Prime impressioni: Gli Infallibili

Leo Ortolani presenta una nuova storia basata sulla sua passione per cinema e serie TV, con un Rat-Man senza orecchie a farla da padrone.

 

 

Rat-Man è sicuramente il personaggio più iconico partorito dalla mente del talentuoso fumettista italiano Leonardo Ortolani, detto Leo. Sin dalla sua prima apparizione avvenuta nel 1997, il famoso supereroe generato dalla fusione di Topolino e Batman ha conquistato il pubblico per le sue folli avventure e per il suo demenziale modo di approcciarsi al mondo. L’autore pisano ha poi cercato di raccontare qualcosa di diverso, partendo a volte da alcuni spunti nati durante i venti anni della pubblicazione di Rat-Man e a volte dalla sua passione sfrenata per il cinema e le serie TV, però senza mai cambiare le caratteristiche che lo hanno resto famoso.

Leo ruba lo spunto e l’ambientazione dalle serie televisive inglesi degli anni ottanta, e prepara un mondo in cui l’agenzia segreta de Gli Infallibili è pronta ad intervenire ed investigare su casi particolarmente scomodi. L’agente London, il protagonista di questa vicenda, viene convocato da Madre, il capo della sua organizzazione, che gli affida una nuova missione; ad affiancarlo ci sarà un nuovo collega: la signora Paul, un agente in transizione sessuale. L’agenzia infatti ha decretato che ci vuole un cambiamento radicale per ridimensionare il sistema esageratamente maschile che si respira in questo lavoro; inizia così l’indagine su una serie di omicidi che sembrano essere connessi con delle bambole dell’amore, giocattoli sessuali di ultima generazione.

Il primo periodo di Rat-Man è stato meraviglioso, ma anche le opere più recenti come Bedelia e Cinzia sono memorabili e dimostrano la grande crescita di un artista che matura con il tempo. Ora Leo Ortolani torna a proporre una miniserie a fumetti, una storia breve composta da soli sei volumi, che prova a ricalcare il successo della sua opera più conosciuta, ripercorrendo in parte i sentieri battuti con il suo demenziale supereroe.

 

 

Per tutti coloro che conoscono il lavoro del fumettista pisano, appare evidente che ci troviamo al cospetto di una proposta non particolarmente originale, in cui però ritroviamo la stessa demenziale ironia e la stessa incredibile capacità di trattare temi spinosi senza risultare offensivo. La partenza di questa avventura, che è comunque ricca di sequenze divertenti alla Leo Ortolani, non è purtroppo particolarmente scoppiettante; questo però non deve abbattere i lettori, visto che siamo proprio all’inizio di un’indagine all’apparenza piena d’intrighi e macchinazioni.

Permettetemi di dire che, leggendo il primo volume de Gli Infallibili, ho provato un pizzico di delusione perché mi aspettavo di trovare una caratterizzazione dei personaggi più matura e simile a quella apparsa in Bedelia e in Cinzia; invece ho trovato personaggi indubbiamente iconici e rodati, ma con ormai qualche anno sulle spalle. La storia, che è sicuramente ispirata alla serie britannica Agente Speciale, scorre lineare pur lasciando il lettore con una certa dose di domande irrisolte.

Nonostante questo, i fan di lunga data troveranno un gusto nostalgico nelle pagine di questo fumetto. Chi invece non conosce l’autore si troverà investito in pieno dall’ironia e dalla demenziale caratterizzazione che Leo Ortolani infonde in generale nelle sue opere; per dare un giudizio completo occorrerà aspettare la conclusione dell’opera.

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