Dalla Vistola all’Oder: 12-30 Gennaio 1945

Il 12 Gennaio 1945 i sovietici lanciano una massiccia offensiva verso il cuore della Polonia occupata, fermandosi a meno di cento chilometri da Berlino.

 

 

L’incredibile successo dell’Operazione Bagration condotta dall’Armata Rossa nell’estate del 1944 nei territori della Bielorussia e della Polonia orientale, ha forzato i tedeschi ad una repentina riorganizzazione delle proprie forze. Il Gruppo Armate Centro letteralmente si disgrega sotto i poderosi colpi dei sovietici, i quali riescono a penetrare per diverse centinaia di chilometri prima di fermarsi, ricordando da vicino le incursioni degli eserciti dell’Asse di soli tre anni prima. Nelle fasi finali di questa grande operazione, i sovietici e i combattenti comunisti polacchi riescono a stabilire due principali teste di ponte a ovest del fiume Vistola, che per tutto il successivo autunno usano come base di accumulo di mezzi e uomini in vista di una nuova offensiva.

I rapporti degli ufficiali tedeschi allarmano Berlino: i sovietici aumentano la propria superiorità numerica di giorno in giorno, sfiorando, secondo loro, un rapporto di 3:1; Hitler però è incredulo se non proprio scettico. A difendere la linea Vistola troviamo il Gruppo Armate A, alle dipendenze del Gen. Harpe e composto dalla 9° Armata nel settore della capitale Varsavia, la 4° Armata Panzer in posizione vicina al saliente di Baranow e la 17° Armata che si posiziona nel settore più meridionale della linea difensiva. Il totale delle forze tedesche ammonta a non più di 400-450.000 uomini e circa un migliaio di carri. Quello che i tedeschi ancora non sanno è che il rapporto di superiorità sovietica è di 5 a 1. Konev e Zukhov, i quali guidano rispettivamente il 1° Fronte Ucraino e il 1° Fronte Bielorusso, riescono a richiamare nella zona più di 160 divisioni (per un totale di 2.2 milioni di uomini) e quasi 5000 carri, oltre a migliaia di pezzi di artiglieria.

 

 

Il 12 Gennaio 1945, poco prima dell’alba, i sovietici scatenano un inferno di fuoco, dando inizio all’offensiva. Il Fronte Ucraino apre le danze con un intenso bombardamento sulle posizioni della 4° Armata Panzer, proprio dal temuto saliente di Baranow. Le forze di Konev e Zukhov vengono impegnate e tenute impegnate nelle loro posizioni per qualche giorno prima di rompere le difese e dilagare nei territori della Polonia occidentale. Il 17 Gennaio, a cinque giorni dall’inizio dell’offensiva, la capitale Varsavia viene occupata e, due giorni dopo, a sud-ovest viene presa anche Cracovia, uno degli obiettivi principali delle forze di Konev il quale attacca incessantemente cercando di mettere le mani sulla regione industriale della Slesia, fondamentale per gli sforzi bellici tedeschi. Anche le grandi città dell’alta Slesia come Katowice e Breslavia vengono occupate dai sovietici, dopo feroci combattimenti. Il 27 Gennaio, unità del Fronte Ucraino entrano ad Auschwitz.

Le truppe corazzate sovietiche raggiungono il fiume Oder alla fine di Gennaio, riuscendo a stabilire anche qui delle teste di ponte e rinforzarle rapidamente prima che i tedeschi possano tentare di colpirle con mirati contrattacchi. L’ultimo giorno del mese vede un volontario arresto di tutte le operazioni dei due Fronti: Konev e Zhukov, infatti, concordano su una tregua per radunare nuove forze prima di addentrarsi nel cuore della Germania. La rapida avanzata delle ultime due settimane ha allungato notevolmente le linee di rifornimento e spingersi oltre significherebbe esporsi ad eventuali attacchi tedeschi, i quali, pur se feriti mortalmente, oppongono ancora una strenua difesa, ancora più accentuata dai combattimenti entro i confini della propria patria.

L’offensiva è un successo strepitoso per i sovietici. I tedeschi perdono più di 200.000 uomini, non rimpiazzabili se non da civili inquadrati nei reparti della Volksturm, le cui capacità combattive vengono spesso sorvolate. È un durissimo colpo per Hitler e per la Wehrmacht.

 

 

Stalin d’altra parte sorride. Non si combatte più su suolo patrio, e adesso le bandiere rosse hanno raggiunto terra nemica. La Polonia, integralmente liberata, può iniziare il processo politico che la legherà irrimediabilmente a Mosca per molti anni a venire.

Berlino è sempre più vicina.

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