2021: Marquez sarà ancora Marquez?

Come sarà Marquez e la MotoGP al suo rientro? Campioni, miracoli e sogni spezzati nel mondo delle due ruote.

 

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Gli infortuni si sa, fanno parte della vita anche se ognuno di noi vorrebbe risparmiarseli. Ancora di più fanno parte della carriera di un atleta, e qualche volta possono essere così duri e cattivi da fare calare il sipario.
Non che lo si auguri a nessuno, atleta o no, tanto meno all’asso spagnolo, Marc Marquez Alentá.

27 anni, 8 titoli Mondiali, 206 gare disputate di cui ben 82 vinte, e ancora numeri veramente impressionanti. Sui risultati della brillantissima stella di Cervera credo serva dire poco, così tanti titoli non si vincono per caso, uno lo puoi centrare per una serie di circostanze particolarmente favorevoli in una stagione, una moto che funziona veramente bene (intendo nel pacchetto prestazioni/affidabilità/facilità), magari dopo anni di sviluppo e di risultati pessimi, assenza di rivali agguerriti o per infortuni o problemi importanti con la moto.

 

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Lungi da me voler dire che non sia un vero campione chi ha vinto anche un solo campionato, ma dopo che sei diventato LA MotoGP, dopo che sei quello che tutti si aspettano veder entrare in pista e sparire facendo un altro sport, quanto può essere difficile restare in vetta?

Forse è difficile quanto dare una risposta ora, Marquez tornerà sicuramente e se lo augurano vivamente tutti i veri sportivi. Eh sì, perché può stare simpatico o no (a voi stava simpatico l’amico che vi faceva il tunnel facendovi deridere da tutti?) ma nessuno può discutere che sia un Asso con la maiuscola. È ancora giovane, è forte fisicamente, è una roccia mentalmente, si diverte, vince almeno fino a poco tempo fa e guadagna un sacco di soldi; quando ti gira (e la fai girare) così tutto sembra venire facile, anche se senz’altro non lo è.

Dispiace incredibilmente della sua assenza, sia perché sarebbe stato bello avere un Mir campione del mondo su tutti Marquez compreso, sia perché vederlo guidare è una libidine assoluta. Fa delle robe da sembrare un alieno, soprattutto le sue cadute non cadute; sommate tutte le volte che ha rischiato di cadere e quelle in cui l’ha fatto e vi accorgerete che sta sempre sul limite della sua tutt’altro che perfetta Honda.

 

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Il colosso nipponico che fino ad oggi ha spazzato la concorrenza nel motomondiale (nel senso dei titoli assoluti vinti) si è mostrata quest’anno più che mai Marquez dipendente; ad una gara dalla fine del campionato è penultima in classifica, anche se con qualche spunto di ripresa grazie ai buoni Nakagami ed al fratello del campione uscente che sembra aver preso le misure agli altri ed iniziato a guidare anche col dna, con il seppur validissimo Crutchlow anche lui frenato da un infortunio ed un non pervenuto Stefan Bradl, 20° in campionato con solo 18 punti sulla moto campione del mondo.
Ma la domanda nasce spontanea: ma Bradl non dovrebbe stare su una moto che conosce come le sue tasche?

Dopo questa premessa e senza dimenticare di sottolineare il bellissimo campionato che abbiamo visto quest’anno arriviamo alla situazione attuale: Marc ha stupito tutti, purtroppo stavolta non come ci aspettavamo. Pensavamo che il supereroe gommato sarebbe tornato in un lampo come solo i piloti sanno fare ed avrebbe bastonato tutti, ancora più cannibale per l’assenza forzata; e invece qualcosa stavolta è andato storto nella invidiabile carriera di questo atleta, il danno c’è e pure serio se ancora non l’abbiamo rivisto in sella.

 

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Ci avevano creduto tutti a questa favoletta, rimettendolo in sella in un batter d’occhio e facendoli sbarrare a tutti gli altri, e lo hanno ammesso anche loro, è stato l’errore, non un errore. Nessuno si sbilancia su quando e soprattutto come tornerà in sella El Cabroncito, solo lui potrà dirci se l’incantesimo si è rotto o no. Per alcuni grandi e stato o è sembrato essere così, vedasi Rossi il cui ultimo dei ben nove titoli risale all’anno precedente il grave infortunio del Mugello.

Altri tipo Kevin Schwantz o Freddie Spencer nonostante il grandissimo talento si sono dovuti arrendere ad un fisico che non funzionava più, o come King Carl Fogarty  al quale un incidente simile proprio a quello dello spagnolo ha messo la parola fine al suo regno in Superbike;

Ma i campioni veri come lui, quelli che non si arrendono mai con un fisico da Superman (sperando che non abbia mangiato troppa zuppa di riso della madre) ed una faccia da primo della classe, quelli che sbagliano pochissimo e per cui il secondo è il primo dei perdenti, sono anche quelli che ci hanno mostrato che nulla è impossibile.
Una dimostrazione vivente è Alex Zanardi (non è realmente Zanardi, è Terminator e tra poco spaccherà l’ospedale e fugge tranquilli) o come Mick Doohan a cui stavano per tagliare una gamba, gamba sulla quale ha poi vinto solo 5 titoli mondiali.

 

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C’è una nuova sfida davanti all’otto volte iridato, quella di rimettere in moto quell’enorme e pesante volano che aveva avviato, quello che schiacciava chiunque si mettesse tra lui e il titolo e che sembrava inarrestabile.
Allora Cabroncito non possiamo che essere sicuri che il prossimo anno tornerai più in forma di prima, più affamato anche se questo mi sembra veramente complicato ma soprattutto sempre di traverso, e nell’attesa di rivederti in pista buon GP del Mugello Portoghese a tutti!

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