Il Piano Solo

Un capitolo poco noto della storia italiana del dopoguerra affrontato in un libro tutto sommato sufficientemente imparziale e leggibile.

 

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Negli anni ’60, l’Italia era un importantissimo territorio, strategicamente fondamentale nell’ottica della guerra fredda. I due blocchi, contrapposti territorialmente lungo il confine delle due Germanie, cercavano in ogni modo di mantenere la presa sui paesi dove l’altra fazione tentava di insinuarsi guadagnando il consenso nell’opinione pubblica. Portaerei naturale nel Mediterraneo e base per le operazioni in Africa e nel medio oriente, la Nato non doveva e non poteva in alcun modo perdere il controllo dell’Italia ad opera di un partito comunista sovvenzionato dall’URSS e la cui presa sul popolo sembrava sempre più forte.

Nel 1964 l’Italia a trazione Moro e con il primo governo di centro sinistra è destabilizzata dal punto di vista della politica internazionale e di quella interna, sul piano economico e su quello sociale, a causa sia delle tensioni interne alla maggioranza che per le inettitudini dei suoi esponenti di governo che pongono le ideologie prima di ogni cosa. Nella tarda primavera-inizio estate qualcosa si muove dietro le quinte; un’azione di elementi dello Stato tesa a proteggere la democrazia e l’alleanza Atlantica in caso il governo, tentennante, dovesse cadere con l’esclusione delle forze di sinistra e le conseguenti rivolte armate dell’estrema sinistra.

 

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Mimmo Franzinelli, nel suo libro, racconta la sua visione delle cose, fornendo la sua tesi come un dato di fatto e non una ipotesi. Le sue argomentazioni, prive di un contraddittorio, sono piuttosto convincenti e rappresentano un buon punto di partenza per studiare un episodio storico oscuro e pieno di retroscena.
Mimmo Franzinelli non è uno storico indipendente; la sua vicinanza a certi esponenti di Lotta Continua e di estrema sinistra è nota e testimoniata sul suo sito personale, e per questo non lo si può reputare un analista imparziale. Non è un caso d’altronde se nel suo scritto manca completamente il passaggio sulla fase storica internazionale che vedeva l’Europa occidentale terra di conquista per il comunismo piu’ becero; definisce gli esponenti democristiani e di destra sempre come gretti, o incapaci, o deboli, o arrivisti (o un misto di tutto questo) mentre a sinistra sembra splendere una luce particolare (salvo rare eccezioni).

 

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Nonostante questo, a noi interessano i fatti; e Franzinelli, nonostante uno stile di scrittura facile ma non semplice, riesce ad esporli dando loro una sequenza logica e temporale coerente. Nel libro ci sono anche numerose testimonianze e documenti che supportano la sua tesi, ed essendo materiale (apparentemente) privo di manipolazione da parte sua, le sue tesi sembrano solide e i fatti ricostruiti in modo accettabile.

Il Piano Solo è tutto sommato un buon libro, che va letto nella giusta ottica e depurandolo di alcuni aspetti; è fondamentalmente un ottimo spunto per approfondire la vicenda con testi e documentazioni aggiuntive.

 

Mimmo Franzinelli – Il Piano Solo, 2010
Voto: 8