Hajime no Ippo, il ritiro?

Ippo ha appeso i guantoni al chiodo ma il manga è tutt’altro che finto: l’autore ci sta regalando un nuovo modo di vedere e vivere la boxe.

 

Ebbene sì, pare che Ippo, dopo il suo ultimo combattimento, abbia deciso di ritirarsi. Gli ultimi capitoli di quest’opera mi hanno letteralmente fatto tremare. Immaginate il giovane e fortissimo Ippo alle prese con una malattia pugilistica causata dei troppi cazzotti presi in faccia. Una svolta totalmente inaspettata, poiché il nostro protagonista è giovane ed ancora ben lontano da sfidare il campione mondiale. Sinceramente sono rimasto spiazzato ma fiducioso che il racconto su Ippo possa regalarci ancora tanti aspetti importanti sul pugilato anche dopo il ritiro del nostro campione.

Sono ancora qui a chiedermi come diavolo possa essere successo, ma i fatti parlano chiaro: il giovane pugile ha deciso di appendere i guantoni al chiodo. Lo stress causato dagli ultimi combattimenti e la sua condizione celebrale data dalla preoccupante malattia chiamata “demenza pugilistica”, sono stati la causa scatenante del ritiro. Ora però Ippo sembra essere più tranquillo e più concentrato sul suo obiettivo di vivere una vita lontano dalla box. Ci riuscirà? Credo proprio di no. Intanto, s’infittiscono le storie sentimentali e tutte le donne che ronzano intorno a Ippo si presentano alla sua porta.

 

 

Il richiamo della box è troppo forte, ma la sua promessa di non mettere più piede sul ring è come un monolito che si staglia davanti a lui. Il dilemma interiore che vive il nostro Ippo è molto interessante e viene gestito a piccoli passi dall’autore, che è bravo a farci capire tutte le piccole sfaccettature e le sensazioni che circondano l’ex pugile. Ma Ippo è nato per la box ed è un ragazzo gentile e altruista, spesso anche un po’ troppo ingenuo, tanto da cadere nella trappola che il suo vice allenatore ha cominciato a tessere intorno a lui.

Inizia una nuova fase per Ippo, essere un secondo a bordo ring; questo ovviamente riavvicinerà sicuramente il giovane alla box, probabilmente non come avrebbe fatto se fosse stato un pugile, ma questo apre tutta una serie di possibili scenari futuri che mi spingono ad applaudire l’autore per la pensata geniale. Mi appresto a leggere i prossimi capitoli con la speranza di assistere a tutto quel mondo intorno al ring che fino ad ora ho solo potuto apprezzare in modo riflesso. Ammiro la scelta dell’autore di Hajime no Ippo nel voler non solo raccontare la vita di un pugile, ma di voler descrivere la vita nel pugilato stesso. Il bellissimo rapporto tra allenatore e pugile, la complicità dei compagni di palestra e la rivalità che nasce dopo aver incrociato i guantoni hanno invaso fino ad ora le pagine di questo lavoro. Ora si passa a qualcosa di nuovo, vedere il mondo dal bordo del ring, capire e carpire le sensazioni ed i momenti di un incontro dal di fuori e non solo più da sopra il tappeto.

 

 

Amo Hajime no Ippo e amo ancora di più come l’autore George Morikawa riesca sempre di più a calare il lettore in un mondo meraviglioso. La scelta di far ritirare Ippo mi era sembrata la fine dell’opera, invece è solo una parentesi, in attesa di assistere ad altre nuove sfide in versione differente da quella che abbiamo visto fino ad ora. Incredibilmente questa nuova esperienza potrebbe ricondurre nel ring il nostro pugile, potrebbe farlo decidere di riprovare ad indossare i guanti e a cimentarsi nuovamente nel pugilato vero ma con un’esperienza accumulata oltre le corde che porterebbero il nostro giovane talento ad una maturazione importantissima.

E’ impossibile prevedere cosa ci aspetti nel futuro di del racconto scritto da George Morikawa, ma la cosa che posso dirvi è che sorprendentemente Hajime no Ippo si sta rilanciando in modi e maniere inimmaginabili!