Cyberpunk 2077: riflessioni su un’occasione mancata

Sin dal rilascio Cyberpunk 2077 continua a far discutere i videogiocatori per via di tutti i suoi problemi. Riflettiamo sul prodotto cercando di dare spiegazione al disastro di CD Projekt Red.

 

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Cyberpunk 2077 è un gioco sviluppato dalla software house polacca CD Projekt Red, nota per la serie di grande successo The Witcher. Il nome della casa è una garanzia di qualità; non a caso nonostante abbia pochissimi titoli all’attivo è riuscita in pochi anni a passare da piccola azienda con un pugno di dipendenti ad essere una delle maggiori case videoludiche tripla A.
L’avventura della software house con Cyberpunk incomincia nel 2012. Del gioco si sa inizialmente ben poco, a parte la chiara ambientazione fantascientifica, e l’attenzione degli sviluppatori viene subito spostata dal gioco vista l’imminente uscita del loro capolavoro The Witcher 3: Wild Hunt, avvenuta nel 2013. Per anni il progetto viene portato avanti pressochè in sordina finché all’E3 2017 non viene presentato in grande stile. L’emozione dei giocatori è alle stelle e non può che aumentare dal momento che ad ogni presentazione lo show è sempre più maestoso, raggiungendo il suo apice all’E3 2019, quando a sorpresa uno dei personaggi cardine del gioco si rivela essere l’attore Keanu Reeves, il quale, salito sul palco viene accolto con grandissimo favore da tutti gli spettatori. Di non secondaria importanza è l’annuncio, sempre in occasione dell’E3, della data d’uscita, il 14 aprile 2020.
La campagna marketing di Cyberpunk 2077 è assolutamente vincente, ma qualcosa inizia a rompersi quando gli sviluppatori si trovano costretti a rimandare il rilascio una, due, addirittura tre volte! Arrivando alla reale data del 10 dicembre 2020. Ma l’attesa sarà ripagata, giusto?

 

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Nei mesi precedenti l’uscita del gioco, i giornalisti e gli influencer che hanno potuto provare in anteprima il titolo hanno dovuto accettare delle severe restrizioni: in particolare viene impedito loro sia di registrare dei gameplay da poter mostrare, che di giocare su una piattaforma di loro scelta venendo ristretti al solo uso del PC (il motivo ci sarà ben chiaro più avanti).
Molte delle persone che hanno potuto giocare al titolo hanno rilasciato commenti ben più che positivi nei confronti del gioco, il che non è strano se non fosse che riascoltati oggi ci accorgiamo che molti contenuti che hanno descritto erano completamente inventati; si è detto addirittura che il gioco non presentava bug visibili (mesi prima che il gioco fosse ancora disponibile, quindi immaginate in che stato era). La differenza tra il gioco per come ci è stato descritto e per come l’abbiamo poi visto è come il giorno con la notte. L’ipotesi che molti fossero prezzolati e che abbiano recitato un copione va oltre il ragionevole dubbio. Certo, la cosa ovviamente non è un crimine (altrimenti i venditori di pentole sarebbero dietro sbarre d’acciaio inox), ma quando la sponsorizzazione non è esplicita si spera sempre nella genuinità delle parole, soprattutto se da esse segue o meno una spesa.

 

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All’uscita il gioco si presenta in uno stato pietoso: bug, glitch, problemi d’ogni sorta che minano ogni aspetto dell’esperienza. Per quanto gli sviluppatori abbiano precedentemente giustificato i ritardi affermando di voler lanciare il gioco solo quando sarebbe stato pronto, siamo ben lontani da uno stato anche solo accettabile.
Spesso si deve riavviare una missione da capo perché l’esecuzione degli obiettivi non viene convalidata e non si può andare avanti. Ogni volta che si avvia il gioco bisogna specificare la lingua visto che non viene memorizzata. Oppure, e questa è bella, se decidete di impostare un tasto diverso per una determinata azione, nel mio caso, dopo qualche minuto viene puntualmente reimpostato. Questi sono solo alcuni esempi, ma potrei continuare all’infinito. Ma cos’hanno combinato?
Se su PC i giocatori non hanno vita facile, su console la situazione è nettamente peggiore: Cyberpunk 2077 è del tutto ingiocabile se non si gioca sulle versioni pro delle varie console…. ed ecco spiegato il perché della limitazione imposta ai giornalisti!

 

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Da amante dei giochi Bethesda, produttrice per antonomasia dei videogiochi più buggati sul mercato, riesco a chiudere un occhio su gran parte dei problemi e ritengo sia possibile godere della storia, validissima, del gioco nonostante tutto. Per questa ragione ho iniziato a credere che in sostanza gran parte della mia delusione fosse dovuta principalmente a delle mie eccessive aspettative riguardo un titolo tutto sommato modesto, ma così non è. Riguardando le presentazioni e le vecchie notizie mi sono reso conto di tutto il contenuto tagliato del gioco che ci era stato promesso, ed è proprio parecchio. Faccio alcuni esempi: si era detto che avremmo potuto comprare appartamenti in giro per la città, ci era stata mostrata una personalizzazione dei veicoli ai livelli dei primi Need for Speed; customizzazione completamente assente.

Questo è il minimo; la cosa che più mi ha lasciato di stucco è la città stessa che dovrebbe essere il cuore pulsante del gioco, l’entità che muove tutte le anime di quel mondo, ma che è totalmente vuota: nessun punto di riferimento degno di nota, nulla da fare, nessuno con cui parlare. Ci era stato promesso un livello di interazione profondo, un mondo molto dettagliato in cui le sole mega strutture (ovvero i giganteschi condomini in stile sovietico 2.0) avrebbero costituito delle società a sé, ma non c’è niente di tutto ciò. Non solo questi palazzoni non sono esplorabili, ma è proprio assente il sistema di reputazione; avremmo dovuto avere un rapporto differente con tutte le varie gang e comunità; ma non essendoci alcuna distinzione tra i vari NPC – l’unica differenza è tra noi, ovvero i buoni, e tutti gli altri, ovvero i cattivi – al posto della reputazione c’è il valore fama, che aumenta semplicemente con progredire delle missioni e non ha alcun impatto se non la possibilità di indossare una gonnella di livello più alto. Eccezionale, non vi pare?

Ma soprattutto quel che dovrebbe rendere Cyberpunk 2077 un GDR manca del tutto: non si gioca nessun ruolo in Cyberpunk, si ha la continua sensazione di avere un libero arbitrio quando in realtà continuiamo a seguire lo stesso binario, non c’è nessuna scelta da fare, nessuna delle opzioni di dialogo fa realmente la differenza se non nel finale e riguardo le possibili relazioni con le signorine di Night City.

 

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Ho ancora tanti appunti ma continuare sarebbe a questo punto come sparare sulla croce rossa, vi basti pensare che Sony ha dovuto rimuovere il gioco dal suo store online per via delle troppe richieste di rimborso… meglio fermarsi per riflettere sulla questione cardine: cos’è successo durante lo sviluppo che ha costretto gli sviluppatori a rilasciare il gioco così presto? Dalle dichiarazioni sui social di alcuni addetti ai lavori sappiamo che sono stati costretti a rispettare delle scadenze irrealistiche e si siano trovati il giorno dell’uscita con un gioco che ancora non era pronto. Per quanto creda in questa versione penso pure che ci sia dell’altro, ovvero che la CD Projekt Red abbia firmato un contratto con Sony e Microsoft per l’uscita su console dell’ormai vecchia generazione e che con l’arrivo di PS5 e Xbox serie X non abbiano più avuto possibilità di rimandare, il 10 dicembre era la loro ultima chance di lanciare il gioco.
Inizialmente questo articolo doveva prendere la forma di una recensione, ma mi trovo nella condizione di non poter valutare un prodotto incompleto. Mi rendo ben conto che oltre tutti i problemi, che sono macigni, non roba ad poco, in Cyberpunk 2077 ci sia qualcosa di veramente buono, come la storia che mi ha saputo catturare e l’ambientazione generale (e Keanu Reeves!), ma non posso che continuare a pensare chissà quale gioco sarebbe stato se non l’avessero lasciato a metà. Tutto quel che ci è stato detto durante le presentazioni non credo fossero fesserie sparate per colpire il pubblico, sono sicuro che ci credessero realmente e volevano riuscire ad ottenerlo sul serio quel prodotto…

Che occasione mancata…