Sono Lillo 2: la recensione

Posaman ci ha stancato? Ce lo dirà la seconda stagione della serie di Lillo, che sfodera un cast pazzesco e voglia di sperimentare.

 

Sono Lillo 2 recensione

 

Sembra strano che si parli di sperimentazione per una serie di sei episodi tutti incentrati sulla comicità italiana leggera e, più specificatamente, sul personaggio di Posaman (che ha un po’ rotto), eppure il regista Eros Puglielli riesce ad elevare la risata ad una nuova modalità di fruizione. Non fraintendiamo, il becero è dietro la porta con battute da quinta elementare e una musica da prodottino italiano tra Vivere e Don Matteo. Pasquale Petrolo, poi, è imbarazzante nel suo essere sempre identico a sé stesso: movenze e mimica facciale reiterate con ostinata cocciutaggine dai primi concerti dei Latte E I Suoi Derivati. La mancanza di crescita artistica l’aveva già manifestata nel mediocre Grosso Guaio All’Esquilino ma in questa uscita è resa ancor più evidente dal confronto col talento dei colleghi di cast, tutti bravissimi. Ciononostante la struttura del prodotto è innovativa e la trama, nella sua semplicità, è persino moderna.

Si prosegue l’indovinata scelta, infatti, di usare un espediente narrativo per far esibire un comico a puntata in un breve monologo. Uno spettacolo nello spettacolo alla Inception con nomi come Maccio Capatonda, Nino Frassica, Max Angioni, Brenda Lodigiani, Herbert Ballerina, Giovanni Vernia e Yoko Yamada. Tutti cavalli di razza che, come abbiamo anticipato, alzano l’asticella di Sono Lillo 2 ed offrono un intrattenimento diverso dalla solita storiella lineare.

 

Sono Lillo 2 recensione

 

Tutto inzuppato di cultura nerd, perché si parla di multiverso e di altri possibili Lillo, ma anche di imprenditori improbabili che si gettano nel mondo dell’informazione senza averne cultura e contezza (tanto che a qualche arrogante magnate italiano che spesso si mostra sui social saranno fischiate le orecchie). Al pubblico invece si piegano le labbra in sorrisi e qualche sospiro di stupore per quei due-tre colpi di scena ben ideati. La chicca è la presenza del Mago Silvan nel ruolo di sé stesso… quasi sontuoso.

Considerando che Sermonti è il solito caciarone e Guzzanti gigionesca citando Sordi e Verdone, il mix è di alti e bassi. Nulla che vi impedisca di vederlo trascorrendo qualche ora piacevole sul divano, ma nulla che vi faccia saltare in piedi sul suddetto divano per gridare al miracolo.

 

Sono Lillo 2 recensione

 

Resta però una speranza neanche troppo sopita: che questo prodotto di Prime Video sia il canto del cigno definitivo (e definito) del personaggio di Posaman. Neanche Gabrielle Cirilli col suo Psy ci aveva sbombardato gli zebedei per così tanto tempo. Un conto è un cavallo di battaglia, un altro è l’incancrenimento artistico; se l’attore romano mai dovesse tornare a proporci la questione, risponderemo tutti in coro come il Grande Capo Estiqaatsi del suo collega Greg. Patti chiari carriera lunga.

 

Sono Lillo 2, 2024
Voto: 7
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