Mazinga contro i sette nani: chi potra’ mai vincere?

Storia di due irresponsabili wargamers, di un carro ciccione e di come gli Stratovarius abbiano influenzato la seconda guerra mondiale.

 

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C’e’ qualcosa di strano in noi amanti dei wargames. Compriamo giochi che danno il meglio di se’ quando giocati in multiplayer, e poi regolarmente tendiamo a evitare le partite in multiplayer, pur contemporaneamente cercandole. Lo so, e’ un concetto difficile da capire, ma come dicevo inizialmente, noi wargamers siamo strani.

Sono giorni che ci stavamo cercando, col mio omonimo. Il mio omonimo e’ un altro appassionato di wargames, e abbiamo deciso di comprare una delle ultimissime uscite della Lock’n’Load per continuare a giocare anche in questo periodo di clausura. Nations At War Digital e’ un titolo appena uscito in early access, e sebbene sia totalmente giocabile e’ ancora grezzo per quanto riguarda l’interfaccia e le notifiche (pressoche’ assenti). Col mio omonimo, che da questo momento chiamero’, con grande sforzo di fantasia, Omonimo, abbiamo dato vita ad una battaglia che definire epocale e’ riduttivo.

Dopo numerosi tentativi andati a vuoto, ci siamo finalmente incontrati online per dare vita allo scontro. Quale scenario scegliamo? Boh, fai tu. Quale esercito vuoi, americani o tedeschi? Boh, fai tu. Non capisco se Omonimo e’ molto accondiscendente o pensa io sia un novellino alle prime armi (sono nuovo del gruppo e ancora non conoscono la mia scaltrezza da lontra maculata); ad ogni modo, per andare sul sicuro, scelgo il primo degli scenari a disposizione, quello che sicuramente tutti giocano almeno una volta. E mi prendo i tedeschi, che voglio dire, i Panzer!

 

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L’obiettivo e’ quello di occupare i centri abitati (due case in croce) di Berismenil, Hubermont e Nadrin, il tutto menando fortissimo il nemico. Ah, per chi pensa che siano paesini fittizi presi direttamente dal Signore Degli Anelli vi dico che no, sono paesini realmente esistenti in Belgio e che sono stati fondati ai tempi di Gollum, prima che Padron Frodo iniziasse il suo viaggio verso la Cancelleria di Berlino.

Schieriamo le truppe, io a nord e Omonimo a sud, ed immediatamente capisco che non e’ avvezzo al gioco: visto che lasciare delle unita’ distanti dal Quartier Generale significa correre il rischio di non poterle muovere in quel turno, mettere tre preziosi carri a chilometri dal capobanda non e’ una scelta ideale. E infatti.
Io dispongo di due unita’ autonome, e mentre mando quella piu’ consistente a catturare i due paesini col nome luuuungo, schiero quella di soli quattro carri vicino a Nadrin e al suo ponte col chiaro intento di fare a pezzetti i carri americani isolati.

I proiettili non tardano a partire dai cannoni, e se e’ vero che io riesco a entrare a Hubermont prima di Omonimo, lui mi scatena contro tutto il piombo del contingente alleato in Europa. Prima effettua un paio di raid aerei che mi fanno zompare in aria un carro e un APC, poi a colpi di artiglieria mi rende temporaneamente inoffensivo quasi tutto il contingente sul fianco ovest. Non contento, concentra il suo fuoco sul povero carro Panther che ho mandato in avanzata veloce a prendere posizione al margine sud del villaggio.

 

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Credo che in questa fase, Omonimo abbia messo a segno non meno di dieci colpi sul mio povero carro, che pero’ ricordandosi di essere un carro a modino, tutto caruccio e pettinato, ha tirato fuori una serie di 5 e di 6 dai tiri di dado da ammutolire anche il peggior logorroico. Immaginatevi un carro il cui equipaggio dotato di racchette da tennis si mette attorno al veicolo a colpire al volo i proiettili e rimbalzarli indietro al mittente: e’ esattamente quello che e’ successo.

E’ il mio turno; lo stesso carro che abbiamo visto essere dotato di una corazza impenetrabile (di qui il concetto di Carro Ciccione) mette a segno un paio di colpi definitivi su di uno Sherman americano, rendendolo una carcassa in fiamme. Altrettanto bene non si comportano pero’ gli altri carri, tirando cartoccetti di carta stagnola o pagnotte ammuffite che si spiaccicano contro le corazze a stelle e strisce fra l’ilarita’ degli equipaggi d’oltremare.
Lo scontro continua: ad est i miei carri ingaggiano quelli nemici, sputacchiando qua e la’, avvicinandosi alle posizioni nemiche; la mia artiglieria semina zizzania e poco altro nelle file nemiche, mentre il gioco, nella sua meccanica malvagia, vuole farmi perdere un ulteriore turno e mettermi alla merce’ delle bocche da fuoco di Omonimo, che mi stanno mettendo in seria difficolta’.

E qui, il colpo di genio, lo stratega da uncinetto, la mossa risolutiva che solo il sottoscritto poteva concepire; utilizzare i Punti Fato per sovvertire l’ordine delle mosse e giocare un bonus che solo ai maestri dello scontro armato e’ concesso: mettere gli Stratovarius in sottofondo motivando le truppe con enormi megafoni piazzati sul campo di battaglia, piazzando anche dei megaschermi per forzare le truppe nemiche a vedere il video musicale.

 

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L’effetto e’ immediato: a est i miei cominciano a cannoneggiare con serieta’ e dedizione il drappello nemico, capitanato da Brad Pitt che vorrebbe ripetere le gesta gia’ viste in Fury; a ovest Carro Ciccione imbrocca una serie di tiri clamorosi e prendendo a sganassoni i carri nemici si erge a baluardo della linea difensiva.
Le altre mie truppe, motivate dall’epicita’ della musica di sottofondo, fanno la loro parte mentre gli americani, afflitti dal malus “video musicale oribbbile”, non colpiscono piu’ nemmeno con l’ausilio di Chuck Norris e cominciano a vedersela male.

 

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Carro Ciccione tira fuori anche un 6 su 6 da far esclamare Omonimo con un sonoro “ma che e’, la Morte Nera????” mentre Brad Pitt, ricordandosi che Fury e’ un film de rara mmerda, abbandona il carro un secondo prima che venga piallato sotto i colpi dei miei Panzer IV.

 

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Il resto e’ storia; Omonimo riesce a far fuori un Panther e un APC ma il gioco, ben capendo che e’ il momento di umiliarlo, non gli assegna i punti vittoria, e io, vagabondo che son io, dopo aver annientato la resistenza ad est convergo sul grosso delle truppe americane facendo il tiro al bersaglio. E sappiate che chi vi dice che andare a caccia di fagiani con una batteria antiaerea di grosso calibro non e’ divertente, MENTE.

 

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Alla fine, strano a dirsi, io ho vinto e Omonimo ha perso. Sembrava di vedere Mazinga pigliare a sberle i sette nani, con Carro Ciccione sbrasare qualsiasi cosa si muovesse sul campo e le truppe di Omonimo essere incapaci di reagire. Ed e’ stato divertentissimo (per me, per Omonimo un po’ meno).
Ci siamo dati appuntamento ai prossimi giorni per una rivincita; nel frattempo, faro’ tante carezzine a Carro Ciccione e mi bullero’ con gli amici al bar di questa eclatante vittoria (se solo avessi un bar da frequentare. Vabbe’, pazienza).

 

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