Love, Death + Robots – Stagione 2: la recensione

Ci sono stagioni che vanno alla grande, come la prima di Love, Death + Robots, e stagioni che non vanno proprio come la seconda.

 

 

La prima stagione mi aveva colpito per la varietà dei corti proposti e per l’ottima caratterizzazione. Piccoli episodi deliziosi che si appoggiavano al lato robotico per raccontare la loro storia, ma senza snaturarsi. In questa seconda stagione la componente robotica viene usata in maniera differente, creando un netto contrasto o sparendo del tutto. Purtroppo, in questo modo, si spezza il filo portante di questa antologia.

Solo otto episodi, in confronto ai diciotto della stagione precedente, sono un misero bottino, ma bisogna pensare che la produzione è stata rallentata a causa del Covid. Oltre a questo, credo proprio che la qualità delle storie proposte sia calata drasticamente; non sarebbe stato meglio rimandare l’uscita di qualche mese e fare un lavoro migliore?

 

 

Se dovessi scegliere il miglior episodio di questa stagione probabilmente punterei il dito su Ghiaccio, anche se non ha proprio le caratteristiche che mi sarei aspettato da un episodio di Love, Death + Robots. Il resto della serie si divide in due tronconi: il primo è la robotica come problema o malfunzionamento, ed il secondo riguarda cose aliene. Ci può stare che qualche episodio non sia entusiasmante o che non mi abbia conquistato, ma la cosa che mi ha deluso è principalmente l’aspetto grafico. In una serie animata io apprezzo i disegni, e lo stile degli artisti può piacermi o meno, ma trovo affascinante lo sforzo profuso. In questa seconda stagione metà della serie propone rielaborazioni al computer di persone reali. Tutto molto bello, ma mi sento preso un po’ in giro.

 

 

I protagonisti di Pop Squad, Snow Nel Deserto, La Cabina Di Sopravvivenza e Il Gigante Affogato la testimonianza di questa eleborazione digitale, una tecnica già usata anche nella prima stagione, ma con un risultato finale decisamente differente. Sarà anche colpa delle storie non brillantissime, ma questi quattro episodi mi sono sembrati un ripiego, quasi fossero una seconda scelta. I restanti episodi hanno invece una caratterizzazione grafica che può incontrare o meno l’approvazione del pubblico. Personalmente ho trovato decisamente brutti i disegni di Servizio Clienti Automatico. I restanti lavori non incontrano i miei gusti personali, ma apprezzo lo sforzo di proporre qualcosa di diverso.

Tirando le somme questi otto episodi mi hanno deluso tutti, chi per trama e chi per disegni. La prima stagione è nettamente superiore di qualità in tutti i sensi. Aspetto ora di rifarmi la bocca con la prossima stagione, sperando che questo incidente di percorso sia stato un caso isolato dovuto alla pandemia.

 

Love, Death + Robots – Stagione 2, 2021
Voto: 5
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