Un gestionale travestito da RTS: Crown Of Greed propone un gameplay piacevole eliminando buona parte della microgestione delle truppe.

Uno degli aspetti meno piacevoli degli RTS è la necessità di dover costantemente controllare ogni singola unità e di dover spesso monitorare molteplici fronti allo stesso tempo, il tutto mentre la situazione evolve costantemente.
Greed Of Crown, sviluppato da Blum Entertainment, è uno di quei pochi titoli che prova a risolvere la questione lasciandoci una visione generale ma rimuovendo dal nostro fardello la necessità di dover verificare ogni singolo aspetto del campo di battaglia.

Ambientato in un mondo fantasy ed erede dello stile di gioco proposto dal titolo del 2000 Majesty, Greed Of Crown propone una serie di missioni principalmente finalizzate a ripulire la mappa dalle numerose minacce nascoste e dai punti di spawn dei nemici. Durante l’evoluzione degli scenari vengono costantemente aggiunti obiettivi e attacchi a sorpresa, che mantiene alta l’attenzione del giocatore, obbligandoci a cambiare rapidamente strategia e priorità.
Il gioco ci mette al comando di piccoli insediamenti che, in modo molto semplice e parzialmente automatizzato, andremo a fortificare attraverso la classica costruzione di edifici; questi sbloccano la produzione di unità, oggetti che portano vantaggi per la nostra missione e incantesimi. Lavoratori, esattori e guardie armate vengono reclutate autonomamente dal gioco, come autonomo è il loro lavoro: su di loro non abbiamo nessun controllo.
Per poter esplorare nuove zone della mappa, affrontare i nemici in campo aperto e distruggerne i loro rifugi dobbiamo reclutare degli eroi tramite edifici appositi; ma anche qui non abbiamo la possibilità di assegnare direttamente delle missioni. A disposizione invece abbiamo dei “contratti”: possiamo mettere in mappa dei segnalini per esplorare, difendere un’area o attaccare un nemico o un nido. A questi contratti possiamo (dobbiamo) associare una ricompensa in denaro: più questa è alta, più eroi accetteranno la missione.
Si tratta di un sistema molto semplice ma anche molto efficace, che ci permette di mantenere una visione d’insieme senza doverci preoccupare di gestire ogni singolo personaggio o seguire ogni combattimento.

Il fulcro del gioco è tutto qui: costruire le strutture che ci permettano di reclutare eroi, aumentare in via indiretta le entrate nelle casse del nostro accampamento e attirare l’attenzione degli eroi verso determinati obiettivi tramite laute ricompense.
Il concetto è semplice, ma ci sono numerosi fattori che si intrecciano e rendono più intricata la vicenda, pur senza arrivare mai a livelli di complessità dei titoli molto ragionati. Un esempio è il numero limitato di eroi che ogni edificio può gestire; e ogni edificio aggiuntivo dello stesso tipo aumenta sensibilmente il costo del successivo: questo rende impossibile costruire millemila torri difensive o centri di reclutamento, costringendoci quindi a scelte strategiche che ai livelli di difficoltà più elevati non sono banali.
La stessa gestione dei contratti necessita oculatezza: una volta messi sul piatto dei denari, questi non possono essere ritirati. Considerando che gli eroi che accettano (sempre in autonomo) una missione la porteranno avanti fino alla sua conclusione, rischiamo di trovarci senza truppe o denari disponibili per fronteggiare una minaccia improvvisa.
Greed Of Crown offre un gameplay rapido e snello mettendo in piedi missioni che possono facilmente durare oltre i 60 minuti (lo scorrere del tempo è comunque regolabile e si possono impartire tutti i comandi anche quando si è in pausa).

Il gioco non è uno di quelli ad alto budget e si vede: ci sono diversi aspetti che avrebbero potuto essere curati meglio e che avrebbero reso la vita del giocatore più facile.
Ad esempio le carovane, elemento chiave di determinate missioni e comunque fonte preziosa di entrate, sono pressoché invisibili nella minimappa: tutte le nostre unità sono rappresentate con un minuscolo puntino verde, difficilmente visibile e comunque indistinguibile quando ci sono altre unità nelle vicinanze. Difenderle dagli assalti nemici non è facile, se non immediatamente individuate.
Sempre parlando di minimappa, gli elementi menzionati durante i dialoghi sono evidenziati solo per pochi secondi, rendendoli presto irrintracciabili.
Gli eroi hanno un loro carattere, delle loro peculiarità, denaro personale ed equipaggiamenti che ne modificano le statistiche; ma nei fatti per noi rimangono degli emeriti sconosciuti indirizzati indirettamente, e le cui gesta rimangono nascoste se non fosse per il semplice fatto che vediamo il loro livello aumentare. Qui Greed Of Crown fallisce nell’esaltare le figure principali del gioco.
Anche quando viene formato un party, gli eroi si muovono come singoli e non come gruppo; andranno tutti sullo stesso obiettivo ma in tempi diversi, e potrebbero tranquillamente trovarsi da soli a combattere mentre gli altri sono ancora in lento movimento o nell’accampamento a curare le ferite.

Molte dinamiche di gioco non sono chiare, e lo diventano solo tramite una fase di apprendimento legata alle missioni e allo sblocco di determinati avanzamenti; il tutorial è composto praticamente da una serie di popup che però si fermano ai concetti con cui ci si imbatte in modo più frequente, ignorando tantissimi importanti dettagli che invece avrebbero bisogno di un chiarimento iniziale.
Altra cosa molto importante è la difficoltà nel tenere traccia degli edifici sensibili: mancano dei pannelli riassuntivi o dei tasti che permettano di raggiungere a turno le caserme, le torri di difesa e quant’altro, e non c’è nemmeno un modo per evidenziarle. La cosa ci costringe a portarci sulla zona dove ricordiamo esserci un edificio da migliorare, cercare un po’ in giro col cursore per poi finalmente trovare quello che cerchiamo.

Greed Of Crown è un titolo senz’altro divertente quanto poco raffinato, ed è certamente adatto a chi apprezzi la possibilità di gestire un accampamento senza eccessivo stress. Le sfide sono ben bilanciate, e la longevità è più che adeguata anche se oggettivamente drogata dalla possibilità di ripetere lo stesso scenario a difficoltà superiori, cosa che concede punti addizionali per sbloccare i non numerosissimi edifici o bonus avanzati.
Non ci troviamo di fronte ad un capolavoro, ma Greed Of Crown è un videogioco sicuramente godibile ed in grado di ritagliarsi il suo spazio tra una campagna e l’altra di videogiochi più impegnativi.









