Il titolo di Hooded Horse, uscito da poco in early access, condensa dinamiche roguelite e autobattler in un motore grafico dalle bassissime pretese.

Se siete tra i fortunati che hanno una seconda casa al mare o in montagna, e per non rimanere tagliati fuori dal mondo vi portate appresso un portatile incapace però di far girare videogiochi con una grafica importante, 9 Kings potrebbe essere un titolo degno di attenzione.
Si tratta di un gioco molto semplice che ci vede pescare da un mazzo di carte edifici e truppe che andremo via via a schierare in una griglia 3×3 e che combatteranno in automatico contro gli eserciti dei Re nemici, progressivamente più numerosi e pericolosi. A noi sta semplicemente scegliere la o le carte da giocare, piazzare edifici e truppe in modo che si avvantaggino nel miglior modo possibile dei bonus collegati, ed eventualmente direzionare il tiro delle nostre catapulte: il resto del combattimento è completamente automatizzato come in ogni autobattler che si rispetti.

Anche in 9 Kings, come in moltissimi dei titoli indie in uscita negli ultimi anni, esiste una componente roguelite: le carte e le abilità sbloccate in una partita rimarranno a disposizione nella prossima, permettendoci di essere fin da subito un avversario più valido nei confronti dei Re gestiti dal computer.

9 Kings è un titolo esclusivamente single player ed ha un’aspetto grafico che ricorda piacevolmente i vecchi titoli degli anni’80; non a caso ci sono venute in mente certe analogie con The Ancient Art Of War, per certi versi l’antesignano dei videogiochi autobattler.
Il titolo di Hooded Horse è come detto da poco uscito in early access e al nostro test preliminare si è dimostrato un buon passatempo; con partite che finiscono in mezzora e che richiedono poco impegno mentale, 9 Kings è una buona opzione da considerare per chi, in piena calura estiva, volesse alleggerire il carico mentale senza rinunciare del tutto a qualche videogioco strategico.









