La preziosa spazzatura di Gachiakuta

Un mondo di spazzatura ben più complicato e devastante di Alita, e che presenta un aspetto grafico di livello ed una trama potenzialmente interessantissima.

 

 

La spazzatura è uno dei problemi fondamentali del nostro presente. La società consumistica in cui viviamo non aiuta a risolvere il problema, anzi tende a peggiorare le cose invogliandoci a comprare compulsivamente la novità. Un tempo gli oggetti erano pensati per durare, ora invece è più facile ed economico buttare e ricomprare. Però gli oggetti si accumulano, la spazzatura cresce in volume e quantità andando a riempire la terra ed i mari. Questo è il nefasto futuro che Kei Urana, l’autore di Gachiakuta, ha pensato, disegnato ed inchiostrato per noi.

L’ambientazione futuristica riporta alla mente quella di Alita L’Angelo Della Battaglia la cui storia inizia in modo similare, ma questa volta nella grande Città Discarica sovrastata da Salem, la favolosa terra sospesa tra le nubi. In Gachiakuta, Rudo è un ragazzo che vive di espedienti in una baraccopoli ai confini della città; tutto il territorio conosciuto è circondato da un profondissimo un abisso.

 

 

Il nostro giovane protagonista ruba la spazzatura con l’intento di darle una seconda vita, ma la gente della città lo considera un vandalo e lo isola. Un giorno Rudo viene accusato ingiustamente di omicidio e si ritrova immediatamente condannato ad essere gettato nel profondo abisso. Il ragazzo sopravvive all’interminabile caduta e scopre un mondo coperto di spazzatura che prende letteralmente vita trasformandosi in “bestie aberranti”.

In questo strano e nuovo mondo Rudo conoscerà delle persone speciali che hanno un incredibile rispetto ed una particolare cura per alcuni oggetti, tanto da riuscire a risvegliare il loro potere nascosto; questi uomini speciali sono conosciuti come i Ripulitori. Rudo vuole tornare dove è nato e cresciuto per vendicarsi di chi lo ha condannato all’abisso, ma per farlo dovrà prima trovare qualcuno che lo aiuti e questo impone di conoscere gente e capire come gli abitanti del mondo “discarica” vivono la loro vita.

Il mondo che Kei Urana ci descrive è ridotto in uno stato allucinante: la spazzatura prende vita, l’aria è irrespirabile e la gente è costretta a vivere in piccole città fortificate per difendersi sia dai mostri che dalla spazzatura che piove loro in testa. Ci troviamo di fronte ad una situazione decisamente più estrema rispetto a quella descritta in Alita e questo è un passaggio importante che pone fine a qualsiasi scomodo paragone.

 

 

Sono stato attirato dal tratto marcato delle prime tavole e solo dopo mi sono perso nello stile con cui l’autore disegna i personaggi e gli ambienti. Le tavole che rappresentano gli esterni sono molto pulite e luminose, mentre gli interni sono proposti con intensi chiaroscuri dal tratteggio molto variabile. Le tavole che Kei Urana disegna riescono a catturare il movimento, anche quello estremamente rapido, con un sapiente gioco di sfumature. Però è l’occhio il pezzo forte che caratterizza di più lo stile del mangaka; la rappresentazione della follia, della determinazione e della sofferenza si fondono per creare uno sguardo carico di sentimento.

Gachiakuta è un manga uscito nel 2022, fino ad ora è composto da soli quattro volumi e da poco più di una trentina di capitoli. In questo breve lasso di tempo, Kei Urana è riuscito a costruire un mondo complicato e complesso e ad infondere nella storia più di una trama interessante. Si capisce velocemente che siamo di fronte ad un prodotto con alte potenzialità, tanto che il mercato italiano lo ha catturato immediatamente e ne ha già annunciato l’imminente uscita. Ve lo consiglio? Si! È un ottimo prodotto che ha tutte le carte in regola anche per poter ricevere una trasposizione animata.

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