato di portare su carta in Mercenario: Dal Congo Alle Seychelles. La Vera Storia Di “Chifambausiku” Tullio Moneta. La biografia, edita da Ritter nel 2013, riscopre e rivela la vita rocambolesca ed inaspettata di un maceratese trovatosi d’improvviso protagonista di alcune delle vicende africane più drammatiche del secolo scorso.

 

A sinistra: Tullio sul podio al terzo posto. A destra: Tullio il primo a sinistra con mercenari del 5° commando.

 

Tullio Moneta, nato a Fiume nel 1937, ma cresciuto a Macerata, già in gioventù si impegna in numerose attività quali la musica e, in particolare, lo sport; diventa infatti presto un promettente atleta di lancio del disco. Tenta la strada universitaria, ma la vita monotona in Italia gli sta stretta. Avendo dalla sua la capacità di parlare fluentemente inglese e francese trova lavoro in Africa presso un’azienda di import-export francese. Risiede dapprima al Cairo, ma si sposta di frequente avendo modo di esplorare il continente nero e di fare numerose conoscenze. Si avvicina alla caccia ed altre attività formandosi inconsapevolmente in tutti quei campi che gli saranno utili nella sua vita futura. Il destino vuole infatti che un un giorno un amico gli chieda in prestito la macchina per raggiungere il Sud Sudan; Tullio si offre di accompagnarlo lui stesso. Da questa avventura nel cuore dell’Africa conosce i mercenari di “Mad” Mike Hoare, comandante del 5° commando delle “Oche selvagge” (5th command of “The Wilde Geese”). Le capacità di Tullio non passano inosservate: atletico, abile con le armi e soprattutto capace di parlare tre lingue; gli offrono la possibilità di unirsi a loro e Tullio non se la fa scappare. Ecco l’inizio della sua carriera da mercenario.

 

A sinistra: Truppe dell’ANC – In alto: Col basco è “Mad” Mike Hoare che scorta con i suoi uomini dei civili in fuga – In basso: mercenari in camionetta

 

Ma chi sono quei mercenari e cosa fanno in Congo? Nel 1964 scoppia nel Paese una cruenta guerra civile tra il governo post-coloniale legalmente insediatosi e i Simba (rivoluzionari maoisti capeggiati da Pierre Mulele e supportati economicamente e materialmente da paesi del blocco comunista, in particolare Cuba e Cina). Sia l’esercito regolare che le truppe dell’ONU non riescono a frenare i massacri che vedevano migliaia di vittime, in particolare tra bianchi e cristiani (saranno tra le 100.000 e le 200.000 i morti alla fine dei disordini); il governo si affida quindi a truppe mercenarie che, con un millesimo degli effettivi rispetto ai regolari, riescono a battersi e vincere migliaia di simba.

I mercenari del 5° commando di Mike Hoare sono principalmente anglosassoni provenienti da vari paesi africani quali il Sud Africa o la Rodesia (attuale Zimbabwe), mentre nel 6° commando guidato da Bob Denard vi sono i latini, quindi spagnoli, italiani, greci ma anche tedeschi e italo-sudafricani (italiani o figli di italiani che hanno scontato la prigionia durante la seconda guerra mondiale nei campi inglesi in Sud Africa e rimasti lì). Molti di questi sono in cerca di avventura ma moltissimi altri sono reduci da battaglie perdute: ex Legionari francesi sopravvissuti alla battaglia di Dien Bien Phu o vinti di guerre passate; italiani o tedeschi rifiutati in patria, senza più radici e con un passato da dimenticare. Questi uomini dai trascorsi così diversi sono uniti dalla malinconia per una vita perduta e dal comune desiderio di voltare pagina, oltre che dalla remota possibilità di ricchezza. Generalmente la vita del mercenario è in sostanza amara e solitaria come ricorda una canzone, Il Mercenario Di Lucera, scritta da Pino Caruso de Il Bagaglino ispirandosi appunto alle vicende del Congo. La canzone negli anni è entrata nel repertorio dell’estrema destra, ma resta una commovente poesia oltre che la migliore rappresentazione dell’animo del soldato di ventura, la sua versione è inoltre la più delicata.

 

Le riprese sono tratte dal capolavoro di Gualtiero Jacopetti e Franco Prosperi, Africa Addio, e secondo Tullio Moneta inquadrano truppe del 6° commando di Bob Denard in situazioni di posa. Invece la canzone in sottofondo, non presente nel film, è appunto Il Mercenario Di Lucera, forse interpretata dalla Compagnia dell’Anello.

 

Dal testo apprendiamo non solo molti aspetti della vita di Tullio, ricca di vicende assai diverse, ma molte tecniche, in certi casi anche ben definite, di come si combatteva e rispondeva alla guerra di guerriglia all’epoca: dalle manovre applicate in movimento nella vegetazione all’esecuzione delle battaglie in campo aperto. Dai racconti si denota l’alta sfida che questi uomini dovevano sostenere; per quanto ben addestrati e ben armati i mercenari contavano di appena 250-300 uomini e combattevano quasi esclusivamente da soli in piccoli gruppi, poiché affidarsi alle truppe dell’Armée Nationale Congolaise (ANC) significava avere a che fare con truppe generalmente inaffidabili, poco addestrate e che spesso ingaggiavano in fuoco amico gli stessi mercenari. In combattimento erano ben più valorosi e temibili i Simba che avanzavano drogati e incuranti dei colpi al grido di “mai Mulele” (ossia che, in swahili, affidandosi alla loro guida Pierre Mulele i proiettili si sarebbero trasformati in acqua). I Simba godevano inoltre di consiglieri militari stranieri ed anch’essi di mercenari, come i letali cecchini cubani castristi.

 

 

Se in Mercenario ci si addentra affondo nelle vicende del Congo, scopriamo molto anche delle “altre vite” di Tullio in Sud Africa, come della carriera da attore e consulente militare. Partecipa a 26 pellicole anche come attore protagonista, ma è noto principalmente per aver assistito le riprese come consulente insieme a Mike Hoare ne I 4 Dell’Oca Selvaggia, film del 1978 con Richard Burton e Roger Moore ispirato proprio al 5° commando ed al suo comandante.

Ancora di maggiore interesse è scoprire della sua partecipazione al golpe delle Seychelles nel 1981: dopo che alle Seychelles con un colpo di Stato si insedia un governo filo-comunista, il governo sudafricano e la CIA scelgono Mike Hoare per organizzare un ulteriore golpe che restauri il precedente governo segregazionista e filo-occidentale. Per l’operazione Mike Hoare vuole ad ogni costo il supporto di Tullio Moneta che diviene infatti suo secondo nell’operazione; entrambi prendono parte attiva nell’operazione. Senza andare nei dettagli, grazie all’occasione offerta dal libro, Tullio rilascia numerose rivelazioni esclusive che in diversi casi cambiano la comune narrazione dell’accaduto.

In seguito Tullio sconta un breve periodo di prigionia e trascorre il resto della vita impiegandosi in consulenze militari e lavorando come agente per i servizi d’informazione sudafricani. Vive lunghi anni in Sud Africa, tra Johannesburg e Durban, tornando in Italia solo di recente; si trasferisce infatti a Macerata nel 2013 e lì, Tullio Moneta, ci lascia il 31 marzo 2022.

 

Colonna mercenaria in Congo. Evidente la comune dotazione d’ordinanza: fucili da battaglia FAL e la mitragliatrice media MAG.

 

Il testo è molto breve e, seppur valido ed interessante, purtroppo non colpisce certo per la forma che risulta molto colloquiale. Talune volte gli autori si perdono raccontando vicende personali (legate lontanamente ai fatti narrati) senza che si capisca quali degli autori stia scrivendo. Certe volte si danno per assodate nozioni di ambito militare o geopolitico dell’epoca non così note, mentre altre volte ci si addentra in minuziose, quanto superflue, descrizioni di materiale bellico.

Si nota inoltre, ma ciò non è necessariamente un male, come l’opera sia il frutto di lunghe interviste dal momento che la narrazione non segue sempre un ordine cronologico, ma ogni capitolo narra una vicenda a sé. È evidente che anche per lo stesso Tullio sia stato difficile dare ordine a tanti eventi, spesso marginali, avvenuti così tanti anni prima.
Ciononostante il testo cattura sia per via del tema affascinante, dato dalla figura del “soldato di ventura”, sia perché di cose Tullio ne ha viste parecchie; la sua è stata davvero una vita irripetibile.

 

Mercenario: Dal Congo Alle Seychelles, La Vera Storia Di “Chifambausiku” Tullio Moneta (2013)
Voto: 6,5
Per condividere questo articolo: