Non tutta la cultura della cancellazione viene per nuocere e così può accadere che un Capitan America afro-americano regga il confronto.

Il lungometraggio diretto da Julius Onah era un lavoro rischiosissimo: girare un film dove il protagonista è una versione rivisitata di un’icona del fumetto internazionale poteva rivelarsi uno schianto contro il muro. E’ accaduto alla Sirenetta di colore e alle Ghostbusters al femminile e solo grazie ad un’ottima animazione si è salvato l’Uomo Ragno ispanico. E invece Sam Wilson passa con grande scioltezza dai succinti abiti di Falcon a quelli più trumpiani del protettore a stelle a strisce; una piccola grande svolta in realtà ben costruita dalla serie The Falcon And The Winter Soldier e sorretta da una sceneggiatura solida.
Già: la grande novità di Captain America – Brave New World è che esiste una sceneggiatura! Cinque mesi dopo l’elezione a Presidente degli Stati Uniti di Thaddeus Ross (il cattivissimo Generale che rompe da sempre gli zebedei ad Hulk), Sam Wilson e Joaquin Torres intercettano con successo una vendita illegale di adamantio in Messico. Come premio, l’integerrimo Wilson viene invitato alla Casa Bianca dove porta con sé Torres e Bradley. Là accade il finimondo: il Presidente annuncia di voler riformare gli Avengers e subito dopo rischia le penne in un attentato dove Bradley, in trance, agisce come un pazzo. Perché? Guidato da chi? Il mistero è tutto da risolvere.
E qua sta il merito del nuovo film con Anthony Mackie. Non ci sono universi paralleli, non ci sono astronavi da lontane galassie, non ci sono magie fantasy, non ci sono umorismi eccessivi. In pratica, questo titolo funziona perché non si è inventato nulla. Viaggia spedito sui binari della classica storia Marvel, tra scontri epici in città reali e indagini piene di colpi di scena ed effetti speciali.
Buona la prima? No, buona la trentacinquesima… perché questo è il numero di uscita di questa novità MCU che regala centodiciotto minuti di puro e tradizionale intrattenimento supereroistico. C’è il super cattivo Il Capo, che ha la faccia di Tim Blake Nelson, e il sempre valido Harrison Ford che regala un finale a sorpresa tutto da godere.

Per gli ormoni maschili (o più in generale per chi apprezza), tutto da godere è il piccolo ruolo di Liv Tyler, sempre apprezzabile. Citazione speciale poi all’ormai mitico Giancarlo Esposito, da poco ucciso in The Residence, che sintetizza alla perfezione il poco di buono del mondo nerd.
Perché Captain America – Brave New World merita un voto alto ma non all’apice? Perché qualche piccola sbavatura c’è. Il primo Captain America, Steve Rogers, si era ingollato il fluido del super soldato per diventare l’eroe che è stato. Come può un uomo normale come l’ex uccellaccio prendere le stesse sberle senza farsi male? Le ali in vibranio aiutano, ve bene, ma un tubo d’acciaio in faccia tende a lasciare segni anche se hai gli occhialetti da sole fighi.

Resta, comunque, da applaudire la restaurazione totale di un mondo che era stato sopraffatto dalla super cazzola e le svolte narrative alla Beautiful. Questo almeno fino alla scena dopo i titoli di coda… mannaggia!









