House Of Ninjas – Stagione 1: la recensione

Le storie sullo spionaggio piacciono a molti; se le si declinano nella cultura giapponese, il risultato è questa serie interessante tutta katane e intrighi.

 

House of Ninjas recensione

 

C’è una ragione se House Of Ninjas ha totalizzato oltre quattro milioni di visualizzazioni già nella prima settimana di messa in onda, e va ricercata nel fatto che riesce ad intercettare alla perfezione il gusto estetico e narrativo di un’intera generazione. Diretti da Dave Boyle, questi otto episodi da circa un’ora ciascuno trasportano lo spettatore a Tokyo, la stessa del recente Perfect Days, e quindi nella cultura nipponica che i quarantenni e cinquantenni di oggi respirano dagli anni ottanta tra cartoni animati, manga e videogiochi. Chiunque abbia posseduto un’Amiga 500, sa senza dubbio cosa sia uno shinobi (c’è persino un omonimo picchiaduro della Sega del 1987) e chiunque abbia acceso almeno una volta la televisione in quel periodo è ben abituato a vedere saltare persone sui tetti come fossero gatti in calore.

La storia di House Of Ninjas è semplice ma efficace nel suo sintetizzare Sasuke e James Bond in un solo colpo d’occhio. Il protagonista è un ragazzo che si chiama Haru e che vive con il pesante senso di colpa di aver contribuito (suo malgrado) all’uccisione del fratello. Tutta la sua famiglia è composta da shinobi, cioè spie ninja addestrate a mantenere l’ordine del Giappone quando la situazione si fa calda. Come ogni spia che si rispetti, vivono tutti sotto copertura con improbabili lavori e con l’impossibilità di instaurare relazioni sentimentali che rischiano di smascherare il giochino. La storia inizia quando, tra schizzi di sangue e morti alquanto sospette, sembra ricomparire nel paese del Sol Levante il culto degli esaltati Gentenkai.

Visivamente la serie è perfetta. Le ambientazioni sono quelle della tipica cultura samurai, i duelli sono ben congeniati e i costumi sono credibili. Chi si ricorda i film trash di questo genere e si aspetta un simile livello qualitativo resterà deluso: ogni singolo aspetto, infatti, è pensato e realizzato per essere credibile.
Questo lavoro di fino offre lo spunto per l’altro grande pregio del titolo: la trama è avvincente e solida perché, di base, si tratta di una vera e propria storia poliziesca. Ci sono indizi da scovare, omicidi da smascherare e colpi di scena degni di Agatha Christie in salsa di soia e sushi. Risultato? Senza spoilerare alcunché, l’ultimo fotogramma dell’ultima puntata fa l’effetto Povia con i suoi bambini… ooohhhhhh.

 

House of Ninjas recensione

 

Se c’è da trovare un difetto ad House Of Ninjas è che il titolo e la prima puntata scoraggiano la visione a chi non è avvezzo a questa cultura; per questo il voto non è alto come meriterebbe dopo una gustosa fruizione del tutto. Non tutti hanno la lungimiranza di andare oltre i primi minuti, dove compaiono le piroette della nonna della famiglia Tawara che fa una spaccata in cucina solo per prendere al volo un bicchiere d’acqua che scivola di mano al nipotino. E invece, superata qualche spacconata iniziale e una tempesta di shuriken piovuta dal cielo, il resto è tutta discesa… per una produzione che ha annunciato già una seconda stagione ancora più esplosiva.

Se amate film e affini legati all’azione, dopo boiate e boiate uscite in questo periodo sulle varie piattaforme questa serie è qualcosa da vedere assolutamente; anche solo per sognare di avere parenti interessanti invece delle solite inutili ziette che ingolfano l’anima con affilate domande sul nulla cosmico.

 

House of Ninjas, 2024
Voto: 7
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