Mobile Suit Gundam GquuuuuuX: la recensione

E se Zeon avesse vinto? Mobile Suit Gundam GQuuuuuuX riscrive la storia classica con audacia, offrendo una sorprendente alternativa all’universo che conosciamo.

 

 

Mobile Suit Gundam GQuuuuuuX è l’ultimo anime ispirato al mitico robot degli anni ottanta. Pur non essendo ambientato nell’universo narrativo dell’Universal Century, ovvero quello creato oltre quarant’anni fa dal maestro Yoshiyuki Tomino, intrattiene con esso un legame profondo e affascinante. Questa particolare sinergia tra passato e presente è probabilmente uno dei punti di forza più evidenti della serie: osservare, confrontare e spesso sovrapporre eventi e personaggi delle due storie diventa un esercizio stimolante per gli appassionati di lunga data, ma anche un modo originale per rinnovare la formula della saga senza rinnegarne l’essenza. È un gioco di specchi ben congegnato, che riesce a intrattenere e a incuriosire fin dai primi episodi.

La storia si svolge in un universo alternativo, nel quale il Principato di Zeon ha vinto la Guerra Di Un Anno. In questo contesto distorto, seguiamo le vicende di Amate Yuzuriha, una giovane studentessa di una colonia orbitale che, dopo l’incontro con una misteriosa ragazza rifugiata di nome Nyaan, si ritrova coinvolta in un sistema clandestino di duelli tra mobile suit noti come Clan Battles. Dietro questo sistema si cela un gioco politico ben più ampio. Amate finisce per pilotare un prototipo avanzatissimo chiamato GQuuuuuuX, dotato del sistema Omega Psycommu, che la rende il centro di interesse di militari, politici e ribelli.

Uno degli aspetti più curiosi della produzione è la presenza di autori che hanno lavorato su Neon Genesis Evangelion: la regia è firmata da Kazuya Tsurumaki, mentre tra gli sceneggiatori e i disegnatori dei mezzi figurano Yōji Enokido e Hideaki Anno. Inevitabile, quindi, la presenza di richiami, sia visivi che tematici, all’epopea degli Eva. Fortunatamente questi riferimenti non risultano invadenti; sono piuttosto elementi armonici che arricchiscono la narrazione con sottotesti psicologici, simbolismi e una regia spesso audace ma ben dosata.

 

 

È giusto sottolineare che non è necessario conoscere in profondità la serie originale del Gundam di Amuro per seguire GQuuuuuuX. I tredici episodi offrono abbastanza informazioni per orientarsi nella nuova linea temporale, sebbene la conoscenza pregressa dell’universo Gundam permetta di cogliere numerosi dettagli nascosti e parallelismi narrativi interessanti. In ogni caso si tratta di una serie accessibile, anche se richiede un minimo di attenzione per seguire i molteplici livelli di racconto che si rivelano solo con il passare degli episodi.

Alcuni personaggi storici fanno la loro comparsa in versione rielaborata: Char Aznable, Kycilia Zabi e Lalah Sune conservano il loro spirito originario adattandosi alla nuova situazione; purtroppo qualche piccola forzatura è inevitabile, ma nulla che comprometta l’armonia generale del racconto. I nuovi personaggi, invece, colpiscono per freschezza, caratterizzazione studiata e vivacità: le protagoniste in particolare risultano ben costruite, con sogni, conflitti interiori e fragilità che le rendono credibili e coinvolgenti. Infine, le dinamiche sentimentali e adolescenziali, che sono una buona ossatura per motivare alcune scelte, sono inserite con discrezione e regalano momenti più leggeri.

La serie riesce a bilanciare bene azione e introspezione: il conflitto tra Terrestri e Spazianoidi si intreccia con giochi di potere e complessità politiche che fanno eco alla serie classica, pur adattandole al nuovo contesto narrativo. L’universo di GQuuuuuuX è vivido, drammatico e stratificato, e questo lo rende interessante anche per chi cerca una narrazione più matura.

 

 

Sul piano tecnico, il lavoro dello studio Khara, in collaborazione con Sunrise, è eccellente. Le animazioni sono fluide, ricche di dettagli e sempre coerenti con il tono della scena. I combattimenti tra mecha sono spettacolari, e alcuni elementi di design (come i serbatoi d’aria integrati nelle gambe per simulare la mobilità nello spazio) rappresentano soluzioni ingegnose che donano realismo all’azione. La caratterizzazione grafica dei personaggi di Take e il disegno dei mobile suit di Ikuto Yamashita danno ulteriore personalità al prodotto, con uno stile riconoscibile ma innovativo.

In conclusione, Mobile Suit Gundam GQuuuuuuX è una serie che riesce a coniugare con intelligenza la nostalgia dell’Universal Century, i richiami a Evangelion e un pizzico di sperimentazione da multiverso. Il risultato è un prodotto coeso, moderno e ben costruito, che non punta solo a conquistare il pubblico più giovane, come accadeva con Mobile Suit Gundam: The Witch from Mercury, ma che si rivolge a un pubblico più ampio, con una trama solida, una regia ispirata, ottimi personaggi e un finale all’altezza delle aspettative.

Mobile Suit Gundam GquuuuuuX, 2025
Voto: 7,5
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