Spintires: l’infinita e caotica storia di un gioco sadico e maledetto

Più che una commedia è una farsa: la vita e la scomparsa di Spintires sono degne di una folle rappresentazione teatrale. Rigorosamente russa.

 

 

Chi di voi non ha mai visto su Youtube qualche video di russi fare cose assurde, stupide o pericolosissime? Qualcuno potrà dire che si tratta solo di stereotipi, ma quella sembra essere la natura del popolo, e la storia di Spintires sembra essere la consacrazione di quei pazzi scriteriati.

La nostra storia inizia nel 2013. Spintires viene presentato su Kickstarter, mostrando da subito la sua vera anima: un gioco duro per gente tenace. Si tratta di guidare dei camion in territori fangosi e paludosi, dove riuscire ad arrivare alla destinazione prefissata è una vera impresa. La cosa piace, il gioco raccoglie oltre 80000 dollari ed in breve sbarca su Steam, vendendo oltre 100000 copie.

Spintires guadagna visibilità e se ne parla moltissimo; e il suo fascino di gioco misterioso e peculiare non fa che accrescerne l’alone di mistero. Spintires si rivela un boccone ostico da masticare praticamente per tutti, ma questo crea una base di giocatori estremamente attaccati al gioco al punto da sfiorare il fanatismo.

 

 

Eppure è evidente come il gioco viva una doppia vita.

Da un lato Spintires presenta una magnifica rappresentazione di territori che colgono in pieno la natura della steppa russa, con boschi, paludi e territori che nella vita vera solo i camionisti più folli accettano di attraversare. C’è un’eccezionale resa del fango, con la terra molliccia che si deforma sotto il peso del nostro camion e va a formare dei solchi profondi e credibili al nostro passaggio. I boschi sono al tempo stesso degli ostacoli naturali ed una risorsa per procedere anche sui terreni dove non riusciamo a far presa nemmeno con gli pneumatici speciali, grazie all’uso del verricello ancorato di volta in volta ad alberi diversi o al camion di qualche nostro amico entrato in partita esclusivamente per salvarci da qualche situazione disperata. La realizzazione dell’acqua è incredibile sia per resa visiva che per gli effetti sulla nostra guida, e ad oggi è probabilmente la migliore che esista in un software che non sia dedicato esclusivamente allo studio della fluidodinamica.

 

 

Dall’altro, Spintires è il compendio di come rendere misera ed infelice la vita dei giocatori. Non esiste nessun tutorial, solo una succinta ed inageduata paginetta che funge da guida per spiegare come funziona il gioco. Non una parola sul funzionamento delle gru, su cosa servano i vari componenti opzionali da montare sui camion, su come sbloccare garage e aree visitabili, su come completare gli obiettivi. Nulla. L’interfaccia è inutilmente e “sovieticamente” mal progettata, con funzioni nascoste che impediscono di guidare e contestualmente gestire per esempio il verricello (a meno di non fare contorsioni). Molti controller non vengono riconosciuti (solo in seguito arriverà un supporto parziale, ma che a tutt’oggi non permette l’uso di diversi comandi), e la gestione della mappa e della navigazione è spartana al punto da essere quasi fastidiosa.

Ma nonostante questo, Spintires piace, attira, calamita i giocatori: è l’equivalente di una ragazza non bella ma piena di charme capace di stregarci, per la quale proviamo un’attrazione folle ma che è completamente lunatica, intrattabile ed irritante. Insomma, una stronza.

 

 

Spintires diventa immediatamente un gioco cult, ma dietro le quinte si annida una di quelle storie incredibili solo a pensarci. Appena l’anno seguente alla pubblicazione del gioco, lo sviluppatore e il publisher iniziano a lanciarsi strali ed accuse pesantissime; lo sviluppatore asserisce di non essere stato pagato dal publisher, che d’altro canto ribalta completamente l’accusa, indicando come tutte le condizioni contrattuali siano state rispettate. Il risultato è che il gioco non viene aggiornato, i pesanti bug presenti non vengono sistemati, incluso il sistema di salvataggio, completamente non funzionante.

Nel 2015 lo sviluppatore viene accusato di aver sabotato il codice subito prima di aver preso una nuova strada (Mudrunner e Snowrunner vi dicono nulla?), accuse che non possono però essere provate. Il publisher inizia a supportare direttamente il gioco, sistemando lentamente (molto lentamente) alcuni ma non tutti i bug e producendo dei DLC con mappe aggiuntive. Ma il caos non termina qui.

 

 

In seguito ad una segnalazione, Steam nel 2019 rimuove il gioco dal suo store per via di un possibile infrangimento di copyright. Sebbene le accuse si dimostreranno non supportate da materiale legale, ci vorranno mesi prima che Spintires torni in vendita. E mentre le valutazioni su Mudrunner lo impongono come il nuovo gioco di riferimento del settore, Spintires vive in un limbo senza fine.

Ed infatti la cosa si ripete sul finire del 2020; Spintires sparisce di nuovo dagli store online, questa volta senza una riga di commento da parte del publisher. Apparentemente c’è una disputa in corso fra il publisher di Spintires e quello di Mudrunner in merito alla proprietà intellettuale, e la sparizione di Spintires potrebbe esserne il risultato.

Ad oggi, il futuro di Spintires sembra essere segnato. Non ci saranno aggiornamenti, e tutte le odiose legnosità che lo pervadono sono destinate a restare. E sebbene sia un gioco dalle potenzialità clamorose, riuscire ad interfacciarcisi è veramente un’impresa. Personalmente, ogni mia sessione di gioco si è sempre conclusa con un “ebbastastogiocodemmerdamavaffanculooooohhh”; eppure Spintires è sempre là, installato sul mio hard disk, pronto ad essere sfidato una nuova volta ed a riempirmi di schiaffi esattamente un minuto dopo averlo lanciato.

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