Video Girl Ai: la recensione

Video Girl Ai non è un manga comune: è un modo di ricordarci come è facile far male alla persona che ci ama senza accorgersene.

 

 

Articolo originariamente pubblicato il 17/02/2003.

 

Video Girl Ai è un manga di rara bellezza. Non è la solita storiella contornata da elementi fantastici; non è il solito tira e molla fra un buono e i cattivi. Video Girl Ai è, per molti versi, una storia vera.

La trama si dipana intorno a Yota Moteuchi, liceale alle prime armi, sempre in bianco con le ragazze. Ma lui non cerca di “farle sue”: ne è profondamente innamorato, e ogni volta che si dichiara viene respinto. Tale è il suo dolore e la sua bontà che riesce a vedere il Gokuraku, un video noleggio dove affittano cassette particolari: si tratta di Video Girl, ragazze che si materializzano per consolare e aiutare chi le affitta a dimenticare le pene d’amore.

Yota però riproduce la cassetta con un videoregistratore difettoso, e Ai, la bionda protagonista del video si trasforma da una dolce, tranquilla ragazza in una scalmanata esuberante maschiaccia. Il vero problema, però, è che i due finiranno per innamorarsi, mandando su tutte le ire il gestore dei Gokuraku… Solo ora inizieranno i veri problemi che faranno da linea conduttrice di tutta la storia.

 

 

Certo, spiegata così la storia non ha assolutamente nulla di speciale e di trascendentale. Vero: il punto forte di Video Girl Ai non è la storia, ma come Masakazu Katzura riesca a trasmettere così fluidamente e vividamente i sentimenti provati dai protagonisti della storia. Già: per una volta, ma una volta su tutte, un manga riesce a rompere la barriera fra illusione e realtà, proiettandoci proprio in mezzo a Yota, Ai, Moemi, Nobuko, Takashi e tutti gli altri protagonisti grazie ad una realizzazione più fedele possibile alla vita sentimentale di ognuno di noi.

Non ci sono sfrondoni, forzature, stereotipi. Tutti i comportamenti, i modi di fare, i pensieri e le azioni compiute da Yota & Co. hanno un significato ben preciso che si identifica col loro carattere, con la loro natura di esseri umani. Sì, perché proprio questo è il fulcro di Video Girl Ai: una ricerca dello spirito umano nei sentimenti propri dell’amore e della forza interiore che può generare; e se lo spunto viene fornito dai tormentati amori giovanili tanto di guadagnato.

Katzura riesce in questo grazie ad una delle migliori caratterizzazioni dei personaggi da me vista finora fra manga, film e libri. Ogni personaggio non è lì per caso, ma ha una sua vita, un suo motivo, e non accade mai che i “passaggi di consegne” nella storia lascino l’amaro in bocca (sempre tenendo conto che stiamo parlando della realtà Giapponese e non di quella Europea).

Katzura coglie nel segno: il suo tentativo di dipingere i sentimenti e le reazioni umane è perfettamente riuscito. Katzura sembra un maestro di vita, tratteggiando con delicatezza, ma con cruda verità, tanti atteggiamenti che noi stessi abbiamo nella nostra vita privata. Nelle frasi dei ragazzi che ci raccontano una fantastica avventura, sempre mirata al bene altrui, Katzura ci ricorda come basta un’incomprensione, un contrattempo, un nonnulla per causare reazioni a catena che possono incrinare o addirittura rompere un rapporto.

 

 

Il tormento, le pene provate da Ai, Moei, Yota ci ricordano fin troppo bene le nostre, e proprio nei loro sentimenti ci rispecchiamo; VGA potrebbe benissimo essere la storia di chiunque di noi lettori.

Vi è poi una non troppo velata critica al concetto occidentale di religione, specialmente di quella cristiana, che viene rivista in modo duro e negativo. Attenzione, non è che vi troviate preti o prediche ovunque nel fumetto, tutt’altro; si tratta di accenni e interpretazioni di Katzura che lascia massima libertà di pensiero a chi legge. VGA è un manga per chi vuole pensare di testa sua, per chi vuole viaggiare con la propria mente una volta fornito delle ali.

Da sempre sono innamorato di questo capolavoro, e da sempre sono innamorato di Ai (come penso tutti quelli che leggano l’intera serie). Volendo estremizzare, Video Girl Ai fa da spartiacque nel modo di concepire i propri sentimenti verso gli altri. Tante, troppe persone dovrebbero ricordarsi di quelle sensazioni che da tempo hanno zittito. Ed io non posso che inchinarmi all’unica storia che, lo ammetto, mi abbia mai fatto versare lacrime.

 

Video Girl Ai, 1989
Voto: 10
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