Sweet Transit arriva in early access ma ha molta strada da fare

Nonostante i buoni concetti alla base del gioco, non siamo riusciti a digerire un’interfaccia discutibile ed un gameplay poco accattivante, e talvolta inutilmente complicato.

 

 

Sweet Transit è un gestionale da poco disponibile in early access; disponibile da fine luglio, lo abbiamo provato speranzosi di trovare un gioco in grado di risolleticare il nostro entusiasmo verso i treni dopo le esperienze di Train Fever.

Alla base, Sweet Transit unisce i tratti salienti dei classici city builder con un gestionale di ferrovie; il concetto è molto carino e sicuramente interessante, specialmente per gli amanti dello stile introdotto dai giochi industriali tipo Factorio. In Sweet Transit non c’è molto che non sia già stato visto altrove, ma questo non è certo un aspetto necessariamente negativo; anzi, prendendo il meglio dalla concorrenza Sweet Transit potrebbe mettere in tavola un pasto sostanzioso.

 

 

Il problema con Sweet Transit è che per giocarci occorre perdere fin troppo tempo per conoscerlo e cercare di non perdere la pazienza per capire quei meccanismi di base che dovrebbero essere di facile accesso ed immediatamente comprensibili. Dopo aver finito il lungo e non sempre chiarissimo tutorial, abbiamo iniziato la nostra prima partita di prova e siamo rimasti completamente spiazzati quando è sparita la possibilità di piazzare il nostro magazzino principale, l’edificio con il quale inizia tutto il gioco; solo dopo vari tentativi ed il riavvio della partita abbiamo capito che la colpa era di aver allontanato troppo la visuale dal terreno (unico modo per vedere dove sono i depositi di materiali da estrarre). Stessa cosa per la costruzione del nostro primo treno, una cosa che dovrebbe essere semplicissima in un gioco di questo tipo ed invece resa inutilmente complicata dal dover prima costruire il nostro villaggio, raggiungere un certo numero di cittadini (soddisfacendo le loro esigenze), poi finalmente veder apparire fra le icone di costruzione quella del deposito e da là creare un convoglio. Cose non spiegate da nessuna parte all’interno del gioco.

 

 

Una volta presa la mano col gioco ci si rende conto che passato lo scoglio inziale si riesce bene o male a gestire il tutto, ma resta la difficoltà nel pianificare le tratte ferroviarie, specialmente se a unico binario; esiste una difficoltà nell’utilizzare segnali ferroviari concatenati, la cui logica è attiva sull’intera rete e non per settori, cosa che porta ad utilizzare solo i segnali semplici. C’è poi la discutibile gestione dei menu di costruzione e distruzione, non sempre consistenti fra di loro, che non mostrano gli edifici non immediatamente sbloccabili, cosa che non permette di pianificare al meglio.

 

 

Su tutte, Sweet Transit ha la pecca di non appassionare un granché. Anche quando avremo preso il via, costruendo industrie, espandendo il villaggio e stendendo chilometri di tratta ferrata non troveremo molto che catturi la nostra attenzione e ci spinga a continuare la partita. Mancano sfida e motivazione, se non quella di far prosperare e crescere di dimensioni il nostro villaggio. Non è certo la prima volta che mi capita sottomano un gioco early access acerbo e dai facili crash (obbligatorio giocarlo in borderless quando lo facciamo girare a schermo intero), ma raramente un gioco è stato in grado di farmi innervosire come è riuscito a fare Sweet Transit nel periodo di apprendimento e non sia poi riuscito a catturarmi durante la partita.

Sweet Transit potrebbe interessare agli appassionati dei titoli di automazione industriale, ma al momento il consiglio è di aspettare di vedere come procederà lo sviluppo del gioco.

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