Conway – Disappearance At Dahlia View: la recensione

Parzialmente ispirato ad uno dei capolavori di Hitchcock, Conway è una buona avventura investigativa ambientata in una Londra degli anni ’50.

 

 

Nell’ultimo decennio, il panorama delle avventure grafiche è stato rivoluzionato da giochi come The Walking Dead e The Wolf Among Us; titoli che focalizzano la loro attenzione sulla narrazione e che limitano l’interazione con il mondo di gioco. Conway – Disappearance At Dahlia View ha il merito di prendere quell’approccio grafico e reinserire uno stile di gioco più tradizionale ed adatto alle avventure.

Ci troviamo in una Londra fumosa e stantia, in pieni anni ’50, quando ancora le ricadute della seconda guerra mondiale si fanno sentire sulla popolazione inglese. Il nostro alter ego è Robert Conway, ex investigatore privato oggi costretto sulla carrozzina. La sua disabilità non lo fermerà dall’investigare sulla scomparsa di una bambina, permettendoci di scoprire impensabili retroscena degli abitanti del condominio.

 

 

Conway – Disappearance At Dahlia View è un buon gioco ma che va preso con le pinze. I suoi ritmi sono molto lenti, ci sono lunghe sequenze dialogate, e le stesse fasi di ricerca di indizi e prove sono oggettivamente molto compassate. Questo non è affatto un male, ma chi si aspetta azione ed adrenalina (nel contesto di un’avventura), rimarrà deluso. Da questo punto di vista il gioco è più simile a Syberia o per certi versi a Broken Sword – Shadow Of The Templars, anche se sicuramente più snello e fluido (specialmente riferito a Syberia).

Il gameplay unisce tre fasi investigative per ogni sospetto: la prima è una ricognizione fotografica effettuata dall’interno dell’appartamento di Conway; la seconda è un sopralluogo sulle abitazioni dei possibili colpevoli; ed infine un momento dedicato all’analisi delle prove raccolte, dove cercheremo di mettere insieme con deduzioni logiche quanto raccolto.

 

 

L’insieme è ben costruito, e il gioco fila via piuttosto bene. Ci sono alcuni momenti poco realistici, come quando si abbandona una casa dopo averla messa a soqquadro senza che i proprietari si accorgano di nulla, o alcuni collegamenti di prove che sembrano forzati, ma complessivamente non ci sono segnalazioni rilevanti da riportare in tal senso.
Rivedibili, invece, alcune inquadrature della camera: in taluni casi non segue adeguatamente il nostro personaggio quando esce dall’inquadratura o si porta ai limiti del visibile; ma anche quando ci siamo trovati fuori schermo o parzialmente bloccati, abbiamo sempre trovato un modo per rientrare nella zona visibile.

 

 

L’unico problema tecnico rilevante di Conway – Disappearance At Black Dahlia è riferibile ad alcuni bug che prevengono alcuni eventi dall’accadere. Ad esempio, durante l’esplorazione del pub, non abbiamo avuto modo di ricevere una telefonata senza la quale non si può procedere nel gioco; dopo essere impazziti nel riesplorare più volte l’ambiente, abbiamo risolto chiudendo il gioco e ricaricando il salvataggio. La telefonata è arrivata immediatamente.
Questa situazione ci è successa almeno un paio di volte durante la partita, ed abbiamo sempre risolto allo stesso modo; quindi nulla di bloccante, ma sicuramente è un segno del fatto che il processo di quality assurance del gioco non è stato adeguato.

 

 

A questo aspetto si lega il sistema di salvataggio del gioco: non possiamo decidere quando salvare la partita in corso e non sappiamo nemmeno quando questo avvenga. Ricaricare una partita (per il motivo di cui sopra o semplicemente dopo aver preso una pausa) significa rientrare in una situazione che non è mai esattamente quella che abbiamo lasciato. In alcuni casi abbiamo dovuto rivedere alcuni dialoghi nemmeno brevissimi, mentre in altri abbiamo dovuto riesplorare zone già visitate perchè lo status di cassetti ed armadi viene ripristinato ad ogni caricamento (anche se gli oggetti raccolti ci restano nell’inventario. Ad ogni modo si tratta di problemi arginabili e sui quali il team di sviluppo sta attivamente lavorando: in questi giorni c’è un rilascio quasi quotidiano di piccole patch per sistemare i problemi, quindi immaginiamo che a breve il gioco raggiunga una stabilità più che adeguata.

 

 

La nostra esperienza con Conway – Disappearance At Dahlia View è stata sicuramente positiva; il gioco, pur non essendo fra quelli più difficili, richiede attenzione e costanza. Per poter avanzare alle fasi successive del gioco occorre ottenere tutti gli indizi e gli oggetti previsti, e la cosa è raramente noiosa o frustrante. Il paragone non può che non andare a L.A. Noire, altro gioco investigativo con tutt’altro budget; in questo caso le investigazioni sono più ristrette e lineari.

Una vera chiccha di Conway sono le animazioni facciali e delle mani. C’è una espressività che ho raramente incontrato in un videogioco, capace di trasmettere una sensazione di realismo davvero ottima. Anche il doppiaggio è un punto di forza: il forte accento inglese dei personaggi è adattissimo alla storia e conferisce calore ad una atmosfera rilassata che pervade l’intero gioco.

 

 

 

Ultima nota: sebbene il gioco non capitoli del tutto alla moda di riscrivere la storia per compiacere i fanatici dell’inclusività, su 8 personaggi ce ne sono due sicuramente fuori posto: i matrimoni interrazziali all’epoca erano una rarità (l’1%, stando alle stime ufficiali) e i poliziotti donna avevano compiti limitati e separati da quelli dei colleghi maschi. Insomma, una strizzata d’occhio all’antistoricità anche se non c’è nulla che risulti stucchevole o fastidioso.

In conclusione, Conway – Disappearance At Dahlia View è un gioco sicuramente consigliato per chi apprezza le avventure dai ritmi meno frenetici ma ricchi di atmosfera.

 

PRO:

  • Espressioni facciali ottime
  • Atmosfera ben riprodotta
  • Doppiaggio ben realizzato

CONTRO:

  • Investigazioni un pelo troppo lineari
  • Qualche fastidioso bug di troppo
  • Le inquadrature non sono sempre perfette

 

Conway – Disappearance At Dahlia View, 2021
Voto: 7
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