Kingdoms And Castles: la recensione

Il city builder dall’aspetto minimalista si è evoluto negli anni fino a diventare un valido titolo gestionale per chi apprezza le esperienze più rilassanti.

 

 

Kingdoms And Castles è uno di quei titoli rimasti in una fase di early access per diversi anni, periodo durante il quale il gioco ha beneficiato di uno sviluppo magari non velocissimo ma sicuramente solido e continuo; sviluppo che è proseguito anche dopo il rilascio in versione 1.0 grazie alla passione dei due programmatori, i quali hanno mantenuto inalterata la filosofia del gioco durante tutta la sua evoluzione.

 




 

Kingdoms And Castles propone il classico gameplay dei city builder, scegliendo però un approccio piuttosto semplificato e mantenendo un tasso di sfida interessante ma senza stressare o mettere troppo sotto pressione il giocatore. Già dalle prime occhiate ci rendiamo conto dall’aspetto grafico che il gioco vuole essere rilassante, quasi un calmante per lo stress quotidiano. Tutto è molto colorato, allegro, leggero alla vista e ben animato pur nella semplicità di una grafica a basso tasso di poligoni.
Tutta l’atmosfera di gioco è plasmata per rendere rilassante l’esperienza di gioco, dai messaggi a schermo, ai suoni, agli eventi anche negativi che possono colpire il nostro insediamento medioevale.

 

 

Per far prosperare il nostro villaggio potremo attingere alle risorse naturali presenti sull’isola dove fonderemo il nostro castello; ritroveremo la relazione tipica di questi giochi tra i posti letto disponibili, i lavori da effettuare, il cibo da produrre, la felicità e la salute da mantenere sopra il livello di guardia. Tutto è gestito senza scendere troppo nel dettaglio, cosa che aiuta a mantenere fluido e veloce il gameplay (anche al costo di sacrificare qualcosa a livello di profondità).

Due delle caratteristiche principali di Kingdoms And Castles sono la gestione delle invasioni vichinghe o dei draghi (unico elemento fantasy del gioco) ed una parte diplomatica inserita nel titolo solo di recente e capace di ampliare discretamente lo scopo del gioco.

La parte militare è strettamente correlata alla costruzione del nostro castello, che paradossalmente non è la cosa più urgente da seguire ma che da un certo punto in poi diventerà un aspetto prioritario, a prescindere dal livello di difficoltà scelto ad inizio partita. Poter scegliere dove piazzare le mura e le torri di guardia è qualcosa che mancava dai monitor dai tempi del vecchio Castles, ed il risultato è sicuramente più che valido. Le mura e gli arcieri saranno un buon deterrente, ma tenderanno a soccombere nei confronti dei vichinghi se non prepareremo un contingente di soldati; viceversa, per tenere a bada i draghi e il loro fuoco, capace di mandare letteralmente in cenere buona parte del nostro insediamento in pochi istanti, una selva di frecce è necessaria.

 

 

Come detto, lo sviluppo di Kingdoms And Castles è proseguito ben oltre la data di conversione a 1.0, e l’ultima novità in ordine di tempo è la realizzazione di una parte diplomatica che inserisce dei regni potenzialmente ostili sulle isole vicine e con i quali potremo commerciare o combattere, creando navi da guerra e mezzi da sbarco, ampliando di parecchio la fase militare di gioco.

Kingdoms And Castles è un titolo nato avendo in mente la semplicità e che nel corso del tempo è riuscito ad inserire nuove componenti senza snaturarsi. Oggi ci troviamo di fronte ad un gioco che permette diversi approcci, rilassati o discretamente ricchi di sfida, e che pur senza presentare un livello di gestione dettagliato in stile Banished ci consente di avere un buon controllo sul nostro villaggio.

 

Kingdoms And Castles, 2017
Voto: 7
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