L’immortale Iron Fist, un errore pesante, una macchia difficile da cancellare.

Sono qui che provo da venti minuti a scrivere qualcosa di carino sulla seconda stagione di Iron Fist, ma non sono stato in grado di far uscire un singolo pensiero positivo su questa serie.
La prima stagione è stata un flop orribile ed indiscutibile. Iron Fist 2 giunge dopo l’uscita delle rispettive stagioni di Daredevil (buona), Jessica Jones (insufficiente) e Luke Cage (in ripresa). Non faccio in tempo a vedere la prima puntata di Iron Fist che arriva l’annuncio della chiusura della serie su Luke Cage; dopo pochi giorni è annunciata anche la chiusura di Iron Fist. Non ho visto neanche metà della seconda stagione e so già che non vedrò più Finn Jones, che interpretò il “Cavaliere di Fiori” nella fortunata serie del Trono di Spade, vestire i panni dell’immortale Iron Fist , ed esclamo: MENO MALE!
La cosa che mi ha fatto più ridere di tutta questa faccenda è che, durante la serie, è lo stesso personaggio a perdere il titolo e i poteri dell’Iron Fist.
Il Fist è l’arma più potente dell’antica città di Kunlun; essa è concessa solo al suo campione. Il Fist si guadagna solo dopo innumerevoli prove, combattimenti e scontri titanici che si concludono sconfiggendo un antico drago; oppure, come dimostra la seconda stagione, con un po’ di droga, qualche goccia di sangue e un tatuaggio. Il personaggio di Davos, colui che si impossessa del Fist rubandolo a Denny, esiste anche nella serie a fumetti ed è uno dei principali rivali di Danny al ruolo di Iron Fist. Davos è un vero figlio di Kunlun che non è riuscito a battere Denny e di conseguenza non ha potuto combattere contro il drago. Nel fumetto Davos combatte quasi alla pari con l’immortale Iron Fist; in questa serie televisiva, il furto dei poteri è commissionato ad un personaggio che non rientra neanche tra il novero dei cattivi di Iron Fist, ma è preso in prestito da Daredevil. Questo è l’inizio della stagione e, come avete potuto intuire facilmente, il resto della stagione racconterà di come Danny prova a recuperare il Fist.

Danny Rend non brilla in questa seconda stagione, come non ha brillato nella stagione precedente; molto meglio vanno le due coprotagoniste, Misty Knight (interpretata da Simone Missick) e Colleen Wing (interpretata da Jessica Henwick). La storia è la stessa di tutte le serie Netflix legate ai Defenders: salvare il quartiere, la città o il mondo che è in pericolo. Tutto gira sulle spalle di Colleen, che prende le decisioni, media con le parti in causa, s’impegna nelle ricerche, insegna nuovamente a Danny come combattere ed alla fine è la vera vincitrice della serie; detto questo, non riesco bene a capire come mai la serie s’intitoli Iron Fist?
Non basta un pugno luminoso e un attore conosciuto per fare una serie di successo, bisogna spremersi un po’ più le meningi con le sceneggiature, magari traendo spunto dalle storie a fumetti e dai personaggi che i fan della Marvel hanno già promosso. Tutta questa necessità di dover per forza essere originali, alternativi o innovativi, mi lascia sempre un po’ perplesso; le cose funzionano nel fumetto, adattiamole alla serie TV, ci vuole tanto? Una volta che hai conquistato i vecchi fan e ne hai creati di nuovi grazie alla TV, allora puoi provare ad essere originale, alternativo o innovativo; farlo da subito non paga, soprattutto se non disponi di una buona sceneggiatura su cui lavorare.
Sono deluso, profondamente deluso! Si poteva fare davvero tanto di più con Iron Fist.









