10 Cloverfield Lane: la recensione

Un discreto film che fa della suspance il suo punto forte, 10 Cloverfield Lane piacerà agli appassionati del genere.

 

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Ideale seguito del Cloverfield recentemente recensito sulle pagine della Tana, 10 Cloverfield Lane presenta un cambio di storia, un cambio di protagonisti e probabilmente anche un cambio di linea temporale. Seguiremo le vicende di una ragazza che intraprende un viaggio in auto, e dopo un tamponamento improvviso si risveglia prigioniera dentro quello che sembra un piccolo bunker. La presenza di due uomini e dei loro strani e paranoici comportamenti metterà fin da subito in dubbio la loro versione dei fatti e stenderà un consistente velo di incertezza e tensione sul reale motivo della sua permanenza forzata in quella costruzione.

Rispetto alla precedente realizzazione, 10 Cloverfield Lane può definirsi un vero film: attori degni di tal nome (John Goodman su tutti), una fotografia competente e che non utilizza la ripresa a braccio (moda fortunatamente sparita negli ultimi anni), e una storia solida a dare importanti fondamenta alla struttura; insomma puntella tutti quegli aspetti dove il primo Cloverfield era lacunoso.

 

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Il vero punto di forza del film è la tensione che scaturisce dal “detto – non detto” così ben gestito dal regista Dan Trachtenberg. Sembra di assistere ad uno dei primi film di Shyamalan, dove suspance ed incertezza la fanno da padroni. Più che sugli effetti speciali, ci si basa sulla psicologia, sulla paura indotta; il risultato è molto positivo. E’ anche vero che in alcuni passaggi i protagonisti potrebbero benissimo chiarire la loro posizione, la loro versione dei fatti; ma il gioco e’ anche questo, e complessivamente la struttura del film regge bene.

Molto bravo il già citato e rodato John Goodman; altrettanto si può dire di Mary Elizabeth Winstead, vera protagonista del film. Entrambi credibili nei loro ruoli e adatti nella recitazione, avrebbero forse giovato in una miglior cura di certe scelte di sceneggiatura; vi sono anche alcuni atteggiamenti un pò stereotipati che il regista avrebbe potuto evitare; ad ogni modo, si tratta di prestazioni positive. Un gradino sotto John Gallagher Jr., onesto attore ma che non lascia il segno.

 

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Pur essendo girato quasi interamente all’interno del bunker, durante la visione del film non si percepisce realmente un senso di claustrofobia o di costrizione, salvo in rare occasioni; un controsenso in termini, come la noia che dovrebbe montare insieme ad una paranoia che, complessivamente nel gruppo, è appena accennata. Forse su questo aspetto Trachtenberg avrebbe potuto lavorare meglio; in fondo passare i giorni con due sconosciuti in un ambiente molto ristretto, e con le solite, stesse cose da poter fare, porterebbe non solo alla paranoia ma certamente all’esplosione violenta di conflitti tra i componenti del gruppo, costretti a rimanere a contatto 24 ore su 24.

Pur avendo tutte le sue cosine al posto giusto, 10 Cloverfield Lane manca di mordente; la storia è buona ma poco incisiva, non ci sono situazioni in cui si salta sulla sedia (fatta eccezione per qualcosa nel finale) e il ritmo è un pò blando. Resta ad ogni modo un discreto film, la cui visione non è certo uno spreco di tempo.

 

10 Cloverfield Lane, 2016
Voto: 6.5
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