Rally Arcade Classics è una possibile scelta per chi preferisca sfide brevi e dal taglio retrò; basti sapere che di rally c’è poco.

La tipologia di videogiochi arcade, cioè tutt’altro che simulativi, ha spadroneggiato negli anni ’80 e ’90 quando si parla di giochi di guida. Lo stile legato alle prove a tempo, ai checkpoint e al non uscire mai di strada era adatto solo ad una parte di giocatori; poi sono cominciati ad arrivare titoli più a metà strada, che sono stati in grado di essere apprezzati da una platea più vasta.
Rally Arcade Classics è un arcade (come dice il titolo) ma riesce a non banalizzare del tutto la guida, pur presentando un gameplay molto semplificato e lontano dai titoli maggiormente realistici. Il modello di guida di Rally Arcade Classics prevede esclusivamente marce automatiche, nessun danno alla vettura, zero parametri configurabili sul veicolo, nessuna scelta di gomme; da questo punto di vista è un vero titolo arcade. Allo stesso tempo, però, il gioco di Net2KGames presenta un modello di guida abbastanza soddisfacente anche per chi preferisca sfide maggiormente realistiche.

La prima cosa che salta agli occhi è la differenza di comportamento della nostra vettura in base alla superficie su cui scorrono i pneumatici. Asfalto, terra, asciutto, bagnato: la tenuta di strada è percettibilmente diversa ed obbiga il giocatore ad adottare una guida sensibilmente diversa in base alle condizioni del tracciato.
La seconda è che, se ad un primo approccio la vettura sembri ruotare intorno ad un punto centrale (uno dei peccati capitali dei videogiochi di guida), nei fatti il comportamento su strada è omogeneo e credibile, tanto che guidare con la visuale sul cofano (manca quella da dentro la vettura) sarà probabilmente la scelta preferita. La reazione della vettura alle curve, alle sterzate ed all’uso del freno a mano fornisce sensazioni in linea con quanto ci aspetteremmo.

Quello che si apprezza meno è il formato di gare e progressione proposto da Rally Arcade Classics.
Similarmente all’adrenalinico Star Drift Evolution, Rally Arcade Classics ci permette di proseguire solo completando delle sfide; se non si è abbastanza bravi occorre riprovare fino a ottenere, nel complesso di un tot di prove simili, abbastanza stelle per sbloccare la sezione successiva. Un approccio in pieno stile arcade ma che è superato da anni: perché impedire ai giocatori meno bravi o con meno tempo a disposizione di mettere le mani su tutto quello che il gioco ha da offrire?
Questo si somma alla bassa difficoltà della sfida proposta ed alle brevissime tappe previste, soprattutto nelle prime ore di gioco. Ci si trova ad affrontare avversari non all’altezza, che sono più un ostacolo sul tracciato che altro, e che allontanano completamente dall’idea di rally: questa competizione infatti prevede tappe impegnative e un confronto di tempi complessivi. Esiste una modalità di gioco in tal senso, ma è affogata in mezzo al diverse altre, alcune migliori e altre molto meno (tipo l’onnipresente ed inutile gara di derapate), che sembrano essere state inserite più per allungare il brodo che per una reale necessità. Le tappe durano comunque sempre tra i 40 secondi ed il paio di minuti, fornendo un’esperienza di gioco tale che non si fa nemmeno in tempo a cominciare ad apprezzare il tracciato che si è già arrivati alla fine.
Ultima nota stonata, talvolta gli avvertimenti sul tipo di curva che affronteremo arrivano un pelo troppo tardi.

Avanzando nel gioco la difficoltà aumenta (semplicemente perchè gli avversari vanno più veloce, ma senza cambiare stile di guida) e si possono ottenere veicoli più performanti e attraenti; ma tutti, già nelle categorie di base, sono realizzati sulla scorta dei veri bolidi da fuoristrada di anni ’80, ’90 e 2000. È immediato riconoscere la Mini, la Peugeot 205, la Subaru Impreza in colorazione Colin McRae e così via. Per accedere alle vetture avanzate occorre però non solo accumulare abbastanza denaro da comprarle, ma sbloccare anche le licenze di guida per usarle sui tracciati; una complicazione che sommata alla quantità di gare pressochè inutili che dovremo affrontare prima di poter arrivare ad un livello di sfida adeguato ci fa chiedere dove sia il confine tra “molto contenuto” e “ripetizione evitabile”. Da questo punto di vista Rally Arcade Classics non convince del tutto.
Il gioco però è complessivamente apprezzabile se preso nel suo contesto. I videogiocatori che cercano esattamente questo tipo di prodotto troveranno in Rally Arcade Classics un titolo realizzato con la giusta cura, che tecnicamente non ha sussulti e che fornisce una buona esperienza di gioco oltre ad una indiscutibile longevità. Per chi voglia qualcosa di più succoso, dove le gare durino a lungo e dove gli avversari, quando presenti, siano davvero una sfida, il consiglio è di guardare altrove (oltre al già menzionato Star Drift Evolution, il buon vecchio Flatout è ancora un termine di paragone).









