Dandadan

Il lavoro di Takakura Ken si presenta con un clamoroso successo di vendite. L’idea iniziale di mischiare storie di fantasmi con extraterrestri può essere interessante?

 

 

Tante ore di ricerca, tante pagine lette e poi trovi quel lavoro dallo spunto iniziale che ti stuzzica e ti sorprende. Questo è il caso di Dandadan che ho iniziato a leggere per puro caso. L’idea interessante è stata quella di mischiare storie di fantasmi e storie di extraterrestri. Il resto del contorno invece risulta molto più in linea con le richieste e le mode giapponesi più in voga.

La storia ruota attorno a due ragazzi. Lei, la nostra protagonista Ayase, è la nipote di una medium e crede ai fantasmi. È stata appena scaricata dal suo ragazzo col quale aveva una relazione principalmente perché assomigliava all’attore Takakura Ken. Tra il depresso e l’infastidito, si confida con le amiche per farsi consolare. Il risultato è diametralmente opposto, le ragazze la prendono in giro per la sua strana fissazione.

La frustrazione la porta a vagare per i corridoi della scuola e per caso ad assistere alle angherie di un gruppo di studenti nei confronti di un ragazzo gracile e con gli occhiali; insomma, il vero prototipo del nerd giapponese. Istintivamente Ayase decide d’intervenire e si accomoda accanto al ragazzo squadrando con cattiveria i teppisti che lo stanno maltrattando.

 

 

Pochi secondi e tutto finisce. Lei si alza salutando il ragazzino e si allontana. Lui la segue e senza mai guardarla in faccia le chiede, quasi urlando, se è interessata anche lei agli extraterrestri. Ayase è presa in contropiede e prova a svicolare dalla conversazione, ma lui è piuttosto insistente. Inizia una stravagante discussione che si anima in un lampo.

Lei dichiara di non credere agli extraterrestri, ma di sapere con certezza che esistono i fantasmi. Lui di contro la prende in giro e dice che i fantasmi non esistono. Come nelle più classiche delle situazioni, scatta una sfida. Ayase dovrà visitare un ospedale dismesso in cui spesso è stato avvistato un UFO. Il ragazzino invece dovrà recarsi presso un vecchio tunnel abbandonato ed infestato dai fantasmi.

Come potete perfettamente prevedere, in tutti e due i luoghi avvengono le rispettive apparizioni. Lei viene rapita dagli alieni e rischia di essere sottoposta a esperimenti sessuali, mentre lui viene maledetto e posseduto dal fantasma della Turbononna che addirittura gli ruba il pene. Si, avete letto bene: il pene!

 

 

Come dicevo all’inizio, l’idea di mischiare fantasmi con extraterrestri non è malvagia, ma il resto strizza molto l’occhio a quello che è di tendenza. Esplicite allusioni sessuali e linguaggio scurrile sono solo il condimento di questo racconto. Ovviamente non ci dobbiamo dimenticare i tambureggianti momenti d’azione nati da improbabili incontri con folli entità del mondo alieno o spiritico. Insomma in questo progetto c’è di tutto ed è accompagnato da tutte le salse che preferite.

Ve lo state domandando pure voi? Per affrontare le improbabili situazioni che li vedranno coinvolti, i nostri protagonisti dovranno essere muniti di qualche mezzo o abilità speciale? Non vi preoccupate, queste sono fornite proprio alla fine del primo incredibile, se non impossibile, salvataggio. Fatevi diverse grasse risate per le situazioni surreali, per le incomprensioni in agguato dietro ogni angolo e per i divertenti risvolti sui molti fantasmi ed i (finora) pochi extraterrestri che i due ragazzi incontreranno.

Questo progetto però riserva anche un’altra trama. Tra fantasmi ed extraterrestri, ci mancava solo una storia d’amore fatta di incomprensioni e di imbarazzanti momenti di intimità violata. Sì, perché il nostro caro protagonista, il ragazzo timido e impacciato, un nerd a tutti gli effetti, si chiama proprio Takakura Ken, un nome che ad Ayase non può risultare indifferente.

 

 

Dandadan e il primo manga originale di Tatsu Yukinobu, che fino ad ora ha lavorato come assistente per altri famosi progetti. Incredibilmente, il suo primo lavoro ha raggiunto già importanti traguardi vendendo in Giappone oltre 420.000 copie dei soli primi due volumi. Con questi numeri Dandadan si attesta già come uno dei manga candidati a fare grandi cose nel futuro.

Lo stile grafico usato da Tatsu Yukinobu per rappresentare i suoi protagonisti è piuttosto pulito, con il giusto compromesso di dettagli ben disegnati e l’onesto uso dei chiaroscuri. Belli sono anche gli sfondi che hanno sempre una buona cura nel dettaglio. Le entità sono invece proposte in modo grottesco e sono in netta contrapposizione con il tratto pulito usato per disegnare i personaggi umani. Deformare i fantasmi utilizzando uno stile graffiante che ricorda quello del maestro Kazuhiro Fujita, l’autore di Ushio e Tora, mi ha conquistato subito. Adoro quel tratto sporco che gioca molto con le imperfezioni per disegnare grottesche e deformi figure.

Sicuramente Tatsu Yukinobu ha dimostrato di saperci fare sia con la componente grafica, che con le intuizioni fantasiose. Siamo appena al terzo volume, quindi la storia è ancora tutta da sviluppare. Le premesse sono sicuramente interessanti e c’è tanta carne al fuoco, ma non siamo frettolosi ed aspettiamo di capire come verrà gestita tutta questa abbondanza di temi.

Come sempre ringrazio i fan che si prodigano, senza fini di lucro, in un mostruoso lavoro di traduzione e messa a disposizione del materiale che è ancora inedito sul mercato italiano. Grazie ragazzi, siete preziosi!

 

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